MISSIONE SILENZIATA PER GLI ITALIANI AL CONFINE SIRIANO

Peschiera

Pur trattandiosi di una missione difensiva e in ambito Nato, quella assegnata alla batteria di missili terra-aria MBDA Aster 30 del sistema SAMP/T in forza al 4° reggimento artiglieria contraerea “Peschiera” in Turchia meridionale non sembra godere di molta visibilità istituzionale come del resto ormai tutte le operazioni militari italiane.

Dopo aver reso note e commentate le prime informazioni sull’arrivo della colonna italiana composta da una decina di mezzi e 135 militari nella Turchia Meridionale, Analisi Difesa pubblica qui sotto un articolo apparso sull’edizione on line della Gazzetta di Mantova che rivela alcuni dettagli interessanti e finora non conosciuti e altri che varrebbe la pena definire “fuorvianti” come quando si attribuisce la missione difensiva alla protezione del territorio turco contro minacce dello Stato Islamico, del tutto privo di  missili balistici o da crociera.

Nell’articolo, che cita fonti militari, appare una foto (la prima in assoluto) del sito che ospita la batteria SAMP/T italiana (e che ospitò in passato la batteria tedesca di missili Patriot) ed emerge la conferma che lo scopo del contingente missilistico italiano è contrastare eventuali penetrazioni nello spazio aereo di Ankara da parte di missili balistici o da crociera siriani e russi confortando i timori espressi dal nostro web magazine che l’Italia si trovi coinvolta in uno scontro a fuoco con i mezzi di Mosca.

Del resto la rilevanza della missione è confermata da altri due elementi.

Appena dieci giorni dopo il suo arrivo al confine siriano il contingente italiano è stato inoltre visitato dal Capo di stato maggiore della Difesa (SMD), generale Claudio Graziano.

Inoltre, pur con una sola batteria dispiegata in Turchia, il contingente è guidato dal comandante del reggimento “Peschiera” con la bandiera di guerra del reparto che si vede nelle foto pubblicate dal sito di SMD per documentare la visita di Graziano e che ripubblichiamo qui a fianco.

Una visita che il comunicato di SMD liquida soffermandosi sull’incontro tra il generale italiano e l’omologo turco, generale Hulusi Akar. Appena due righe dedicate al contingente italiano.

“Nel pomeriggio, Graziano, accompagnato dall’ambasciatore italiano ad Ankara, Luigi Mattiolo, ha visitato i militari italiani che operano nell’ambito dell’operazione Nato Active Fence, attiva dal 2012 per proteggere la popolazione turca dal lancio di missili provenienti dalla Siria.”

Comunicato asettico che evita di entrare nel merito degli eventuali “nemici” da abbattere (russi e siriani) ma soprattutto non fa alcun riferimento alle armi missilistiche italiane schierate, alla consistenza numerica del contingente, al reparto di appartenenza dei militari nè tantomeno alla catena di comando e controllo NATO (ma si spera anche nazionale) che dovrebbe consentire o meno il lancio dei missili italiani.

Persino le foto di Graziano con pochissimi militari del 4° reggimento pubblicate sul sito di SMD sono state scattate con alle spalle il nulla.

Neppure uno scatto del generale che passa in rassegna la batteria, solo “foto-ricordo” ben attente a non inquadrare mezzi e soprattutto i lanciatori dei missili Aster 30, evidentemente ritenuti poco politically correct.

Da quel che si legge e si vede nel comunicato sembrerebbe che i nostri militari siano stati inviati al confine turco-siriano a pattugliare pascoli.

Insomma uno dei soliti comunicati scarsamente comunicativi a cui siamo da tempo abituati per la missione militare potenzialmente più pericolosa tra quelle che la Difesa italiana ha in atto. Una missione che resta coperta dal riserbo delle istituzioni e dal disinteresse della politica e di quasi tutti i media.

Missione in Turchia per 135
Gazzetta di Mantova, 19 giugno 2016
24 giugno 2016. «Le finalità della missione sono di proteggere la popolazione e il territorio turchi dall’eventuale minaccia di missili provenienti dalla Siria» taglia corto un portavoce della caserma San Martino.

Sono 135 gli artiglieri del 4° reggimento contraerei “Peschiera” di stanza a Mantova attualmente impiegati in una missione Nato in territorio turco. “Active Fence”, Barriera Dinamica, è il nome dell’operazione ha portato uomini e mezzi lungo la zona di confine tra Turchia e Siria, una delle aree di confine più calde del pianeta. Il trasferimento di truppe e mezzi si è concluso venerdì sera con lo sbarco in territorio turco dell’ultimo contingente proveniente dalla caserma di Dosso del Corso.

In realtà, anche se nessuno ne parla ufficialmente, lo scopo difensivo della missione sarebbe di proteggere sia il territorio turco da attacchi balistici provenienti dal territorio controllato dalle milizie del cosiddetto Stato Islamico, ma anche da eventuali sconfinamenti di aerei militari russi, in un momento in cui tra la Nato e la Russia non corre certo buon sangue. Costo della missione: 7 milioni di euro, già stanziati dal governo.

«Il mandato prevede l’impiego dell’assetto per una durata di sei mesi, fino al 31 dicembre prossimo – spiega un portavoce del 4° reggimento – l’Italia contribuisce come altri paesi dell’Alleanza alla difesa integrata aerea e missilistica della Nato e ha aderito alla sua richiesta di contribuire alla difesa della Turchia subentrando ad altre nazioni che svolgevano questo delicato compito già da 2012».

Il 4° reggimento artiglieria controaerei “Peschiera” di stanza a Mantova ha schierato una batteria controaerea con capacità antimissile ad alta tecnologia, il Samp/T, di cui in Italia solo il reggimento contraereo di Mantova dispone. Si tratta di una batteria dotata di missili con un raggio d’azione di 100 chilometri per l’intercettazione di aerei e di 25 chilometri per quella dei missili.

Venerdì sera, il 17 giugno, le operazioni di trasferimento delle truppe si sono concluse con l’arrivo in suolo turco della bandiera di guerra.

Il vessillo simbolico che accompagna un reparto nel corso della sua vita operativa, sia in tempo di pace che in tempo di guerra. Per quanto riguarda il personale coinvolto nell’operazione, sono in questo momento schierati nella zona di Kahramanras, vicina al confine siriano ben 135 militari, tra uomini e donne, provenienti da Mantova e meno di una decina appartenenti al Comando artiglieria controaerei di stanza a Sabaudia, vicino a Latina.

«In merito alla zona di schieramento – tiene a precisare un portavoce del 4° reggimento artiglieria contraerei “Peschiera” – si tratta della stessa zona dove sono già state schierate le unità antimissile tedesche che hanno operato dal 2012, data di inizio dell’operazione, fino allo scorso dicembre.

La missione e il compito assegnati alla batteria missili sono molto chiari e circostanziati: dovrà provvedere alla protezione della popolazione locale e del territorio turco, contrastando la minaccia missilistica proveniente dalla Siria. Si tratta quindi di una missione esclusivamente di carattere difensivo rivolto alla protezione del confine sud orientale dell’Alleanza».

@GianandreaGaian

Fioto: SMD, MBDA e Corriere.it

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Nato a Bologna, dove si è laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 ha collaborato con numerose testate occupandosi di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportages dai teatri di guerra. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio, Libero, Il Mattino e Il Corriere del Ticino, con i settimanali Panorama e Oggi e con i periodici Limes, Gnosis e Focus Storia. E' opinionista delle reti tv RAI, RSI, Mediaset, Sky, La7 e radiofoniche Rai, Capital e Radio24. Ha scritto Iraq Afghanistan - Guerre di pace italiane.

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