GIRO DI BOA PER IL PROGRAMMA FREMM: RISULTATI E PROSPETTIVE (AUSTRALIANE)

Fasan

Con la consegna avvenuta lo scorso 30 settembre della quinta unità della classe Bergamini, la componente italiana del programma congiunto italo-francese FREMM gestito dall’OCCAR, ottiene un altro importante successo a livello internazionale, che vede in prima linea l’industria di settore e della Difesa, con il supporto della stessa Marina Militare, alla conquista di importanti mercati.

Nei giorni precedenti e in occasione della consegna della fregata ASW Alpino (F 594), quinta unità della classe Bergamini, l’Agenzia Europea di cooperazione congiunta in materia di armamenti (OCCAR), che gestisce il programma a nome e per conto dei Ministeri della Difesa dei due Paesi, l’industria coinvolta nel programma, guidata dalla joint venture comprendente Fincantieri (51%) e Leonardo (49%) e la stessa Marina Militare, hanno fatto il punto della situazione sul programma e sui possibili sviluppi export del prodotto.

La consegna di nave Alpino costituisce il conseguimento del giro di boa del programma ma soprattutto un importante successo in quanto la quinta FREMM viene ricevuta dalla Marina Militare con ‘zero attività da terminare’.

“L’OCCAR, la Marina Militare e Orizzonte Sistemi Navali hanno lavorato in modo sinergico e sono riusciti ad introdurre su questa nave tutti i miglioramenti tecnici ed operativi identificati sulle unità già costruite.

Questo risultato consente alla nuova nave di essere immediatamente impiegabile, dopo il periodo di training dell’equipaggio, già durante l’anno di garanzia e di non estendere il periodo dei lavori di fine garanzia, con importanti risparmi di costi e riduzione dei tempi d’indisponibilità”, ha rimarcato l’ammiraglio ispettore Matteo Bisceglia, Direttore di NAVARM, a bordo di nave Alpino, nel corso dell’uscita in mare il giorno prima della consegna alla Marina Militare.

Questo importante traguardo ha comportato una posticipazione della consegna, “che è stato ampiamente controbilanciato dalle zero attività residue dell’Industria, della immediata disponibilità della nave e dalla possibilità di testare la nave con la configurazione più aggiornata”, ha rimarcato l’ammiraglio Bisceglia.

In pratica, l’elevata flessibilità contrattuale ha consentito alla Divisione di programma FREMM di OCCAR, di introdurre – prima della consegna nave – tutte le proposte di modifica ingegneristica o Engineering Change Proposal (ECP) già approvate e di quelle venute in essere successivamente alla consegna di nave Carabiniere, quarta unità del programma FREMM.

“L’OCCAR rappresenta non soltanto un’eccellente opportunità per incrementare la possibilità di cooperazione tra le nazioni disponendo di una convenzione approvata dagli Stati membri, che consente di superare le barriere di work e cost sharing sinora rigide, ma permette anche di gestire il programma, in modo molto più flessibile rispetto a quelli nazionali, sia italiani che di altri paesi europei, ovviamente sotto il vigile controllo delle Corti dei Conti del Paesi membri.

Questa flessibilità garantisce una gestione più armonica, meno ingessata e più rapida dei programmi, scevra d’eccessiva burocrazia, che permette economie di scala (riduzione dei costi) e una maggiore visibilità del programma nazionale a livello internazionale.

Per i motivi sora esposti, i programmi PPA e LSS sono stati integrati in OCCAR, spingendo il Brasile a diventare membro osservatore del programma LSS. Entro i prossimi due anni ne potrebbe diventare Paese partecipante”, ha evidenziato l’ammiraglio Bisceglia che prima di diventare capo di NAVARM ha ricoperto la posizione di responsabile della divisione del programma FREMM presso OCCAR.

L’ultima FREMM Antisommergibile

La fregata multiruolo Alpino (F 594) è la quarta e ultima unità classe Bergamini tipo FREMM nella variante antisommergibile (ASW), caratterizzata, da una suite dedicata completa di sonar a profondità variabile (VDS) e sistemi di sorveglianza e protezione subacquea.

In aggiunta alla capoclasse Bergamini (F 594) consegnata nel maggio 2013, altre cinque unità nella versione GP (General Purpose) per la lotta di superficie sono in fase di test o di costruzione presso il cantiere integrato Fincantieri di Riva Trigoso e Muggiano da parte di OSN.

La seconda unità GP Luigi Rizzo (F 595), varata nel dicembre 2015 verrà consegnata nel febbraio 2017, seguita dalla Federico Martinengo nell’aprile 2018.

Le rimanenti tre unità del programma saranno consegnate nell’aprile 2019, marzo 2020 e marzo 2021.

Si tratta rispettivamente delle fregate Antonio Marceglia, Spartaco Schergat e Emilio Bianchi, che hanno ricevuto il nome di ufficiali e sottoufficiali insigniti della medaglia d’oro al valore militare per essersi distinti durante il Secondo Conflitto mondiale.

Fra i punti di forza del programma FREMM, l’Ammiraglio Bianchi, Programme manager, ha evidenziato una stretta sinergia tra OCCAR, la MM  e l’industria in tutte le fasi della realizzazione, dalla progettazione al mantenimento in servizio, un’innovazione tecnologica senza precedenti con circa l’80% degli apparati sviluppati nell’ambito dello stesso programma.

Il Temporary Global Support rappresenta una vera rivoluzione copernicana nel settore logistico navale basato su un progressivo trasferimento di know-how manutentivo e logistico basato su best practice industriali, il soddisfacimento di specifiche tecniche e operative particolarmente stringenti, un accurato controllo della configurazione degli apparati che ha consentito di raggiungere l’obiettivo di inserire gli interventi previsti dalle ECP prima della consegna della nave.

Una dimostrazione di straordinaria maturità progettuale e produttiva grazie anche al lavoro del personale della Marina Militare che assicura il ‘controllo di qualità ed il trasferimento delle lessons identified in tempi rapidissimi.

L’ammiraglio Bianchi ha voluto enfatizzare un altro requisito fondamentale su cui si è basato lo sviluppo del programma che ha riguardato gli estesi studi di ‘Human Factors’ effettuati per il dimensionamento dell’equipaggio.

Gli studi hanno incluso la spinta definizione dei requisiti ergonomici, l’elevata flessibilità operativa dagli scenari war like a quelli – più semplici ma specialistici – di attività per la protezione civile, gli elevati standard abitativi per missioni prolungate (201 posti letto e cabine equipaggio da due-quattro persone con servizi), la significativa riduzione dei carichi manutentivi del personale conseguendo la riduzione dell’equipaggio in termini credibili e commisurata al livello di automazione ed efficientamento logistico. Altre Marine Militari hanno forse osato eccessivamente nella riduzione degli equipaggi ed ora stanno facendo significativi passi indietro.

“Nel corso del periodo di garanzia, nave Carabiniere è stata impegnata nell’operazione Atalanta in un dispiegamento operativo della durata di sei mesi, nel corso del quale per 155 giorni ha assunto il ruolo di flagship della missione di antipirateria Atalanta, dimostrando in aggiunta ad un’elevata affidabilità con oltre 4.000 ore di moto, un’elevata flessibilità operativa impiegando soltanto 145 persone di equipaggio con 55 elementi dei nuclei specialistici e del Comando complesso.

Quanto verificatosi rappresenta un’importante conferma della bontà degli studi svolti a suo tempo”. Anche le altre unità della classe hanno posto in evidenza tali capacità partecipando quali flagship dell’operazione Mare Sicuro e all’EUNAVFOR MED nel Mar Mediterraneo.

L’ammiraglio Bianchi ha continuato evidenziando gli importanti risultati ottenuti con il Temporary Global Support (TGS) ovverosia il pacchetto di supporto in servizio (ISS) sviluppato in concerto con la Marina Militare e fornito da OSN, quale prime contractor e coordinatore del supporto, in cooperazione con le principali industrie coinvolte nel programma fra cui Fincantieri e le divisioni del gruppo Leonardo.

I servizi di supporto logistico, che includono la configurazione e la gestione dei materiali, così come l’ingegneria sul campo, sono distribuiti in un periodo di 18 ‘anni-nave’, considerata la progressiva entrata in servizio delle unità, con un avvio avvenuto alla fine dell’ottobre 2014.

Le performance del supporto logistico sono assolutamente in linea con gli stringenti requisiti di disponibilità tecnica ed operativa dell’Unità.

“I servizi di TGS sono stati contrattualizzati fino al 2019, con un’opzione di estensione al 2024 per le unità della classe”, ha rimarcato l’ammiraglio Bisceglia. E’ necessario, tuttavia, già a partire da quest’anno che si trovi la copertura finanziaria della Tranche Conditionnelle 6 del valore complessivo di 300 milioni di euro per completare le attività già avviate per il sostentamento logistico e l’estensione del TGS dal 2019.”

Nel corso della visita e uscita in mare abbiamo potuto apprezzare non soltanto la sofisticazione ed estensione del sistema integrato di gestione della piattaforma e del sistema di combattimento, caratterizzati da elevata ridondanza e flessibilità d’impiego, ma anche gli ampi spazi di bordo e l’elevata abitabilità e comfort dell’equipaggio; ragguardevoli sono risultate le prestazioni della piattaforma impegnata con accostate alla massima velocità.

Gli ampi spazi di bordo con alloggi per complessivi 201 posti letto, l’elevata autonomia logistica incrementabile con i sistemi di rifornimento in mare, la possibilità di ospitare e movimentare un elicottero EH-101 e un SH-90 nei due hangar con difficili condizioni meteomarine, la consistente suite di comando, controllo e comunicazioni in grado di supportare un Comando complesso con relativo staff, rendono le fregate classe “Bergamini” particolarmente adatte per operazioni prolungate fuori area.

Il comfort offerto all’equipaggio con cabine da due-quattro posti letto e relativi servizi è elevato.

Ventuno posti letto sono stati ricavati nel modulo a tre piani che è stato imbarcato nel vano destinato ai lanciatori verticali per sistemi missilistici superficie-superficie, garantendo la necessaria flessibilità anche nel caso di missioni con Comando complesso imbarcato e personale aggiuntivo fra cui quello destinato alla protezione dell’unità ed al controllo del traffico mercantile.

Con un dislocamento a p.c. di 6.700t, una lunghezza di 144 m ed una larghezza di 19,7 m, le due varianti della classe “Bergamini” presentano un’identica piattaforma e sistema propulsivo che si differenzia per gli apparati della zona poppiera (suite ASW o RHIB per Forze speciali) ed il sistema di combattimento con alcuni sistemi d’arma e sensori differenti.

Gli impianti di piattaforma e sistema integrato di gestione della medesima nonché importanti elementi come il sistema di stabilizzazione ‘rudder and roll’, il sistema thruster azimutale, linee assi e complesso eliche sono progettati e forniti da Fincantieri.

Il sistema di combattimento con sensori e sistemi d’arma è fornito quasi esclusivamente dalle divisioni del gruppo Leonardo comprendente quello di conduzione e navigazione, command management e decision support, nonché l’armamento e la quasi totalità della sensoristica e della sistemistica, eccetto che per il sistema di guerra elettronica fornito da SIGEN (Elettronica e Thales), a cui s’aggiungono i sistemi missilistici per la difesa aerea, lotta antinave e ASW forniti dalla controllata MBDA Italia.

Il sistema propulsivo in configurazione CODLAG (Combined Diesel-Electric And Gas turbine) è composto da una turbina Avio Aero LM2500+G4 da 32 MW e due motori elettrici reversibili da 2,15 MW, montati sugli assi ed alimentati da quattro diesel generatori Isotta Fraschini, che consente di raggiungere oltre 15 nodi con andatura silenziosa su motori elettrici ed oltre 27 nodi con modalità CODLAG.

Particolare attenzione è stata riposta nella riduzione della segnatura acustica, radar ed infrarossa così come elevata è la ridondanza del sistema di combattimento e propulsivo, che consentono alti livelli di sopravvivenza in caso di colpo a bordo e gravi avarie.

Sempre nel corso della visita e uscita in mare, al fine di evidenziare il continuo sforzo per ridurre i costi e incrementare l’efficienza operativa avvalendosi di nuove tecnologie, sono stati presentati due nuovi sistemi che potranno aprire nuovi scenari nel supporto di queste ed altre classi di navi.

In particolare OSN ha presentato un sistema di telemanutenzione in sperimentazione su nave Alpino, comprendente un casco dotato di telecamera e cuffie, un tablet o un cellulare che consentono attraverso le reti IP di bordo di connettersi con i sistemi satellitari ed effettuare supporto manutentivo in remoto con straordinaria semplicità.

Estremamente interessante è risultata una dimostrazione effettuata dal team del Prof. Ciaramella della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa di un sistema di trasmissione dati attraverso l’illuminazione a LED.

Il sistema LiFi (Light Fidelity) destinato a sostituire o integrare il WiFi nell’uso domotico, ha straordinarie caratteristiche per l’impiego a bordo di unità civili e militari, potendo assicurare flusso di dati ad elevate velocità, senza radiazioni non ionizzanti, sfruttando gli stessi LED che gradualmente sostituiranno le luci di bordo. Un’altra caratteristica rilevante è quella costituita dalla possibilità di conoscere la posizione di ogni singolo membro dell’equipaggio, utilissimo in caso di sinistro marittimo.

Prospettive australiane

Per quanto riguarda il sistema di combattimento sono previsti ammodernamenti dell’antenna IFF mentre ne sono in valutazione per il sistema RASS RAN-30 e per il sistema ILDS (Inner Layer Defence System) o sistema di difesa ravvicinato, rappresentato dai due complessi Davide/Strales da 76/62 mm con munizionamento guidato DART.

Le caratteristiche sopra riportate nonché l’operatività delle medesime in un’ampia varietà di scenari operativi e di missione, hanno portato alla scelta del progetto italiano delle FREMM da parte del Dipartimento della Difesa australiano nell’ambito del processo di selezione che prevede la costruzione di nove fregate di nuova generazione – da realizzarsi ad Adelaide, nel sud dell’Australia – per la Royal Australian Navy (RAN) nel quadro del programma SEA 5000.

Fincantieri è uno dei tre costruttori (gli altri sono il gruppo spagnolo Navantia e quello inglese BAE Systems) che lo scorso aprile sono stati selezionati dal Capability Acquisition and Sustainment Group (CASG) del Dipartimento della Difesa australiano.

Successivamente hanno firmato un contratto per prendere parte al processo di valutazione e selezione che durerà circa un anno e che porterà all’aggiudicazione della commessa, il cui valore, comprendente varie voci, compresi sistema di combattimento, supporto, infrastrutture e costi amministrativi dello stesso programma, è stimato in 35 miliardi di dollari australiani.

“Nell’ambito dell’attuale fase di riduzione dei rischi e valutazione del progetto offerto da parte dei tre contendenti, il Dipartimento della Difesa Australiano valuterà le capacità, i rischi ed altri fattori legati al ns progetto, attraverso un processo d’interazione che prevede anche l’invio di personale presso il ns cantiere integrato di Riva Trigoso/Muggiano a partire dal mese di ottobre” ha spiegato l’ing. Angelo Fusco, vice direttore della divisione militare del Gruppo Fincantieri.

“Sulla base delle specifiche che verranno emesse intorno alla fine dell’anno, Fincantieri presenterà entro la metà circa del 2017 la propria offerta, che sarà sottoposta a valutazione in concorrenza con le altre, con selezione del vincitore e l’assegnazione del contratto prevista per la prima metà del 2018.

Non è ancora noto quale soggetto gestirà l’intero programma e quali saranno i player del medesimo, struttura che si andrà a delineare nei prossimi mesi e fasi del programma.

La nostra offerta è basata sulla FREMM in variante ASW che dovrà imbarcare una nuova versione del sistema radar multifunzionale a facce fisse della società australiana CEA Technologies, già installato sulle attuali fregate ANZAC nell’ambito di un programma di ammodernamento di mezza vita” ha aggiunto l’ing. Fusco.

Come evidenziato più recentemente dal capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Valter Girardelli e dal capo di NAVARM ammiraglio Bisceglia, entrambi gli enti sono impegnati nel supporto del sistema paese.

In particolare il CSM della MM, a latere del convegno del CeSi tenutosi presso il Senato della Repubblica ed avente come argomento “L’evoluzione della cantieristica navale militare europea: un’opportunità per l’Italia”, ha evidenziato che recentemente il CSM della Royal Australian Navy (RAN), ammiraglio Tim Barrett, gli ha confermato ancora una volta l’elevato interesse della Forza Armata a dotarsi di una tecnologia di provata affidabilità da poter impiegare senza ritardo e di potersi avvalere delle esperienze di una Marina credibile coinvolta in operazioni di varia complessità e che impieghi queste navi in tutte le possibili configurazioni.

Quello che la RAN si aspetta, ha rimarcato l’ammiraglio Girardelli, e quindi quello che può rappresentare un punto di forza per la soluzione italiana, e di aver un’unità navale efficiente, operativa, che ha svolto missioni antipirateria da ormai due anni, che è stata dislocata all’estero per 6-7 mesi e che svolge funzione di unità di bandiera e di comando, come nel caso dell’operazione Mare Sicuro.

Si prevede l’invio da parte della RAN di un ufficiale di collegamento – nell’ambito degli usuali programmi di scambio fra Marine – che verrà imbarcato sulle fregate classe “Bergamini”, prendendo parte alle operazioni nel Mediterraneo.

Alla domanda se una FREMM ASW italiana possa in futuro solcare i mari dell’Australia, l’ammiraglio Girardelli ha risposto che è una delle possibili opzioni.

“Una presenza da quelle parti in tempi neutri e compatibili con la gara e le relative attività connesse, non è da escludere”.

Foto: Luca Peruzzi, Carlo Martinelli e OCCAR

Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password