FORZE SPECIALI: QUALE FUTURO?

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e Claudio Masci*

L’attuale terza guerra mondiale, che si sta combattendo a macchia di leopardo, vede rinnovata la ferocia dei califfi Abbasidi – giunti al potere sfruttando il sentimento delle masse favorevoli alla restaurazione degli Alidi (discendenti di Ali, genero di Maometto) che furono da essi sterminati grazie all’appoggio delle milizie del Khorasan – “impastata” con quella degli eredi dei mongoli di Gengis Khan (dominò quasi tutta l’Asia dal 1206 al 1368) e di Tamerlano (impero Moghul dal 1526 al 1707), che per quasi tre secoli conquistarono e dominarono il Khorasan (regione, allora, situata nella parte orientale dell’Iran che comprendeva parte dell’Afghanistan e del Pakistan. Khorasan, in persiano, significa “dove origina il sole”).

Una guerra caratterizzata principalmente da una faida religiosa fra sciiti e sunniti – che si protrae, con alterne vicende, da oltre 1400 anni – ben più lunga di quelle che alternativamente hanno vissuto cattolici e protestanti (luterani e calvinisti) dal 1534 al 1598.

La lotta fra le due confessioni islamiche appare ormai diventata irreversibile e si sta sempre più avvicinando al territorio italiano con l’insediamento di vertici califfali in Libia.

Lo scontro religioso “esprime” da un lato una direttrice strategica centralizzata e ben individuabile, mentre dall’altro dissimula e mimetizza l’obiettivo strategico nella sponsorizzazione di gruppi jihadisti secondo la convenienza politica e la rilevanza degli eventi internazionali.

Come se ciò non bastasse, si è prepotentemente riaffacciata sulla ribalta internazionale – ed in particolare in quella mediterranea – la Russia di Putin.

Questi, approfittando dell’impasse del rivale Obama per le prossime primarie presidenziali, intende riproporsi al suo successore come superpotenza, rinnovando il braccio di ferro della passata guerra fredda ma con altre forme ed altri metodi, che certamente vedranno la prevalenza incontrastata di conflitti asimmetrici.

Se il futuro non è molto sereno, certamente non si rasserenerà con l’adozione di strategie di natura ordinativa che non appaiono privilegiare la professionalità e la capacità operativa delle Forze Speciali.

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*Claudio Masci – Ufficiale dei Carabinieri proveniente dall’Accademia Militare di Modena, dopo aver assunto il comando di una compagnia territoriale – impegnata prevalentemente nel contrasto al crimine organizzato, è transitato negli organismi di informazione e sicurezza nazionali. Laureato in scienze politiche. Tra i suoi contributi L’intelligence tra conflitti e mediazione, Caucci Editore, Bari 2010 e The future of intelligence, 15 aprile 20122, Longitude, rivista mensile del MAE

 

Luciano PiacentiniVedi tutti gli articoli

Brevettato incursore, è stato Comandante di Unità Incursori nel grado di Tenente e Capitano. Assegnato allo Stato Maggiore dell'Esercito, ha in seguito comandato il 9. Battaglione d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin" e successivamente ricoperto l'incarico di Capo di Stato Maggiore della Brigata Paracadutisti "Folgore". Ha prestato la sua opera negli Organismi di Informazione e Sicurezza con incarichi in diverse aree del continente asiatico.

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