VENGONO DALL’EST EUROPEO LE ARMI DEI JIHADISTI

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Negli ultimi quattro anni i Paesi dell’Europa centro-orientale hanno venduto armi per 1,2 miliardi di euro ad Arabia saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Turchia, da dove poi sarebbero finite in Siria e nello Yemen.

E’ quanto emerge da un’inchiestacondotta dall’organizzazione Balkan Investigative Reporting Network (Birn) e dal consorzio che indaga su corruzione e crimine organizzato Organised Crime and Corruption Reporting Project (Occrp), riportata oggi dal Guardian.

L’indagine è durata un anno ed è stata basata sui dati riguardanti le esportazioni di armi, su rapporti Onu, sulle rotte aeree e sui contratti di vendita.

E’ emerso che migliaia di fucili di assalto, colpi di mortaio, lanciarazzi, armi anticarro e mitragliatrici (per lo più di modello ex sovietico ancora presenti in gran quantità nei magazzini degli eserciti dell’Est Europa) sono state inviate con almeno 68 voli cargo da Bosnia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Montenegro, Slovacchia, Serbia e Romania ai Paesi del Penisola Arabica e del Medio Oriente.

Come sottolinea il Guardian, queste stesse armi provenienti dai Paesi europei sono poi state riconosciute in filmati e fotografie postate sui social media, da cui è emerso che sono in dotazione dei ribelli dell’Esercito Siriano Libero ma anche dei jihadisti di gruppi come Ansar al-Sham, Fronte al Nusra, Stato islamico (Isis) e altre fazioni in lotta contro il regime di Damasco, ma anche delle milizie sunnite attive nello Yemen.

(con fonte Askanews)

Foto: Fronte al-Nusra, OCCRP e Reuters

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