Il Comando Forze Operative Nord

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Nel corso del 2016 l’Esercito italiano ha affrontato un’ulteriore vasta riorganizzazione della propria struttura di comando che ha comportato il graduale superamento del precedente modello, caratterizzato da aree funzionali omogenee per le funzioni operative, territoriali ed infrastrutturali.

Per la componente operativa, in particolare, rammentiamo che tutte le forze facevano in precedenza capo al COMFOTER di Verona, da cui dipendevano i tre Comandi di Divisione, il Comando Supporti e, in linea diretta, la Brigata Paracadutisti Folgore, considerata unità di riserva generale.

Con il Piano di Revisione dello Strumento Militare Terrestre, ancora in fase di implementazione, dallo Stato Maggiore Esercito dipendono invece ora nove alti comandi, formalmente paritetici, di livello Corpo d’Armata.

Sei di questi esercitano funzioni pressoché esclusivamente monotematiche, anche se articolate e complesse, rivolte ad un solo specifico ambito di competenza. E’ il caso del nuovo Comando Forze Operative Terrestri/Comando Operativo Esercito, erede del precedente COMFOTER, ma non più vertice d’area operativo, pur mantenendo una funzione di indirizzo generale in tale settore.

A questo organismo compete definire le linee guida per l’approntamento e l’addestramento della componente operativa dell’esercito e curare la pianificazione e l’organizzazione dei contingenti impiegati nelle missioni all’estero.

Svolgono egualmente funzioni prettamente operative il NATO Rapid Deployable Corps ITA di Solbiate ed il Comando Forze Operative Terrestri di Supporto di Verona

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Sostanzialmente rivolti ad una sola funzione risultano anche, in ambiti differenti, il Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (CONFORDOT), il Comando Logistico dell’Esercito ed il Comando Militare della Capitale, quest’ultimo con compiti territoriali diretti per la regione Lazio e con funzioni generali di indirizzo nello specifico settore.

La vera novità del nuovo modello organizzativo risiede nella costituzione di tre alti comandi – Il Comando Forze Operative Nord, il Comando Forze Operative Sud ed il Comando Truppe Alpine – COMFOP NORD, COMFOP SUD e COMTA – a valenza interregionale e multifunzione, ossia con competenze in ambito operativo, territoriale ed infrastrutturale.

Si tratta di una innovazione che riprende ed amplia l’esperienza maturata, proprio a Padova, in via sperimentale dal 2013, con il Comando Forze di Difesa Interregionale Nord – COMFODIN, nato dalla soppressione del 1° Comando Forze di Difesa (erede a sua volta del 5° Corpo d’Armata di Vittorio Veneto) e dall’elevazione al rango di Corpo d’Armata del già esistente Comando Militare Esercito “Veneto”. COMFODIN si è poi ulteriormente trasformato, acquisendo le funzioni del Comando Infrastrutture Nord e ricevendo alle proprie dipendenze la Divisione Friuli con le relative Brigate dipendenti.

A completamento di questo lungo ed articolato processo di riconfigurazione il 1° ottobre 2016 COMFODIN ha assunto pienamente la nuova veste multifunzionale cambiando come detto denominazione in Comando Forze Operative Nord – COMFOP NORD.

Dalla storica caserma “Salomone” di Padova il Generale di Corpo d’Armata Bruno Stano ed il suo staff di circa 400 uomini esercitano pertanto oggi funzioni multidisciplinari.

Gli aspetti operativi comprendono tra l’altro il comando e controllo nei concorsi operativi e non effettuati dall’Esercito in tutto il territorio dell’Italia Centro-settentrionale in dieci regioni amministrative. Ricadono in tali tipologie gli impieghi di reparti militari in compiti di concorso alle forze di Polizia (Operazione Strade Sicure), di gestione delle emergenze in presenza di calamità naturali o per provvedere al sempre attuale tema della bonifica del territorio da ordigni bellici. A questo proposito va rilevato che ancora oggi sono in media 1600/1700 gli interventi effettuati ogni anno, avvalendosi dell’opera preziosa dei 7 Reggimenti del Genio dislocati nell’area di responsabilità.

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Sempre in materia di concorsi operativi il Comando esercita il comando tattico su tutte le unità dislocate sul proprio territorio di competenza, indipendentemente dalla loro normale dipendenza gerarchica, ed è l’unico interlocutore diretto con le Prefetture.

Nel supporto alla Protezione Civile in caso di calamità naturali l’intervento immediato è garantito da COMFOP NORD tramite la propria sala operativa funzionante “H24” e dal gemellaggio di ciascuna Prefettura con uno specifico reparto dell’esercito ubicato nelle vicinanze e destinato a fornire i primi soccorsi.

La notevole esperienza maturata dal Comando di Padova in seguito alle positiva gestione delle emergenze derivanti dal terremoto in Emilia Romagna e dalle successive alluvionali verificatesi in Liguria ha suggerito allo Stato Maggiore di assegnare a COMFOP NORD anche la conduzione delle azioni di supporto alla Protezione Civile per il recente terremoto in Italia Centrale, pur non ricedendo la maggior parte delle zone colpite nel suo ambito di competenza territoriale. In questo caso ha giustamente prevalso una specifica e consolidata professionalità.

Per l’area prettamente operativa il Generale Stano  (nella foto sotto) si avvale di un primo vice-comandante, il comandante della divisione “Friuli” di Firenze, dalla quale dipendono a loro volta le Brigate “Ariete”, “Pozzuolo del Friuli”, “Friuli” e ora anche “Folgore” (quest’ultima non più posta alle dirette dipendenze del comandante delle FOTER).

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Un secondo Generale di Divisione svolge il ruolo di Vice Comandante Territoriale, dirigendo e coordinando l’azione dei Comandi Militari Esercito (livello Brigata) di Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria, Molise e dal Presidio Militare di Venezia in materia documentale, di reclutamento e gestione delle Forze di Completamento e della Riserva Selezionala, per compiti presidiari di rappresentanza e rapporti con le autorità civili nel territorio di giurisdizione, per la gestione del patrimonio alloggiativo demaniale, dei poligoni e delle servitù militari, delle attività di pubblica informazione e promozione ai fini del reclutamento e nelle attività destinate a favorire il ricollocamento al lavoro dei Volontari di Truppa congedati.

La terza funzione di COMFOP NORD, quella infrastrutturale e di gestione del patrimonio immobiliare in uso all’Esercito, che include tra l’altro un imponente ed oneroso lavoro amministrativo e contabile, fa capo ad un terzo vice-comandante, un generale di brigata.

 

Riorganizzazione tra luci e ombre

La configurazione degli alti comandi previsti dal “Piano di Revisione dello Strumento Militare Terrestre” presenta alcune singolarità potenzialmente critiche.

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In particolare i tre Comandi interregionali e multifunzione sono formalmente posti alle dirette dipendenze dello Stato Maggiore, ma mantengono in tutti e tre gli ambiti di competenza un “collegamento tecnico” con altri Comandi ed Enti, formalmente non più organi di vertice di tali materie, ma  ancora destinatari di funzioni di indirizzo e coordinamento.

Per gli aspetti operativi il COMFOTER/COE, pur non avendo più alle proprie dirette dipendenze la varie Brigate, mantiene infatti la responsabilità di definire le linee guida per l’approntamento e l’addestramento dei Comandi e delle unità, la supervisione e la generazione delle forze e la pianificazione dei contingenti impegnati nelle missioni internazionali e nelle operazioni all’interno dei confini nazionali. Ne potrebbe risultare un allungamento della catena di comando con l’inserimento di un nuovo gradino ordinativo, addirittura di due nel caso della Brigata Folgore.

In ambito territoriale èil Comando Militare della Capitale che emana le specifiche direttive di settore e provvede ad uniformare le attività dei Comandi Militari Esercito, organi esecutivi di norma coincidenti con le Regioni amministrative.

In materia infrastrutturale, infine, è il Dipartimento delle Infrastrutture dello Stato Maggiore Esercito, erede del soppresso Ispettorato delle Infrastrutture, a curare le funzioni di policy specifiche, al fine di garantire una gestione unitaria ed uniforme del patrimonio immobiliare in uso all’Esercito.

E’ chiaro che almeno P5185836per specifici aspetti questi “collegamenti tecnici”, paralleli alla linea di dipendenza gerarchica, rischiano di appesantire e rallentare la catena di comando, mentre in certe situazioni potrebbero generare duplicazioni e sovrapposizioni di compiti e rendere difficile una chiara ed univoca individuazione delle linee di comando e delle relative responsabilità.

Un altro aspetto critico della riforma deriva dalla decisione, evidentemente scaturita da dinamiche interne all’Organizzazione non sempre lineari e razionali,  di affiancare ai due Comandi Forze Operative inizialmente previsti, il Nord di Padova ed il Sud di Napoli, un terzo comando, quello delle Truppe Alpine di Bolzano, da sempre entità prettamente operativa e pertanto  inizialmente non nella condizione, per mancanza di personale e di specifiche esperienze pregresse, di gestire pienamente tutti i nuovi compiti e le nuove funzioni assegnate.

Ne consegue che alcune di queste rimangono al momento attribuite a COMFOP NORD, che si trova della non facile situazione di gestire un’area di competenza che varia per le differenti funzioni e non coincide con quella che ospita le unità operative dipendenti.

Ad esempio le regioni Piemonte, Lombardia e Liguria fanno capo al Comando TA per la componente territoriale, ma i concorsi dell’Esercito esistenti in queste zone sono ancora gestiti dalla Sala Operativa di Padova, che vi esercita al momento il comando e controllo dell’Operazione Strade Sicure per la deterrenza nei confronti della microcriminalità e per la vigilanza a siti di particolare interesse, primi tra tutti i cantieri TAV in Val di Susa.

Per contro la Regione Friuli Venezia Giulia, a pieno titolo parte dell’area di competenza territoriale di COMFOP NORD, ospita la Brigata Alpina Julia dipendente dal Comando TA.

Alcune di queste criticità dovrebbero verosimilmente scomparire gradualmente con la piena implementazione del Piano di Revisione, ma c’è da domandarsi se il percorso intrapreso sia stato quello più lineare, razionale ed economico.

Foto COMFOP NORD e Alberto Scarpitta

Alberto ScarpittaVedi tutti gli articoli

Nato a Padova nel 1955, ex ufficiale dei Lagunari, collabora da molti anni a riviste specializzate nel settore militare, tra cui ANALISI DIFESA, di cui è assiduo collaboratore sin dalla nascita della pubblicazione, distinguendosi per l’estrema professionalità ed il rigore tecnico dei suoi lavori. Si occupa prevalentemente di equipaggiamenti, tecniche e tattiche dei reparti di fanteria ed è uno dei giornalisti italiani maggiormente esperti nel difficile settore delle Forze Speciali. Ha realizzato alcuni volumi a carattere militare ed è coautore di importanti pubblicazioni sulle Forze Speciali italiane ed internazionali.

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