LIBIA: HAFTAR CONQUISTA I TERMINAL PETROLIFERI

ANSA-Haftar-

Il generale Khalifa Haftar (nella foto a lato), capo dell’autoproclamato Esercito Nazionale Libico che risponde al governo laico di Tobruk, ha lanciato all’alba di ieri un messaggio ai suoi soldati via radio per dare il via all’operazione per la conquista della zona della Mezzaluna petrolifera libica.

Secondo quanto riporta il sito al-Marsad al Libi, Haftar ha affermato rivolgendosi ai suoi soldati che “è arrivata l’ora di lanciare l’attacco per riprendere i terminal di petrolio e liberarli, così come di liberare ciò che resta di Bengasi dai gruppi terroristici”.

L’offensiva avrebbe avuto successo a Sidra e Ras Lanuf da dove le milizie delle Guardie Petrolifere guidate da Ibrahim Jadhran (legato ora al governo di Tripoli di Fayez al-Sarraj) si sarebbero ritirate quasi senza combattere mentre si registrano intensi scontri nel porto petrolifero di al- Zawitina.

Secondo quanto riferito dai media libici, le forze di Haftar hanno lanciato l’offensiva entrando all’alba a Ras Lanuf e puntando subito dopo su al-Sidra, dove un deposito di petrolio avrebbe preso fuoco. Più tardi sono state le stesse forze di Haftar ad annunciare di aver preso il controllo dei porti di Ras Lanuf e al-Sidra.

L’intera area era sotto il controllo delle Guardie petrolifere che avevano raggiunto un accordo col governo di riconciliazione nazionale di Tripoli per la ripresa delle esportazioni di greggio da quella zona, dopo una visita compiuta nelle scorse settimane dall’inviato dell’Onu, Martin Kobler.

Secondo altre fonti invece, citate dal sito “al-Wasat”, ieri sera erano ancora in corso combattimenti ad al-Sidra tra le truppe di Haftar e quelle delle Guardie petrolifere che avrebbero provocato l’incendio di un deposito di petrolio, dal quale una colonna di fumo nero si sta elevando verso il cielo.

A guidare l’offensiva delle forze di Haftar nella zona della Mezzaluna petrolifera è la brigata 153 con a capo il maggiore Miftah Shaqluf.

Haftar punta a conquistare al-Zawitina e Agedabia e secondo quanto riferiscono i media libici le sue brigate hanno preso il controllo anche dell’aeroporto di Ras Lanuf e di parte del centro abitato catturando alcuni carri armati che erano in dotazione delle Guardie petrolifere.

Alcuni reparti delle Guardie petrolifere e i capi tribù degli al Maghariba che vivono ad Agedabia avrebbero consentito alle truppe di Haftar di entrare in città.

Secondo quanto riferisce “al Marsad al Libi”, alcuni uomini  di Jadhran avrebbero aderito all’invito dei militari di arrendersi e consegnare le loro armi al colonnello Bashir Bouathifa, capo del reparto di Agedabia al quale hanno consegnato anche i loro mezzi.

Il portavoce delle Guardie petrolifere libiche, Ali al Hasi, ha denunciato che “a combattere al fianco delle truppe di Khalifa Haftar ci sono dei miliziani sudanesi e ciadiani”.

Parlando all’emittente televisiva  “al Naba”, al -Hasi ha affermato che “abbiamo respinto l’attacco delle milizie ribelli sudanesi del gruppo di Giustizia e Uguaglianza e del criminale Haftar che vogliono controllare la zona della Mezzaluna petrolifera. Li abbiamo respinti da al- Zawitina ma si combatte ancora per al Sidra e Ras Lanuf”.

Il portavoce ha aggiunto che “gli scontri proseguono e ho notizie della distruzione completa del porto di al Zawitina e di numerosi morti tra le loro fila”. Secondo la sua versione “il tentativo di controllare al Zawitina è fallito e il ministro della Difesa del governo di riconciliazione di Tripoli, Mahdi al Baraghouti, ci sostiene”.

Il Consiglio di presidenza libico del governo di  Tripoli avrebbe infatti ordinato di intervenire nella Mezzaluna petrolifera a difesa delle Guardie come riferisce il sito libico “al Manara”, citando fonti interne al governo.

Il premier Fayez al Serraj (nella foto sotto) è rientrato in anticipo da una vacanza all’estero, per la festività del Sacrificio, per convocare una riunione urgente del Consiglio di presidenza.

L’operazione lanciata da Haftar “è guidata da 4 ufficiali del passato regime di Muammar Gheddafi” sostiene invece  l’emittente televisiva al-Jazeera, vicina al governo di Tripoli. L’emittente qatariota ha difeso le Guardie petrolifere criticando l’operato di Haftar.

“L’operazione in corso nella zona della Mezzaluna petrolifera contro le Guardie petrolifere libiche si svolge su quattro direttrici guidate da quattro ufficiali dell’esercito libico – ha spiegato l’emittente.

Si tratta di Mohammed Bin Nail, Abdel Salam al Hasi, Fouzi al Mansuri e Abdullah Nureddin, tutti noti per essere stati alti ufficiali dell’esercito del regime di Gheddafi”.

Il successo dell’offensiva di Haftar, secondo alcune fonti sostenuta direttamente da forze egiziane e degli Emirati Arabi Uniti, punta a sfruttare il momento di debolezza delle milizie legate al governo di Tripoli (soprattutto quelle di Misurata), impegnate da quattro mesi nell’estenuante assedio di Sirte dove ancora combattono i miliziani dello Stato Islamico, per mettere le mani sui terminal e gestire per conto del governo di Tobruk l’export di greggio.

Un colpo mortale per il debole esecutivo di Tripoli, varato e sostenuto dall’Onu ma osteggiato da molte milizie islamiste nella stessa Tripoli.

(con fonte AGI/NOVA)

Foto: Ansa, AP, AFP e Reuters

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