LE PROPOSTE DI JUNCKER PER LA DIFESA COMUNE DELLA UE

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Aaskanews – Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha proposto ieri a Strasburgo, durante il suo discorso “sullo stato dell’Unione” davanti alla plenaria dell’Europarlamento, una serie di iniziative dell’Ue nel campo della difesa.

La creazione di “un quartier generale unico” per le missioni civili e militari dell’Unione, il lancio di un “Fondo per la Difesa europea” per finanziare ricerca e innovazione nel settore, e infine l’attuazione di una disposizione presente nel Trattato di Lisbona, secondo cui gli Stati membri che lo vogliano possono mettere insieme le loro capacità militari sotto forma di una “cooperazione rafforzata permanente”.

Secondo Juncker, “il momento per fare uso di questa possibilità è adesso”. Nella “versione autorizzata” del testo scritto del discorso e distribuito alla stampa, una versione da cui il presidente della Commissione si è poi discostato in alcuni punti nel testo più sintetico effettivamente pronunciato in Aula, questa parte è più ampia e argomentata.

“L’Europa – si legge nel testo scritto, comunque attribuibile a Juncker, secondo il servizio del Portavoce della Commissione – deve rafforzarsi.

E ciò vale in primo luogo per la nostra politica di difesa. L’Europa non può più permettersi di fare affidamento sulla potenza militare degli altri o di consentire che il suo onore in Mali sia difeso solo dalla Francia. Dobbiamo assumerci la responsabilità di proteggere i nostri interessi e il modo di vivere europeo.

Nell’ultimo decennio – ha ricordato Juncker – ci siamo impegnati in oltre 30 missioni civili e militari dell’Unione europea, dall’Africa all’Afghanistan.

Ma senza una struttura permanente non possiamo agire con efficacia: così operazioni urgenti vengono rimandate; missioni parallele, nello stesso paese o nella stessa città, hanno comandi distinti. È arrivato il momento di creare un comando unico per queste operazioni.

Dovremmo altresì andare verso risorse militari comuni, in alcuni casi di proprietà dell’Unione europea stessa. Questo, ovviamente – ha precisato il presidente della Commissione -, in totale complementarità con la NATO.

Le argomentazioni economiche in tal senso sono chiare: la mancata cooperazione nel settore della difesa costa all’Europa tra i 25 miliardi di euro e i 100 miliardi di euro all’anno. Una somma di denaro con cui potremmo fare molto altro”. “Si può fare. Stiamo già costruendo – ha sottolineato Juncker una flotta multinazionale di aerocisterne. Dobbiamo solo copiare questo esempio.

Per una difesa europea forte è necessaria un’industria della difesa innovativa. Per questo proporremo prima della fine dell’anno un Fondo europeo per la difesa, che dia un forte impulso alla ricerca e all’innovazione.

Il Trattato di Lisbona consente agli Stati membri che lo desiderano di mettere insieme le loro capacità di difesa sotto forma di cooperazione strutturata permanente. Ritengo che sia giunto il momento di sfruttare questa possibilità”, ha osservato il presidente della Commissione parlando all’Europarlamento.

“Spero quindi – è la conclusione di questa parte del discorso di Juncker, come riportata nella versione scritta – che l’incontro a 27 (dei leader dell’Ue senza il Regno Unito, ndr) che terremo a Bratislava tra pochi giorni rappresenti, dal punto di vista politico, il primo passo in questa direzione. Perché solo lavorando insieme l’Europa sarà in grado di difendersi, sia al lavorando insieme l’Europa sarà in grado di difendersi, sia al proprio interno che all’estero”.

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