Quasi pronto il Nato -Tunisian Intelligence Fusion Centre

The Prime Minister of Tunisia, Habib Essid and NATO Deputy Secretary General, Alexander Vershbow

AGI – Supporto alle Forze di sicurezza tunisine, training delle forze speciali e gestione centralizzata e coordinata delle minacce terroristiche nazionali e regionali: secondo alcuni documenti in possesso del quotidiano online The New Arab, saranno queste le principali task del “Tunisian Intelligence Fusion Centre”, una centrale operativa regionale in fase di completamento, messa in piedi dalle autorità tunisine e dalla Nato.

L’istituzione di questo nuovo centro di intelligence era stata annunciata a luglio 2016 dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Nel 2014 la Tunisia e la Nato avevano raggiunto un accordo in base a cui le forze di sicurezza tunisina e l’Alleanza atlantica avrebbero cooperato su una serie di temi, tra cui la sicurezza del confine, la cyber defence e la lotta al terrorismo. Nel 2015, a conferma dell’accordo, c’era stata la visita del primo ministro tunisino Habib Essid nel quartier generale della Nato a Bruxelles.

Secondo le indiscrezioni, il nuovo centro di intelligence sara’ diviso in sette sezioni, ognuna con le rispettive risorse di intelligence: la sezione dell’Intelligence geografica, composta da tre dipartimenti e incaricata di fornire dati topografici, meteorologici e in materia di trasporti per le conseguenti azioni militari; una sezione delle tecnologie, che ospiterà unità scientifiche specializzate, soprattutto in elettronica, telecomunicazioni, pilotaggio dei missili e armi chimiche, biologiche e atomiche.

La terza sezione sarà quella “tattica”, incaricata di raccogliere le informazioni sulle forze nemiche nelle diverse regioni, soprattutto quelle dei gruppi terroristici, a supporto delle forze di sicurezza impegnate sul terreno; una sezione “strategica”, che si occuperà di distribuire le informazioni raccolte in merito a questioni militari e di sicurezza interna ai vari organi dello Stato.

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Una sezione di “intelligence preventiva”, addetta alle attività di contro spionaggio e all’eventuale eliminazione di attività di intelligence ostili; le ultime due sezioni, infine, si focalizzeranno sulle attivita’ economiche, politiche e finanziarie di attori influenti all’interno del contesto nazionale tunisino, e non solo.

Il completamento del centro attesta quindi l’accresciuta cooperazione tra la NATO e la Tunisia, e potrebbe rivelarsi un asset strategico per quel che riguarda l’accresciuta presenza dell’Alleanza atlantica in Nordafrica e nei paesi sub-sahariani.

Autorità tunisine, inoltre, hanno negato che il Centro avrà la funzione sostanziale di una base NATO, anche se non è ancora chiaro quale sarà il grado di coordinamento con i piani alti dell’Alleanza e chi avrà il controllo diretto del Centro.

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L’istituzione del Tunisian Intelligence Fusion Centre è stata approvata dal Consiglio di Sicurezza Nazionale tunisino lo scorso anno, tramite ordine governativo a sua volta approvato il 30 dicembre. Il centro avrà anche la funzione di raccogliere le varie informazioni e valutazioni di intelligence, per poi permettere il coordinamento tra i diversi servizi dei paesi dell’area.

Sin dalla fine della rivoluzione tunisina del 2011, la Tunisia ha visto un incremento nell’attività terroristica al suo interno, che ha prodotto circa 100 soldati morti, 20 civili e 59 turisti stranieri in diversi attentati. La Tunisia è inoltre il paese dell’area dal quale è partito il maggior numero di foreign fighters per la Siria e per l’Iraq. Dalla fine del 2015 è stato proclamato lo stato di emergenza.

Foto NATO e Xinhua

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