Cyber security, quale roadmap per la Nato?

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Uno dei problemi più grandi che la Nato sta affrontando adesso è come proteggere se stesso e gli Stati membri contro le azioni cibernetiche ostili.

La digitalizzazione odierna della crisi e del conflitto, spiegano Daiga Dege e Bruno Lété, senior fellow del think tank German Marshall Fund, è un dato di fatto. Operazioni di hacking, malware e fake news stanno prendendo sempre più il posto di dirottamenti aerei, bombe e missili. Il cyber spazio consente ad avversari in tutto il mondo di sfidare la nostra sicurezza. Cyber attacchi criminali a livello mondiale come il ransomware WannaCry o Petya / NotPatya, l’uso aggressivo di social media da parte dello Stato Islamico per attirare proseliti nell’organizzazione terroristica o il presunto ruolo della Russia per fare disinformazione e alimentare la confusione nelle nostre società transatlantiche sono solo un assaggio di quello che arriverà nel futuro prossimo.

Cosa aspetta la NATO

Per la Nato, tutto questo significa essere sfidata da un ambiente complesso, fatto di una serie di minacce in evoluzione.

La sicurezza informatica è da tempo sull’agenda politica dell’Alleanza atlantica, ma solo di recente è giunta al primo posto. I cyber attacchi che hanno colpito l’Estonia nel 2007 hanno costretto la Nato a pensare più seriamente a questo tipo di minaccia. Le crisi in Ucraina, Crimea e Donbass sono state una sveglia definitiva. Al vertice del Galles del 2014, gli alleati hanno approvato una nuova politica di difesa informatica e un nuovo piano d’azione in linea con l’evoluzione della minaccia.

I passi compiuti

La Nato ha compiuto passi ancor più significativi in materia di cyber security al vertice del 2016 in Polonia. A Varsavia, si è infatti deciso di rendere il cyberspazio un dominio della politica di difesa della Nato e dei suoi sforzi di pianificazione, oltre alla terra, al mare , all’aria e allo spazio extra-atmosferico.

Al summit in Polonia, inoltre, gli Stati membri si sono impegnati a dare priorità al rafforzamento della difesa informatica delle reti e delle infrastrutture nazionali. Ed in seguito, la maggior parte degli Stati membri hanno creato cyber strategie nazionali di difesa o hanno riesaminato quelle esistenti.

Sulla strada del cambiamento

Il risultato concreto di questi cambiamenti politici è stato un numero crescente di workshop, corsi di formazione e esercitazioni per aumentare l’esperienza, la resilienza e le capacità degli alleati nel cyber spazio.

Uno sforzo notevole in questo senso è Locked Shields, la più grande e avanzata esercitazione internazionale di cyber difesa tecnica, ospitata annualmente dal Centro d’Eccellenza per la Cyber Difesa della Nato (CcdCoe) di Tallinn, in Estonia.

Sempre al vertice di Varsavia, la Nato ha fatto grandi passi avanti per rafforzare la sua cooperazione sulla difesa informatica con l’Unione europea, in quanto entrambe hanno interesse a diventare più resilienti. È stato dunque firmato un accordo tecnico sulla Cyber Defense nel febbraio 2016 per rafforzare la cooperazione, la comunicazione e la condivisione di informazioni tra il team di risposta agli incidenti della Nato e il team incaricato di gestire le emergenze informatiche dell’UE.

Nuove sfide

La Nato, oltre ad aver investito e previsto in futuro la spesa di molte risorse dedicate al tema, riconosce sempre più l’importanza di lavorare con i partner dell’industria per consentire all’alleanza di raggiungere gli obiettivi prefissati in politica di difesa del cyber spazio.

Per continuare sulla strada del progresso, l’Alleanza Atlantica deve ora, secondo l’analisi di Dege e Lété, affermare la propria credibilità nel dominio cibernetico come un potere forte e formidabile agli occhi dei suoi membri, dei suoi partner e degli antagonisti. Per conseguire questo risultato sarà inevitabile continuare a migliorare le funzioni di moltiplicazione delle proprie forze e capacità impegnate nella sicurezza informatica, nonché rendere più efficienti le strutture di comando e di decisione in caso di crisi e conflitti informatici e migliorare l’interoperabilità tra alleati e partner nel cyber spazio. Le sfide di sicurezza di oggi richiedono risposte rapide, che a loro volta richiedono un quadro flessibile di policy che garantiscano tali risposte. I futuri Summit della Nato dovranno portare l’Alleanza ad adattarsi continuamente ad un mondo che si evolve verso un nuovo ordine digitale.

Fonte: Cyber Affairs

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