Lo strano caso dell’americano spia per Pechino e Taipei

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Alcuni giorni fa la stampa statunitense ha dato notizia della messa in stato di accusa per spionaggio di un ufficiale dell’US Navy. Si tratta del Lt. Cmdr. Edward Chieh-Liang Lin, (nella foto a fianco) nativo di Taiwan, emigrato in America all’età di 14 anni, arruolatosi in Marina nel 1999 ed in servizio (fino al suo arresto) presso lo “Special Projects Patrol – Squadron 2” (VPU-2) di Kaneohe Bay (Hawaii), un reparto che svolge compiti di pattugliamento marittimo nel Pacifico con velivoli EP-3E “Aries II” e P-8A “Poseidon”, su cui il Lt. Cmdr. Lin era imbarcato come specialista.

Foto-2L’accusa, a quanto riportato dalla stampa, è decisamente seria e riguarda la commissione di due specifici atti di spionaggio, di altri tre andati a vuoto, di cinque atti di divulgazione di informazioni attinenti la sicurezza nazionale ed altre accuse secondarie (Lin è anche accusato di adulterio, sfruttamento della prostituzione e false dichiarazioni sui suoi spostamenti all’estero, comportamenti non sempre penalmente rilevanti anche se, occorre sottolinearlo, pressoché ovunque nel mondo la condotta morale degli appartenenti alle Forze Armate è sanzionata dai codici penali militari o dai regolamenti di disciplina).

La posizione di Lin – che ora si trova a disposizione presso il “Patrol and Reconnaissance Group” di Norfolk (Virginia) – è attualmente al vaglio del Comandante delle Forze Navali (US Fleet Forces Command) Amm. Phil Davidson, (FOTO 2) che dovrà decidere a breve per il formale deferimento ad una Corte Marziale.

P-8-PoseidonMa nel concreto, al di là delle formule accusatorie, di quali atti di spionaggio è esattamente accusato Lin? Cosa materialmente avrebbe fatto ed a favore di quale paese? Ed a quale genere di documentazione classificata d’interesse per una potenza straniera poteva mai avere accesso?

Non è possibile per ora dare una risposta esauriente a queste domande dato che gli atti d’accusa sono secretati. Ad ogni modo, le fonti giornalistiche hanno rivelato il Lt. Cmdr Lin avrebbe operato a favore della Repubblica Popolare Cinese e anche, inaspettatamente, della Repubblica di Cina, ossia di Taiwan, sua patria originaria, paese da sempre considerato il più fedele alleato degli USA nell’Asia-Pacifico. Perlomeno fino ad ora, visto che non è affatto da escludere, in caso di conferma delle accuse di spionaggio rivolte a Lin, qualche ritorsione di natura diplomatica.

Per quanto riguarda il materiale sensibile di cui poteva disporre l’ufficiale, anche in questo caso non è dato sapere di cosa esattamente possa trattarsi. Come si è detto, il reparto presso cui prestava servizio Lin svolge compiti di pattugliamento marittimo e specificatamente di ricerca anti-sommergibile, anti-nave, intelligence, sorveglianza e ricognizione.

Gli specialisti di bordo hanno quindi accesso a codici di riconoscimento, funzioni di guerra elettronica, programmi di pattugliamento, procedure di vario genere, e certamente molte di queste informazioni costituiscono materiale classificato, in particolare tutto ciò che riguarda le concrete capacità statunitensi di rilevare la presenza di sottomarini d’attacco.

Il giornale delle Forze Armate statunitensi “Stars & Stripes”, in un lungo articolo, mette comunque in evidenza che Lin avrebbe potuto fornire informazioni sensibili sugli avanzati sistemi con cui sono equipaggiati gli EP-3E “Aries II” e P-8A “Poseidon”, in grado di monitorare le comunicazioni elettroniche e i movimenti del naviglio cinese anche alle grandi distanze.

In particolare, quel che potrebbe preoccupare la sicurezza militare riguarda il sofisticato sistema radar denominato “Advanced Airborne Sensor” di cui è dotato il P-8 “Poseidon”, attraverso il quale il velivolo diviene una sorta di piattaforma per l’acquisizione/assegnazione obiettivi (il sistema può individuare a grande distanza perfino un singolo autoveicolo, compararne le caratteristiche con un data-base ed automaticamente assegnarlo come obiettivo al più vicino caccia operante in zona).

Foto-5-237x300La rivelazione di simili informazioni a potenze straniere può effettivamente costituire un vero e proprio atto di spionaggio per il quale il codice penale militare (UCMJ, Uniform Code of Military Justice) – come la stampa americana non dimentica di ricordare – è prevista la pena di morte, qualora le informazioni riguardino l’armamento nucleare, aeromobili militari o satelliti, sistemi di allertamento, ogni genere di difesa contro gli attacchi su larga scala, comunicazioni, intelligence o informazioni crittografate, ogni principale sistema d’arma o le principali tematiche sulla difesa strategica.

In realtà, riguardo la possibilità di una condanna capitale, non vi sono precedenti specifici a meno di non risalire al caso dei coniugi Julius ed Ethel Rosenberg, che nel lontano 1953 vennero riconosciuti colpevoli di aver passato all’Unione Sovietica i piani della bomba atomica e finirono giustiziati sulla sedia elettrica.

Nei tempi recenti, il caso più eclatante di spionaggio è stato quello di un sottufficiale della Marina, John A. Walker Jr., riconosciuto colpevole di aver passato per ben 18 anni, assieme ai membri della sua famiglia, segreti militari all’Unione Sovietica (sostanzialmente i codici delle comunicazioni navali), e condannato all’ergastolo nel 1985.

Nel 2013 vi è poi stato il caso del soldato Bradley Manning (foto sopra) , riconosciuto colpevole di aver passato migliaia di files classificati al sito “Wikileaks” di Julian Assange e condannato a 35 anni di carcere.

Foto-6Infine, nel 2015, ed è probabilmente il caso più recente, la condanna a 46 mesi di prigione dell’ex Cpt. dell’US Navy Daniel Dusek (nella foto a fianco), per corruzione finalizzata alla rivelazione di segreti d’ufficio in cambio di “access to prostitutes, luxury hotel suites and other perks”.

Si può dire che, in simili casi, la giustizia americana non guardi davvero in faccia a nessuno ed abbia anche la mano pesante.

Nondimeno certe azioni dei singoli, al di là del giudizio, sono effettivamente in grado di arrecare danni rilevanti di cui è anche difficile valutare la reale portata, come ad esempio, proprio in questo periodo, la tensione diplomatico-militare esistente tra Cina e Stati Uniti riguardo la militarizzazione delle Isole Spratly e delle Isole Paracelso nel Mar Cinese Meridionale (vedi articolo di Analisi Difesa),  in cui questo episodio si inserisce acuendo lo stato di tensione tra i due paesi.

Foto: US Navy, Stars & Stripes, Reuters

Padovano, classe 1954, è Colonnello dell'Esercito in Ausiliaria. Ha iniziato la carriera come sottufficiale paracadutista. Congedatosi, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza ed è rientrato in servizio come Ufficiale del corpo di Commissariato svolgendo incarichi funzionali in varie sedi. Ha frequentato il corso di Logistic Officer presso l'US Army ed in ambito Nato ha partecipato nei Balcani alle missioni Joint Guarantor, Joint Forge e Joint Guardian.

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