IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO PLURIENNALE PER LA DIFESA 2016-2018

Per quanto il mondo della Difesa in Italia non ci abbia fatto mai mancare bizzarrie e stranezze di ogni tipo, da cui ne consegue che nulla (o quasi) dovrebbe più sorprenderci, ecco che accade sempre qualcosa pronto a rimettere in discussione proprio quest’ultimo principio.
Questa volta è toccato al Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa 2016-’18 (di seguito, DPP). Con la Legge 244/2012 che ne sancisce la nascita e i tempi di presentazione al Parlamento, fissati per il 30 aprile dell’anno di riferimento, logica vorrebbe che con un margine di tempo così ampio (anche troppo!) le possibilità di non riuscire a rispettare i tempi dovrebbero essere nulle.
E invece no, perché ancora una volta nulla va come dovrebbe invece andare.

L’edizione del DPP di quest’anno infatti, per quanto predisposta entro i termini, ha impiegato praticamente un mese per giungere il Parlamento al momento in cui scriviamo non è stata ancora resa disponibile al pubblico.
Ricordato quanto accaduto appena un paio di anni fa, quando a causa del diluvio di tagli determinato dal D.L. 66/2014, il bilancio della Difesa dovette essere praticamente riscritto e il DPP relativo presentato con un ritardo ancora più pesante, la sensazione che qualcosa non vada per il verso giusto rimane.

Oltre al DPP, novità anche dal Decreto Missioni

Un ritardo che, raschiando il fondo del barile dell’ottimismo, alla fine presenta anche un aspetto positivo. Sempre nel mese di maggio, il Governo ha varato anche il Decreto di proroga delle missioni internazionali delle Forze Armate (e altro ancora). Sottolineato come, anche in questo caso, ci si presenti in “leggero” ritardo rispetto a quelli che dovrebbero essere tempistiche più aderenti alle necessità, la novità di questo 2016 è che si finalmente tornati a un rifinanziamento che copre l’intero anno solare; a differenza di quanto fatto per fin troppo tempo, con provvedimenti che coprivano archi temporali tra i più disparati.
In altri termini, si rende possibile fondere i dati provenienti dalla Nota Aggiuntiva dello Stato di Previsione del Ministero della Difesa (con la relativa voce Funzione Difesa), aggiungervi quelli del DPP (che specifica i finanziamenti del Ministero dello Sviluppo Economico, MiSE) e, infine, includere quelli del cosiddetto Decreto missioni; il risultato finale è dunque un valore sufficientemente indicativo del volume finale delle risorse assegnate al comparto per l’anno in corso. Anche se, come vedremo in seguito, qualche elemento di indeterminatezza rimane.

 

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Giovanni MartinelliVedi tutti gli articoli

Giovanni Martinelli è nato a Milano nel 1968 ma risiede a Viareggio dove si diplomato presso l’Istituto Tecnico Nautico per poi lavorare in un cantiere navale. Collabora con Analisi Difesa dal 2002 occupandosi di temi navali in generale e delle politiche di Difesa del nostro Paese in particolare. Fino al 2009 ha collaborato con la webzine Pagine di Difesa.

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