ISIS sotto attacco a Fallujah

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Intensi combattimenti sono in corso stamane in una località 13 chilometri a nord di Falluja, la città irachena che le forze lealiste stanno cercando di strappare all’Isis con un’offensiva lanciata ieri. Fonti della sicurezza hanno precisato che gli scontri, in corso a Saqlawiya, vedono anche l’impiego di aerei, elicotteri ed artiglieria governativi contro i miliziani dello Stato islamico.

Secondo un comunicato del generale Raed Shaker Jawdat, comandante della polizia federale “tre chilometri di terreno sono già stati riconquistati”. Ieri fonti militari avevano parlato di un’avanzata anche nell’area di Karma, a nord-est di Falluja. Ma il comando delle operazioni ha chiarito che per ora l’obiettivo è quello di completare l’accerchiamento della città, una sessantina di chilometri a ovest di Baghdad, per avanzare verso il centro soltanto in un secondo momento.

Jawdat ha precisato che le forze irachene stanno avanzando lungo tre assi verso l’ingresso orientale della città “Le forze federali avanzano verso la porta orientale di Fallujah lungo tre assi e sono riuscite a liberare una striscia di tre chilometri di terreno, uccidendo 10 miliziani di Daesh (acronimo arabo di Stato islamico in Iraq e in Siria) e quattro veicoli bomba”, si legge nel comunicato. Le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per i circa 50 mila civili rimasti in citta’.

Il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, ha detto che “è importante lasciare alcuni corridoi sicuri” per consentire ai civili di fuggire mentre la situazione intorno alla città è “molto fluida”.

Il comando militare iracheno ha invitato i civili che non hanno potuto lasciare Fallujah ad alzare bandiere bianche sulle loro case anche se il sospetto è che molti dei civili rimasti siano simpati8zzanti dell’Isis o famigliari dei miliziani.

L’emittente televisiva qatariota “al Jazeera” riferisce che ci sarebbero anche

combattenti iraniani al fianco dell’Esercito iracheno nella battaglia in corso contro lo Stato islamico a Fallujah. Secondo quanto riferiscono fonti militari e tribali della zona, una forza composta da 60 combattenti iraniani equipaggiati con armi moderne è arrivata ieri nella periferia della città a maggioranza sunnita.

Gli ulema sunniti iracheni hanno criticato l’operazione dell’esercito, definendola “un’aggressione segnata da una volontà di vendetta delle forze del male”, in riferimento all’esercito e alle milizie sciite. Per gli ulema sunniti, “l’offensiva su Fallujah porterà a una finta vittoria a discapito delle vite dei civili con la scusa di combattere il terrorismo”.

“Riteniamo il premier Haider Abadi, gli iraniani e la Coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti responsabili di quanto accadrà in città”, hanno detto ancora gli ulema.

L’esercito iracheno, con l’appoggio delle milizie sciite Hashd al Shaabi (Unità di mobilitazione popolare, Pmu), ha liberato alcune parti nella periferia della città ieri, a poche ore dall’inizio dell’operazione annunciata in diretta televisiva dal premier Abadi. Parlando all’emittente “al Iraqiya”, Abadi ha detto domenica scorsa 22 maggio che “l’operazione per liberare Fallujah dall’Is è iniziata con la partecipazione dell’esercito e delle forze che combattono il terrorismo come la polizia, le milizie della Mobilitazione
popolare e i combattenti tribali”.

Nel suo discorso il capo del governo ha aggiunto che “i concittadini devono sapere che la bandiera irachena sventolerà presto nella città di Fallujah e che le bandiere nere degli stranieri saranno distrutte”.

Falluja, nell’Iraq occidentale, è stata la prima grande città occupata dallo Stato Islamico nel gennaio 2014 e fu in quella battaglia che l’esercito iracheno diede ampi segnali di sbandamento con oltre 10 mila diserzioni in poche settimane, segnali che anticiparono il disastro di Mosul dove pochi mesi dopo tre divisioni irachene si dissolsero nel nulla.
I soldati iracheni sono ottimisti, spiega l’emittente Rudaw, registrando che numerosi villaggi attorno a Falluja, compreso il sobborgo di Garma, sono stati liberati.

“Il distretto di Garma e un gran numero di villaggi attorno a Falluja
sono stati liberati dall’Is grazie ai miliziani tribali e ai caccia iracheni” (F-16 e Su-25), ha detto una fonte dell’ufficio informazioni della Priocincia dell’Anbar.

“Questa mattina abbiamo compiuto progressi verso Falluja. La nostra fanteria ha distrutto alcuni covi dell’Is e ucciso un cospicuo numero di militanti”, ha detto un soldato a Rudaw, spiegando che nella notte famiglie in fuga hanno raggiunto la linea del fronte irachena.

Il comandante delle Operazioni per l’Anbar, Abdulwahab Saadi, ha detto ai giornalisti che “c’è una collaborazione assoluta tra le forze di sicurezza e le milizie sciite” aggiungendo che “l’operazione è completamente irachena senza intervento esterno”.

Oltre alla presenza di truppe iraniane segnalata da al-Jazeera la CNN ha diffuso la notizia della presenza di truppe statunitensi coinvolte nella battaglia (la terza che gli americani sostengono in questa città dopo le due dell’aprile e novembre 2004).

Inoltre Le forze statunitensi hanno lanciato dei raid aerei a sostegno dell’operazione irachena come ha riferito a Fox News il colonnello Steve Warren,  portavoce militare statunitense della Coalizione. Gli Stati Uniti stanno sostenendo l’operazione anche con i loro consiglieri, presenti nei due centri operativi di Baghdad e Taqaddum.

Circa le milizie sciite sostenute dall’Iran il colonnello Steve Warren ha detto che gli Stati Uniti non sosterranno queste forze. Secondo Warren ci sarebbero tra i 500 e i mille combattenti dell’Isis a Fallujah oltre a 50.000 civili.

A questo proposito il generale Saadi ha avvertito del rischio per le vittime civili e delle mine posizionate dall’Is dentro e attorno la città, che rappresenterebbero un ostacolo a una vittoria rapida.

“C’è stata un po’ di resistenza, ma grazie a Dio il morale dei nostri soldati è alto – ha detto un militare a Rudaw -Non colpiremo alcun civile. Miriamo solo ai militanti dell’Is”, spiegando che sono stati “’creati corridoi sicuri per le famiglie che vogliono scappare, soprattutto di notte. Sappiamo che l’Is uccide chi vuole fuggire o li usa come scudi umani”.

Nei giorni scorsi le truppe irachene avevano strappato all’Isis la cittadina strategica di Rutba, lungo l’autostrada Baghdad –Amman.

Fonti: AP, Ansa, Il Velibo, Askanews, Adnkronos

Foto AP/TMnews, Esercito iracheno, Stato Islamico

 

 

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