Afghanistan: gli spagnoli si ritirano da Herat

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Con una cerimonia di ammaina bandiera nella base di Camp Arena, presso l’aeroporto di Herat, e alla presenza della vice-premier Soraya Saenz de Santamaria, la Spagna ha messo fine il 25 ottobre alla missione militare in Afghanistan durata 14 anni ritirando gli ultimi 234 militari basati nell’Ovest del Paese asiatico.

Madrid manterrà ancora per qualche mese una presenza simbolica di 25 militari a Kabul presso il quartier generale dell’operazione della NATO “Resolute Support”.

In un discorso in presenza dei responsabili degli Stati Maggiori di Difesa ed Esercito, ammiraglio Fernando Garcia Sanchez e generale Jaime Dominguez Buj, la vice-premier ha elogiato il ruolo delle forze armate spagnole nelle missioni all’estero

Tracciando un bilancio della presenza spagnola in Afghanistan, Saenz de Santamaria ha ricordato le perdite spagnole sottolineando che è impossibile dimenticare che l’esercito intervenne “in una guerra che ha chiesto grandi sforzi spinti fino alle estreme conseguenze”.

Dei 102 caduti (inclusi 2 interpreti civili) 13 sono stati uccisi dal fuoco talebano mentre gli altri sono morti in incidenti, la gran parte nello schianto in Turchia di un charter che nel 2003 riportava in Spagna 62 militari del contingente iberico e nello scontro in volo tra due elicotteri Cougar verificatosi a nord di Herat nel 2005 provocando 17 morti.

Dall’inizio della missione, nel gennaio 2002, 29.861 militari spagnoli hanno operato in Afghanistan con un contingente della consistenza media di 1.500 effettivi schierato nell’ambito del Comando Regionale Ovest (RC-W) sotto la guida italiana.

La partenza degli ultimi militari spagnoli evidenzia la posizione di Madrid nel momento in cui gli Stati Uniti hanno chiesto agli alleati di prolungare la permanenza militare nel Paese asiatico fino al 2017.

Foto: Iñaki Gómez e Julio Maiz /MDE

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