Migranti illegali: 8.600 “sbarcati pasquali”, prime motovedette alla Libia

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Palermo, Vibo Valentia, Messina, Cagliari, Catania, Crotone. Gli oltre 8.600 immigrati illegali soccorsi in mare e portati in Italia tra venerdì e ieri rilanciano l’allarme per un’emergenza che il governo italiano sembra non poter o non voler risolvere. Sono già intorno a 35mila gli stranieri sbarcati quest’anno e con i mesi caldi alle porte si teme un afflusso incontrollato senza un’azione decisa.

E mentre la Commissione Ue “si tiene pronta a sostenere l’Italia con tutti i mezzi a sua disposizione”, l’opposizione attacca il Governo che nel Def ha previsto costi fino a 4,6 miliardi di euro (ma già indicati come insufficienti) per i migranti.

Roma sembra contare sul fatto che un aiuto a frenare le partenze possa arrivare dalla consegna, prevista in settimana, delle prime motovedette italiane alla guardia costiera libica. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha indicato proprio nell’aumento delle capacità della Guardia costiera locale uno degli elementi chiave per contrastare più efficacemente i trafficanti di uomini.

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E in settimana – si apprende – saranno consegnate a Tripoli le prime delle dieci motovedette italiane previste dall’accordo firmato con il premier Fayez al Serraj. A bordo ci sarà il personale (una novantina di addetti) formato proprio dagli addestratori italiani. A partire per il Paese nordafricano 4 motovedette che già nel 2010 erano state affidate all’allora Marina di Gheddafi e poi pesantemente danneggiate durante l’intervento militare del 2011. I mezzi riparati saranno ora messi a disposizione delle forze di Serraj.

Nella speranza (a nostro avviso vana) che le partenze dalla Libia si diradino, il Viminale deve fare i conti con gli stranieri sbarcati (in gran parte provenienti dall’Africa subsahariana) da sistemare. I centri ospitano poco più di 175mila persone, cui si dovranno aggiungere quelli arrivati negli ultimi giorni. E’ stato predisposto un piano di accoglienza per 200mila, che andrebbe aggiornato nel caso di superamento della soglia. L’accordo con l’Anci punta ad ampliare il numero dei Comuni che ospitano migranti (attualmente 2.800). Ma sono sempre di più i sindaci che si rifiutano di ospitare i clandestini o di accoglierne altri.

Un altro tavolo il Viminale lo ha aperto con le Regioni per individuare i luoghi dove allestire i nuovi Centri di permanenza per i rimpatri (uno per regione per complessivi 1.600 posti) e nei prossimi giorni ci sarà un incontro. Evidente però l’assurdità di istituire centri per espellere 1,600 persone quando ne stanno sbarcando in media 333 al giorno dall’inizio dell’anno.

A Roma nessuno sembra prendere in esame l’opzione dei respingimenti assistiti sulle coste libiche, unica soluzione ragionevole per scongiurare nuove partenze, azzerare i flussi e stroncare il business dei trafficanti salvando così migliaia di vite umane.

(con fonte Ansa)

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