Un anno di notevoli successi per MBDA

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Il 17 marzo si è svolta a Roma la conferenza stampa di MBDA che ha illustrato i brillanti risultati conseguiti nel 2016, già emersi nel comunicato pubblicato il 15 marzo su Analisi Difesa.

Il CEO di MBDA, Antoine Bouvier, ha sottolineato gli elementi più rilevanti che supportano l’azienda: il mercato domestico/cliente nazionale, la capacità di esportare, il rinnovo del portafoglio prodotti, la cooperazione. Elementi che consentono di mantenere le proprie capacità a livello di conoscenza ma in particolare di supportare il cliente nazionale nella sua capacità operativa.

Alle parole di Bouvier hanno fatto seguito quelle di Pasquale Di Bartolomeo (nella foto sotto), managing directore di MBDA Italia ed executive group director strategy di MBDA, che ha ricordato – come sempre – come il budget della difesa italiano non sia ai livelli di quelli inglese, francese e tedesco ricordando però che appartenere ad un grande gruppo consolidato ed integrato come MBDA ha permesso di sostenere con finanziamenti la transizione in una fase di limitate capacità di spesa.

Questo per continuare ad avere una soglia di investimenti da parte del cliente tale da permettere all’azienda di mantenere alcune capacità prettamente italiane per poi essere al tavolo delle cooperazioni europee che permetteranno di esportare queste capacità sui mercati internazionali.

Recentemente è stato formalizzato l’emendamento 1 del contratto per il programma B1NT che sancisce la partecipazione dell’Italia al programma Aster 30 Block 1NT (New Technology) per una nuova versione del missile antiaereo Aster 30 caratterizzata da interventi che lo porteranno a maggiori capacità soprattutto contro i missili balistici.

Lo sviluppo del missile risponde al duplice requisito (stessa munizione per sistemi terrestri e navali della famiglia Aster) prevedendo quindi i necessari accorgimenti per consentire al missile di essere lanciato da unità navali (ricordiamo che sulle navi viene impiegato l’Aster 30 mentre il SAMP/T terrestre impiega l’Aster 30 Block 1).

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Il B1NT sarà maggiormente idoneo ad intercettare missili balistici mantenendo le stesse dimensioni, massa e booster dell’Aster 30. Questa versione consentirà di contrastare la minaccia di missili a corto raggio SRBM (Short Range Ballistic Missile) e quelli a medio raggio MRBM (Medium Range Ballistic Missile).

Vi sono anche differenze prestazionali tra il seeker dell’Aster 30 Block 1 (banda Ku) e quello dell’Aster 30 Block 1 NT (banda Ka), dove in quest’ultima versione il seeker ha un fascio più stretto e concentrato che consentirà di incrementare la distanza d’acquisizione dei bersagli.

Di Bartolomeo ha poi ricordato il missile Marte ER di MBDA Italia prodotto nel sito di La Spezia e competitivo in un mercato difficile come quello delle batterie costiere, Il missile “made in Italy” che inizialmente era nato per le navi (Mk.2S) viene oggi promosso anche per piattaforme come il cacciabombardiere Eurofighter Typhoon in funzione antinave.

Un altro aspetto positivo evidenziato è l’accordo sinergico tra MBDA Italia e MBDA UK per quanto attiene il missile CAMM (Common Anti-Air Modular Missile) destinato alle forze armate britanniche.

Per la difesa italiana si tratta di comprendere che i vantaggi connessi con la pianificazione a lungo termine, oggi messa in atto sul piano missilistico da Francia, Gran Bretagna e Germania, richiedono la disponibilità di fondi per l’investimento che Roma non ha finora stanziato.

Federico CerrutiVedi tutti gli articoli

Nato a Roma, dove risiede e lavora, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1965 con la rivista Oltre il Cielo occupandosi di spazio sia civile che militare e con la testata Ali Nuove. Nel 1971 ha iniziato a lavorare con Alata e dal 1979 con Difesa Oggi della quale divenne caporedattore lavorandovi fino al 1998. Ha collaborato con Rivista Aeronautica, il quotidiano Europa, il Centro Militare Studi Strategici (Cemiss) e svolto alcune attività con il SIOI. Dal 2001 è defence editor di Analisi Difesa.

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