Il costo dimenticato della sicurezza in Europa

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di Giuseppe Cucchi da Limes on line

Forse viviamo in pace da troppo tempo per comprendere oggi quale mostruoso carico di sofferenze porti con sé la guerra e come sia indispensabile rimanere disposti a ogni possibile sacrificio per evitare che essa allunghi di nuovo la sua ombra sinistra sulle nostre case e sulle nostre famiglie.

Forse siamo ricchi da troppo tempo e l’abitudine a una vita comoda e confortevole, costellata di agi, ci ha fatto dimenticare il volto perennemente grigio della povertà, la lunghezza delle giornate senza pane, l’eterna condanna di non sapere mai in anticipo come unire il pasto di oggi a quello di domani.

Forse viviamo in sicurezza da troppo tempo, confortati dallo scudo che ci offrono la legge e la costante presenza di forze dell’ordine pronte a intervenire in caso di violazioni, abituati a risiedere in città illuminate e vivibili in ogni ora del giorno e della notte, sicuri della tutela che lo Stato offre a noi stessi e alle nostre proprietà.

Di sicuro abbiamo ormai dimenticato come questi beni, che possediamo da tanto tempo da considerarli diritti acquisiti e inalienabili, altro non siano che conquiste di cui noi oggi usufruiamo senza porci molte domande ma che sono costate un prezzo altissimo alle generazioni che ci hanno preceduto.

È probabilmente questo il motivo per cui nel corso degli  ultimi 25 anni abbiamo lesinato sulle indispensabili spese di manutenzione della nostra fragile architettura di pace, benessere e sicurezza che avrebbe invece richiesto una cura costante e priva di cedimenti, nonché la piena disponibilità ad affrontare tutti i sacrifici necessari  a garantirne, giorno dopo giorno, la funzionalità completa.
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