ANCHE PILOTI (E AEREI) FRANCESI IN LIBIA?

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L’emittente televisiva pan-araba al-Jazeera ha mandato in onda intercettazioni radiofoniche attribuite ai piloti di alcuni caccia decollati o atterrati nella base aerea di Benina, 19 chilometri a est di Bengasi, in Cirenaica.

Dalle registrazioni audio si sente chiaramente che i piloti conversano in inglese e quindi, secondo la stazione satellitare, si tratterebbe di stranieri. Alcuni per di più parlano in inglese ma con un accento simile a quello tipico delle persone di madrelingua francese. In base alla ricostruzione della televisione con sede nel Qatar, questo dimostrerebbe la presenza in Libia di piloti francesi e anche di altre nazionalità per combattere al fianco delle forze fedeli al generale Khalifa Haftar (nella foto sotto).

L’ipotesi formulata da al-Jazira (il Qatar sostiene l’avversario di Haftar, il presidente Fayez al-Sarraj a Tripoli con il riconoscimento dell’ONU)  fa riferimento all’abbattimento di un elicottero di fabbricazione russa usato dai seguaci di Haftar e avvenuto domenica scorsa a al-Maqrun, a est di Bengasi, per mano delle milizie islamiste che operano in quella zona.
L’abbattimento ha provocato la morte di tre sottufficiali soldati francesi, come riconosciuto dallo stesso governo di Parigi. L’ammissione della presenza in Cirenaica di propri militari da parte della Francia ha scatenato dure reazioni politiche e manifestazioni di protesta in serie, svoltesi ancora venerdì sera a Tripoli e in altre città della Tripolitania.

Il generale Saqr al-Jaroushi, comandante delle forze aeree di Haftar aveva confermato che unità francesi, britanniche e americane sono dislocate in diverse città e strutture militari della Libia, dalle quali “monitorano i movimenti dello Stato Islamico e l’accumulo di munizioni da parte dei jihadisti”.

Una presenza che sta mobilitando le forze jihadiste contro gli Ocidebntali e il governo di Tripoli. Le milizie islamiche della Libia orientale facenti capo al Consiglio della Shura dei Rivoluzionari di Bengasi (qaedisti e Fratelli Musulmani), hanno proclamato la mobilitazione generale per combattere contro “le forze francesi e straniere presenti nel Paese in modo da cacciarle via”.

In una nota diramata dopo l’ammissione da parte del governo di Parigi della morte di tre dei suoi sottufficiali nello schianto di un elicottero tre giorni fa a al-Maqrun, a est di Bengasi, denuncia il gruppo armato che combatte contro l’auto-proclamato Esercito del generale Khalifa Haftar: “La presenza francese in Libia è da considerarsi un atto di aggressione e un’invasione crociata. Promettiamo che risponderemo per respingere tale aggressione”.

Analoghi appelli sono stati lanciati anche dalle Brigate di Difesa di Bengasi, che domenica scorsa avevano abbattuto l’elicottero a bordo del quale si trovavano i tre francesi, e dai membri del partito salafita al-Watan, guidato dall’ex qaedista Abdel Hakim Belhadj e strettamente legato al Qatar.

Belhadj ha guidato le proteste inscenate a Tripoli contro il governo di riconciliazione nazionale di al-Sarraj (nella foto a fianco), accusato di aver coperto la presenza delle forze della Francia in territorio libico.

(con fonte AGI/Nova)

Foto: AFP, Ansa e AP

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