Afghanistan: nuovo record della produzione di oppio

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La produzione di oppio in Afghanistan ha raggiunto un nuovo record nel 2016 nonostante i miliardi di dollari spesi da Washington per la repressione del narcotraffico. Lo ha sostenuto nel suo ultimo rapporto al Congresso americano l‘Ispettorato generale speciale Usa per la ricostruzione in Afghanistan (SIGAR).

Nel documento trimestrale, riferisce Tolo Tv, il SIGAR rivela che lo scorso anno la produzione di oppio è cresciuta del 43%, nonostante una campagna anti-droga delle agenzie statunitensi costata investimenti per 8,5 miliardi di dollari.

Contemporaneamente, si sottolinea, l’azione di sradicamento delle piantagioni di papavero da oppio, al minimo storico degli ultimi dieci anni, è stata “pressoché impercettibile” In base ai dati raccolti dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc) il valore potenziale lordo degli oppiacei è stato di 1,56 miliardi di dollari, ossia equivalente al 7,4% del Prodotto interno lordo (Pil) dell’Afghanistan nel 2015.

Nel suo rapporto sul 2016 l’Unodc ha stimato che le coltivazioni di oppio sono cresciute rispetto al 2015 del 10% raggiungendo i 201.000 ettari, e che le regioni meridionali afghane (Helmand, Kandahar, Uruzgan, Zabul e Daykundi) contribuiscono al 59% delle coltivazioni totali, con Helmand, Badghis (nord-ovest) e Kandahar a fare la parte del leone. Infine il SIGAR ha sottolineato che “il commercio dell’oppio rappresenta il 60% del bilancio dei talebani”.

La Nato sta intando valutando se rafforzare di nuovo la missione in Afghanistan, dove al momento può contare su circa 13mila uomini. Lo ha detto il 30 aprile segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, in un’intervista al quotidiano tedesco, Welt am Sonntag.

4-pattuglia in avanzamento

Considerato il deterioramento della situazione in materia di sicurezza, l’Alleanza ha allo studio un aumento dei soldati della missione Resolute Support, che addestra l’esercito locale contro i talebani, ha spiegato.

La Nato prenderà una decisione entro giugno tanto su un eventuale aumento degli effettivi che sul prolungamento della missione, che attualmente si rinnova annualmente. Il generale, John Nicholson, comandante delle forze americane e della Nato in Afghanistan, aveva detto a febbraio che le forze dell’Alleanza mancano di “qualche migliaia” di soldati e che le forze afghane sono in “una impasse” di fronte ai talebani.

La Nato ha ufficialmente terminato la sua missione di combattimento in Afghanistan a fine 2014, ma mantiene sul posto una forza di circa 13.300 uomini, piu’ della meta’ dei quali sono americani, con compiti di formazione e addestramento delle truppe locali.

(con fonte ANSA e AGI)

 

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