Primo bilancio per Eunavfor-Med: 43 barconi affondati

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Dal suo inizio ad oggi, la missione Eunavfor-Med ha sottratto ai trafficanti di uomini 43 barconi utilizzati per trasportare i migranti, mentre 42 sospetti scafisti sono stati arrestati. Sono state 5.400 le vite salvate in mare.

Questo il bilancio dell’operazione europea guidata dall’ammiraglio Enrico Credendino, fatta a margine della visita al quartier generale dalle ministre della Difesa di Italia e Francia, Roberta Pinotti e Ursula von der Leyen (nella foto sotto). Attualmente Eunavfor-Med si trova nella fase 2, che consente l’abbordaggio di imbarcazioni sospette nelle acque internazionali, mentre manca ancora il consenso delle autorità locali per intervenire in acque libiche.

La missione opera – è stato spiegato in un briefing informativo – sul principio ‘no boat left behind’. Cioè nessuna imbarcazione soccorsa viene abbandonata in condizioni di poter navigare per evitare che finisca nuovamente nelle mani degli scafisti. Esse vengono nella maggior parte affondate, cosa che non richiede sforzi particolari viste le condizioni fatiscenti dei natanti usanti. Oppure viene rimorchiata in un porto italiano per metterla a disposizione dell’autorità giudiziaria.

“Quando è possibile, le imbarcazioni sottratte ai trafficanti vengono rimorchiate perché rappresentano un elemento di prova da mettere a disposizione dell’autorità giudiziaria – ha spiegato il portavoce della missione, il capitano di vascello Antonello de Renzis Sonnino – ma nella stragrande maggioranza dei casi le loro condizioni sono così precarie da imporne l’affondamento, in primis per evitare che costituiscano un pericolo per la navigazione”.

Negli ultimi tempi, peraltro, sono diminuiti i barconi di legno, “molto più redditizi per i trafficanti visto che ogni viaggio frutta in media 200mila euro”, e sono aumentati i gommoni, quasi tutti made in China e assai poco resistenti.

Si tratta quindi di natanti “usa e getta” il cui costo è inferiore alle imbarcazioni a scafo rigido.

Quanto al numero degli arrestati, “è cresciuto a partire dal 7 ottobre – ha ricordato de Renzis – quando è scattata la fase 2 dell’operazione, quella che prevede la possibilità di ispezioni e abbordaggi: l’effetto deterrenza c’è e si vede”.

La presenza delle navi e degli aerei del dispositivo di contrasto sembra aver inciso anche sulle direttrici dei flussi dei migranti: “a maggio passavano per il 50% dal Mediterraneo e per il 50% dai Balcani, oggi la quota è salita sino a sfiorare l’80% dai Balcani e scesa al 20 attraverso il Mediterraneo”.

Di fatto quindi Eunavfor Med, composta da 7 navi militari inclusa una portaerei, sta facendo per ora quello che già fanno le navi italiane dell’operazione Mare Sicuro e quelle europee dell’operazione Triton: affondare gommoni dopo aver imbarcato immigrati clandestini da sbarcare in Italia.

(con fonti AGI e ANSA)

Foto Eunavfor-Med

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