IL REPARTO

Col-Moschin

E’ possibile scrivere la biografia di un reparto militare, come se si trattasse di un organismo vivente in crescita ed evoluzione?

A questa difficile domanda ha dato una risposta positiva, convincente ed appassionata Paolo Palumbo, con questo bel volume che ripercorre, attraverso un secolo di vicende complesse e sanguinose, la storia, lo sviluppo e le trasformazioni delle attuali Forze Speciali dell’Esercito Italiano, dalle lontane origini, legate indissolubilmente alle gesta degli Arditi dei Reparto d’Assalto della I Guerra Mondiale, ai giorni nostri.

In 270 pagine ed 88 fotografie il frutto di un anno a mezzo di lavoro accurato e metodico, svolto anche con la fattiva collaborazione del Reggimento e dell’ANIE, l’Associazione Nazionale Incursori Esercito.

Quello che oggi conosciamo come 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” rinasce nel secondo dopoguerra dalla visione preveggente e dall’entusiasmo creativo di pochi ufficiali e sottufficiali, che seppero forgiare, letteralmente dal nulla e nel pressoché totale disinteresse degli alti comandi, un embrione di reparto dalle caratteristiche straordinarie.

Sono gli anni eroici dei Sabotatori Paracadutisti, un periodo di sacrifici, improvvisazioni e rapido apprendimento, grazie anche alla collaborazione dei Berretti Verdi statunitensi.

Il racconto storico, documentato ed accurato, si legge tutto d’un fiato come un avvincente romanzo e diviene quasi intimo e familiare nella trattazione di quegli albori, fatti di progressi costanti e scanditi, nelle pagine del libro, da mille aneddoti, ricordi e testimonianze dei protagonisti di un’epoca.

Ma la storia non si ferma. I Sabotatori, diventati nel frattempo Incursori, acquisisco un bagaglio tecnico sempre più ampio. Pur cresciuti nel clima della Guerra Fredda ed allenati essenzialmente a compiere rapide incursioni “mordi e fuggi” alle spalle di un nemico ben individuato e convenzionale, debbono affrontare le prime sfide di un mondo in evoluzione.

In Libano ed in Somalia conosceranno i primi esempi di una nuova conflittualità asimmetrica dai contorni spesso non ben definiti, che vede tra i contendenti la costante presenza della popolazione civile, una protagonista inattesa che diviene spesso parte in causa.

Il Col Moschin non aveva ricevuto in quel momento alcuna preparazione specifica per questi scenari inediti e straordinariamente impegnativi: si farà comunque onore grazie alle intrinseche qualità dei suoi uomini, al loro coraggio, entusiasmo, intelligenza, dedizione al compito ed innata capacità di risoluzione dei problemi.

Le esperienze acquisite e gli insegnamenti appresi saranno tramandati religiosamente dagli istruttori agli allievi e porteranno in seguito il “Nono” ad affrontare con grande professionalità le missioni del XXI secolo: la lotta al terrorismo, la contro-insorgenza, la Military Assistance ed il Mentoring a favore di forze locali nelle lande desolate dell’Iraq e dell’Afghanistan.

Gli Incursori che con rischi, sacrifici e grande dispendio di energie combattono oggi lo Stato Islamico e l’insorgenza jihadista nei teatri più disparati e lontani hanno caratteristiche diverse da quelle dei loro ormai anziani predecessori: possiedono un elevato livello culturale, mezzi tecnici d’avanguardia, un ampio bagaglio dottrinale, agiscono nell’ambito di una collaborazione internazionale integrata e sono portati ad assumersi responsabilità di atti e mediazioni suscettibili di avere ripercussioni immediate, anche di livello strategico-politico.

Immutati sono però il loro spirito, il senso di appartenenza, la fratellanza, l’accettazione delle sfide: tutti sentimenti che li portano ad affrontare con partecipe consapevolezza le sfide più ardue e ad abbracciare con entusiasmo e dedizione una concezione non utilitaristica dell’esistenza.

Tristemente invariato sembra, purtroppo, anche il pavido sostegno dato loro dalla politica nazionale, tenacemente attaccata a falsi miti ideologici “buonisti”, opportunistici ed ipocriti.

Nelle parole dell’Autore: “Equivoci che affondano le radici nella cultura antimilitarista di larga parte del nostro Paese, cullata poi da un governo la cui politica estera sta in piedi proprio grazie al sacrificio di questi uomini, sebbene non perda l’occasione di negarne o nasconderne il valore.”
Da non perdere.

Foto: Alberto Scarpitta e Incursori.org

 

IL REPARTO
Passato e Presente del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”.
Autore: Paolo Palumbo
Edizioni “Il Maglio” Euro 28,00

Disponibile nelle migliori librerie specializzate o presso l’Editore www.ilmaglioedizioni.comoppure
 www.lastoriamilitare.com

Alberto ScarpittaVedi tutti gli articoli

Nato a Padova nel 1955, ex ufficiale dei Lagunari, collabora da molti anni a riviste specializzate nel settore militare, tra cui ANALISI DIFESA, di cui è assiduo collaboratore sin dalla nascita della pubblicazione, distinguendosi per l’estrema professionalità ed il rigore tecnico dei suoi lavori. Si occupa prevalentemente di equipaggiamenti, tecniche e tattiche dei reparti di fanteria ed è uno dei giornalisti italiani maggiormente esperti nel difficile settore delle Forze Speciali. Ha realizzato alcuni volumi a carattere militare ed è coautore di importanti pubblicazioni sulle Forze Speciali italiane ed internazionali.

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