Siria: a Ginevra invitano i salafiti ma non i curdi

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Non riconoscerà i risultati dei colloqui di pace sulla Siria, in programma da venerdì a Ginevra, il PYD, il Partito dell’Unione Democratica che costituisce la principale forza politica curdo-siriana. Lo ha annunciato il suo rappresentante in Russia, Abd Salam Ali, condannando l’esclusione del proprio gruppo dai negoziati.

“I curdi siriani non hanno ricevuto inviti a partecipare, i terroristi invece  si'”, ha denunciato, sottolineando che tra i partecipanti ci saranno esponenti di fazioni quali Jaish al-Islam o Ahrar al-Sham, di matrice salafita anche se rivali tanto dei jihadisti dello Stato Islamico quanto dei qaedisti del Fronte al-Nusra.

“Rappresentando il PYD”, ha proseguito Ali, “sono in grado di affermare che non riconosceremo le decisioni prese a Ginevra-3. Continueremo comunque a combattere e a impegnarci contro il terrorismo, e difenderemo la nostra terra”.

Il portavoce curdo ha poi puntato il dito contro la Turchia che “ha minacciato di non presenziare alle trattative se il PYD fosse stato invitato”.  Si tratta però di “colloqui tra il governo siriano e l’opposizione” ha puntualizzato Alì chiedendo “cosa hanno a che fare con tutto questo i turchi?”.

A detta di Ali, inoltre, fonti diplomatiche russe avrebbero ammesso con lui che Mosca, pur appoggiandoli, è stata costretta a sacrificare gli interessi curdo-siriani per non compromettere qualsiasi possibilità di riuscita degli imminenti negoziati. Mosca si è impegnata ad assicurare la partecipazione del PYD alle future fasi negoziali.

(con fonte AGI/EFE)

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