Mosca presenta un nuovo piano per la cyber security

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Il Cremlino ha pubblicato un nuovo piano volto a incrementare la difesa nazionale contro l’intensificazione degli attacchi informatici e a contrastare i metodi di ‘information-psychology’ usati, secondo Mosca, dalle agenzie d’intelligence straniere per influenzare la popolazione con contenuti online.

La misura era stata anticipata nel messaggio alla nazione di inizio dicembre, al quale era poi seguito un annuncio dei Servizi Segreti russi che paventavano la possibilità di un cyber attacco dall’esterno. Il documento di 16 pagine delinea quelle che il Cremlino ritiene le principali minacce alla sicurezza e all’interesse nazionale, definendo le azioni prioritarie da adottare per contrastarle.

L’update interviene sulla dottrina di sicurezza già messa in atto da Vladimir Putin. L’intervento sulla normativa giunge dopo le recenti accuse degli Usa circa le presunte attività di hackeraggio perpetrate da Mosca durante la campagna elettorale presidenziale statunitense, fra cui la violazione delle email del Partito democratico della candidata Hillary Clinton.

Anche il piano russo, firmato da Putin lunedì, ma pubblicato martedì, denuncia la presenza di una minaccia di illeciti informatici, pari a quella di cui hanno parlato gli Stati Uniti in riferimento agli hacker russi. Il documento non menziona, però, attacchi specifici.

Secondo il testo, le possibilità illimitate di circolazione delle informazioni “sono sempre più utilizzate per ottenere scopi geopolitici, terroristici, estremisti e criminali”, e un certo numero di Paesi stranieri ha un impatto informativo crescente sulla Russia. Vi è una tendenza, secondo il piano, ad un aumento del volume sui media stranieri di materiali contenenti una valutazione di parte sulla politica statale russa. Si sottolinea inoltre che i media russi sono sottoposti a discriminazione palese all’estero.

Il documento invita inoltre i diplomatici russi a perseguire gli obiettivi politici del Cremlino su sicurezza delle informazioni anche all’interno delle organizzazioni internazionali, come ad esempio le Nazioni Unite.

La dottrina sostiene anche l’esigenza di un maggiore controllo della Rete, attraverso, ad esempio, più server all’interno del Paese. Il piano prevede dunque che l’Internet russo operi autonomamente, cosicché da poterlo isolare dagli altri Paesi in caso di guerra.

La Russia ha già approvato, in passato, norme volte a regolamentare i contenuti e la presenza sul suo suolo di dati di Internet, costringendo le imprese straniere a collocare i server sul territorio russo.

Secondo un’altra legge che si riferisce alla regolamentazione degli aggregatori di notizie, i siti con traffico giornaliero superiore a un milione di utenti, fra cui Google, dovrebbero assumersi responsabilità da editori, ottemperando dunque l’obbligo di verificare la veridicità degli articoli condivisi dalla o sulle proprie piattaforme.

Il piano offre solo le finalità generali della nuova politica tra cui il rafforzamento dei controlli su Internet in Russia, dei quali già era arrivato un assaggio con la chiusura dell’accesso da Mosca di alcuni siti, dal porno al social network LinkedIn, di proprietà dell’americana Microsoft.

Fonte: Cyber Affairs

Immagini: Daniel Marsula/Post-Gazette e SC Magazine

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