LA FLOTTIGLIA DEL MAR CASPIO DELLA MARINA RUSSA

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Tra i protagonisti delle recenti operazioni militari condotte dalle Forze Armate russe a sostegno del regime siriano di Assad, ha fatto la sua comparsa anche un “attore” per certi versi inaspettato: la Flottiglia del Caspio. Una formazione che, sebbene meno importante delle altre facenti parte della VMF Rossii (Voenno -Morskoj Flot Rossijskoj Federacii) e cioè
la Marina Russa, ha finito con il ritagliarsi nel corso degli ultimi anni un suo ruolo che, per certi versi, è culminato proprio nel lancio di missili da crociera avvenuto il 7 ottobre e il 20 novembre scorso da parte di sue unità navali, aventi come obiettivo le città di Raqqa, Aleppo e Idlib.

Per quanto entrambi i lanci multipli siano apparsi più una sorta di “show of force”, con scarse giustificazioni da un punto di vista strettamente operativo, è evidente che essi hanno comunque suscitato un certo (e giustificato) interesse nei confronti della formazione navale che opera nel Mar Caspio; con quest’ultimo che, a sua volta, rappresenta un qualcosa di unico sotto diversi punti di vista. Tanto che, prima di ogni altra considerazione, sarà sufficiente ricordare come perfino la stessa definizione di Mare in realtà non sia del tutto corretta o, per meglio dire, ancora oggetto di dispute. In altri termini, quello che comunque è il più grande bacino d’acqua interno al mondo (con una superficie di 371.000 Km²) potrebbe, o dovrebbe, essere definito anche lago.

Ora, non inganni che una simile questione possa apparire marginale rispetto al tema dell’articolo; al contrario, essa deve rappresentare l’indispensabile premessa per spiegare quanto sta accadendo (e quanto potrebbe accadere).

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Giovanni MartinelliVedi tutti gli articoli

Giovanni Martinelli è nato a Milano nel 1968 ma risiede a Viareggio dove si diplomato presso l’Istituto Tecnico Nautico per poi lavorare in un cantiere navale. Collabora con Analisi Difesa dal 2002 occupandosi di temi navali in generale e delle politiche di Difesa del nostro Paese in particolare. Fino al 2009 ha collaborato con la webzine Pagine di Difesa.

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