DISTRUTTA IN IRAQ LA FABBRICA DI CLORO E GAS MOSTARDA DELL’ISIS

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ANSA – Gli aerei della coalizione anti-Isis guidata dagli Stati Uniti sono infatti entrati in azione in Iraq dove hanno distrutto un’ex impianto farmaceutico in cui i jihadisti producono armi letali a base di cloro e gas mostarda. Armi che verrebbero utilizzate anche contro i civili.

A rendere pubblica l’operazione, condotta con i caccia e i bombardieri B-52, e’ stato un responsabile del Pentagono, il generale Jeffrey Harrigian, capo dello Us Air Force Central Command. Il raid e’ avvenuto nei pressi di Mosul, a nord della citta’, e ad essere colpiti sono stati almeno 50 obiettivi del vasto sito che – spiegano i vertici militari Usa – rappresentava “una minaccia significativa”.

“L’esistenza di quell’impianto rappresenta un’altro chiaro esempio di come l’Isis ignori con disprezzo le norme e le leggi internazionali”, ha detto Harrigian, che ha parlato della partecipazione all’operazione di almeno 12 aeroplani Usa.

Il Pentagono ha rilasciato anche un video del raid che riportano i media americani – mostra una serie di edifici colpiti e completamente distrutti. L’azione – e’ stato ancora spiegato – rientra nell’ambito di uno sforzo piu’ ampio portato avanti dalla coalizione che e’ quello di eliminare il piu’ possibile le fonti attraverso cui l’Isis si finanzia, uccidere i leader jihadisti e creare “disfunzioni” nell’organizzazione terroristica in modo da indebolire la sua minaccia in Iraq e in Siria.

Che l’Isis produca armi chimiche non e’ un segreto da tempo, da quando scatto’ l’allarme sugli ex depositi di sostanze letali del regime di Saddam Houssein caduti in mano ai jihadisti.

Ultimamente il Pentagono aveva quindi confermato le voci sul possesso da parte dei jihadisti di armi a base di agenti micidiali come il cloro e il gas mostarda.

Le forze di sicurezza irachene, impegnate nella riconquista di Mosul (l’ultima roccaforte jihadista in Iraq) hanno piu’ volte denunciato di essere state attaccate con sostanze tossiche che provocano ustioni e problemi respiratori

Foto BBC, AFP e US DoD

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