Il rilancio della Bundeswehr “decisione necessaria”

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Inversione di rotta nelle forze armate tedesche. Dopo anni di cura dimagrante, la ministro della Difesa Ursula von der Leyen ha annunciato il reclutamento di migliaia di nuovi soldati nella Bundeswehr.

Nel corso dei prossimi sette anni il totale degli effettivi aumenterà di 14.300 unità mentre quello del personale civile della difesa di 4.400 unità, anche se il potenziamento degli organici si limiterà a 7.700 unità mentre gli altri rimpiazzi di personale uscito dai ranghi.

Questo aumento si è reso è necessario, ha spiegato von der Leyen, “tenuto conto della situazione attuale”, in particolare per la recrudescenza della tensione con la Russia e in considerazione delle differenti missioni all’estero della Bundeswehr.

La Germania  si prepara a partecipare al rafforzamento della presenza della Nato sul fronte orientale, alla frontiera con la Russia, per rassicurare i paesi est-europei che fanno parte della Nato che si sentono minacciati dopo l’annessione russa della Crimea.

La Bundeswehr è presente in 16 missioni: dal Mali all’Iraq, dai Balcani alla Siria.

Si tratta del primo potenziamento delle forze tedesche dalla fine della Guerra Fredda: la Bundeswehr conta oggi 177.000 militari (con un tetto previsto di 185 mila unità che verrà quindi superato nei prossimi anni) e 56.000 civili.

Nel 1990, anno della riunificazione tedesca, il totale era di 585.000 unità. Nel corso della sua visita a fine aprile in Germania, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva detto di “aver bisogno di un’Europa forte, che porti la sua parte di fardello” in materia di sicurezza e che non si basi solo sugli Stati Uniti.

Il sindacato dei militari ha salutato con favore il progetto di von der Leyen definendolo “una vera svolta di 180 gradi”.

Nel 2016 la Difesa tedesca ha ottenuto 2,23 miliardi di euro in più rispetto all’anno scorso e l’impegno del governo a stanziare 10 miliardi entro il 2020 per un bilancio che già oggi supera i 30 miliardi con l’obiettivo di acquisire nuovi equipaggiamenti e migliorare le retribuzioni dei militari.

Tra i grandi Paesi europei l’Italia resta così l’unico a non aver invertito la tendenza a ridurre organici e fondi della Difesa.

(con fonti Askanews e Ansa)

Foto: Askanews e Bundeswehr

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