Maks 2017: la vetrina dell’industria aerospaziale russa

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È giunto alla sua tredicesima edizione il salone aerospaziale russo MAKS 2017 tenutosi come di consueto a Zhukovsky vicino Mosca. Per la prima volta tuttavia l’edizione di quest’anno si è svolta a luglio (dal 18 al 23) e non ad agosto, come avveniva di consueto negli anni passati.

Al discorso di apertura del MAKS 2017, il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha ricordato che “il popolo russo è sempre stato interessato allo sviluppo dell’aviazione e all’esplorazione dello spazio. Posso dire senza ombra di dubbio che si tratta di una parte significativa della nostra cultura comune e la storia della cosmonautica nazionale e dell’ingegneria aeronautica è il nostro orgoglio nazionale.

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Grazie alla persistenza e al talento dei suoi organizzatori, e ad ogni possibile sostegno dello Stato, il MAKS ha effettivamente raggiunto un livello elevato ed è diventato un evento immancabile per i cultori dell’ingegneria aerospaziale”.

L’obiettivo principale del MAKS è la presentazione delle tecnologie aerospaziali russe e l’apertura del mercato interno russo a progetti di collaborazione con partner stranieri.

Ben 880 aziende, tra cui 180 estere provenienti da 36 paesi hanno dimostrato con la loro presenza che il MAKS è un salone d’importanza fondamentale e d’altronde i numeri della scorsa edizione parlano chiaro: il MAKS 2015 accolse ben 404.000 visitatori – 52.000 spettatori in più di quanti presenziarono al Salone di Parigi Le Bourget nello stesso anno.

 

Sukhoi T-50

Certamente lo spettacolo del MAKS 2017 tanto atteso dal pubblico e dalla stampa specializzata è stata l’esibizione congiunta di una coppia di Sukhoi T-50, che secondo gli analisti dovrebbe assumere il nome definitivo di Sukhoi Su-57.

Secondo il generale Victor Bondarev comandante della Forza Aerospaziale russa (VKS), dopo la consegna di ulteriori 12 piattaforme destinate al superamento della seconda fase dei test che si concentreranno principalmente sui sistemi di bordo definiti innovativi si passerà alla produzione in serie prevista entro la fine del 2019.

A proposito di T-50, il caccia FGFA di produzione congiunta indo-russa, secondo Sergei Chemezov, amministratore delegato della Rostec State Corporation, sta procedendo seppur lentamente nella sua seconda fase e dunque è stata smentita ogni voce sulla fine della collaborazione tra Mosca e New Dehli.

 

Sukhoi Su-35

È stato il Su-35 tuttavia a lasciare il segno in questa edizione del MAKS; d’altronde se il video della sua esibizione ha meritato persino gli spazi sui siti dei quotidiani generici anche in Italia (come Repubblica o il Corriere della Sera) sembra ovvio che il Flanker abbia ancora tanto da offrire, specialmente in termini di futuri contratti.

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Dopo l’esibizione in volo di tutto rispetto al salone parigino di Le Bourget dell’F-35 statunitense, ai più sembrato una secca risposta indirizzata ai suoi detrattori mediatici, il Su-35 ha ribattuto con un’esibizione mozzafiato al limite della fisica del volo che da un lato ha segnato la risposta caccia russo di generazione 4++ al più costoso e sofisticato F-35 di 5a^ generazione, ma dall’altro ha confermato che la palma della manovrabilità (lasciando perdere l’effettiva valenza in combattimento di manovre al di fuori dell’immaginabile poiché tale è la portata di quello che ha mostrato il Su-35) non si è mai mossa da Mosca dopo la famosa esibizione del Su-27 a Le Bourget nel lontano 1989 ai comandi di Victor Pugachev.

 

Mig-35

Non poteva mancare l’esibizione, prima internazionale al grande pubblico, dell’ultimo nato in casa MiG: il caccia multiruolo MiG-35 “Fulcrum F”. Caccia su cui il bureau russo punta tutte le sue speranze di ripresa nei mercati nazionali e internazionali, poiché destinato a sostituire i numerosissimi MiG-29 (da cui il MiG-35 deriva) attualmente in uso in patria e nel resto del mondo.

“Questa è una nuova configurazione, radicalmente diversa dal MiG-29 – ha dichiarato Ilya Tarasenko CEO di MiG Corporation – il che lo rende molto vicino per prestazioni e capacità ad un velivolo di 5a generazione. Ha nuove funzionalità radar e avioniche ed è dotato di armi aggiornate e di un rivestimento che lo rende invisibile ai radar. Tutto ciò, unito al prezzo finale valutato in circa 40 milioni di dollari e dunque almeno il 25% più economico rispetto ai suoi rivali è ciò che rende questo caccia estremamente attraente”.

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Lo stesso Tarasenko ha fatto presente che almeno 30 paesi stanno usando oggigiorno numerose modifiche del suo predecessore MiG-29 e che pertanto sono in atto i colloqui con i primi potenziali acquirenti. Pur rifiutando di specificare nel dettaglio le nazioni interessate al MiG-35 ha fatto genericamente riferimento ai mercati indiani, dell’Asia sudorientale, del Medio Oriente, dell’Africa e dell’America Latina.

E tra le novità spuntate durante il MAKS è degno di nota un accordo firmato tra MiG Corporation (nella persona di Ilya Tarasenko) e la Kazakhstan Engineering (nel corrispondente presidente Vadim Shakshakbayev). Un vero e proprio contratto di commercializzazione ideato per contribuire a promuovere il MiG-35 ‘Fulcrum-F’ in Kazakhstan in cambio di compensazioni lavorative e dell’istituzione di un centro di assistenza e assemblaggio dei MiG-35.

Secondo il CEO di MiG Tarasenko all’agenzia ITAR-TASS, le due società dovrebbero creare una task force al fine di elaborare un documento di programmazione di cooperazione per consentire la creazione di un centro di assistenza in Kazakhstan. Il documento in questione dovrebbe essere pronto nei prossimi mesi.

Se il MiG-35 avesse successo per l’ingresso in servizio tra le file delle Forze Armate kazake, la società Kazakhstan Engineering dovrebbe intraprendere dei lavori di produzione sul velivolo e su alcuni componenti.

 

I MIG-29 malesi

In occasione del MAKS 2017 MiG Corporation e la Royal Malaysian Air Force hanno firmato un contratto per proseguire la fornitura di servizi di sostegno alla flotta aerea militare di MiG-29N in seno alla Forza Aerea malese.

Secondo quanto esposto dal portavoce della società russa, tale accordo, concluso sulla base dei negoziati avviati durante il salone aerospaziale malesiano LIMA-2017, garantisce il supporto russo ai MiG-29N fino all’aprile del 2020. Supporto che si traduce in servizi di manutenzione e fornitura di pezzi di ricambio originali al fine di mantenere attiva ed efficiente la flotta di Fulcrum attualmente operativa composta da 10 Mig-29N dei 18 esemplari ordinati nel 1995.

 

YAK-152 e YAK-130

L’addestratore basico a pistoni Yakovlev Yak-152 è un altro aereo che non si era mai esibito prima d’ora al MAKS di Zhukovsky e per l’occasione una coppia di questi velivoli ha mostrato in volo le sue qualità acrobatiche già al primo giorno del salone aerospaziale russo, mentre un terzo velivolo era presente alla mostra statica. Ne abbiamo ampiamente parlato più volte di questo piccolo aereo destinato alla formazione iniziale dei piloti militari. Lo Yak-152 è destinato a essere infatti il successore dei vecchi Yak-50 e Yak-52 e la sua produzione in serie è in fase di lancio presso gli stabilimenti di Irkutsk, poiché la Difesa russa ha emesso un ordine nel giugno del 2015 per 150 esemplari da consegnarsi entro il 2020.

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Oramai estremamente conosciuto, invece, l’addestratore avanzato russo Yakovlev Yak-130 che si è ritagliato la sua piccola fetta di clienti esteri e  proposto al MAKS 2017 in una nuova configurazione d’attacco dotata di un designatore target nel radome dotato di telemetro laser e sensori ottici-TV, nonché di un gun pod semi incassato GSh23-2 da 23 mm posto sotto la fusoliera. Al salone è stato annunciato inoltre che la nuova versione sarà dotata di un motore più potente che fornirà tre tonnellate di spinta, circa mezza tonnellata in più rispetto agli attuali esemplari in dotazione.

 

SR-10

Prima visualizzazione in volo al MAKS 2017 anche per l’addestratore leggero monomotore subsonico SR-10 (anche di questo velivolo AD ha dedicato in passato diversi articoli). Ricordiamo la peculiarità dell’SR-10, poiché si tratta di un velivolo dotato di una particolare configurazione alare a freccia inversa che si propone di inserirsi nella fascia intermedia tra gli addestratori basici a elica Yak-152 e gli avanzati Yak-130.

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Ideato appunto per sostituire i vecchi Aero L-29 Delfin e particolarmente vocato all’acrobazia aerea, l’SR-10 rappresenta per la prima volta nella storia dell’aviazione russa un ufficio di progettazione aeronautica privato, ovvero la SAT, acronimo russo che sta per Sovremyenne Aviatsyonne Tekhnologii, in italiano Tecnologie Aeronautiche Moderne, che ha realizzato un nuovo addestratore (e attualmente unico progetto dell’azienda) che potrebbe competere con velivoli realizzati dalle controparti statali.

Il concetto dell’ala a freccia inversa si è rivelato difficile da materializzare poiché le specifiche del flusso d’aria escludono metalli nella sua struttura, richiedendo materiali compositi.

Alla fine del secolo scorso Sukhoi ha testato il velivolo sperimentale S-37/ Su-47 Berkut, ma la VVS si è rifiutata di accettarlo come velivolo base per lo sviluppo di un caccia di quinta generazione e pertanto il programma è stato interrotto. Tuttavia il Berkut fornì un’esperienza e un know-how notevole sulle ali a freccia invertita realizzate in materiali compositi.

In occasione del MAKS 2009, SAT aveva mostrato un mock-up del velivolo ma in pochi avrebbero scommesso che il programma avrebbe avuto uno sviluppo ulteriore procedendo senza intoppi e ha ricevuto una valutazione preliminare della Difesa nel 2014 con tanto di benestare. Il primo prototipo uscito dalla linea di produzione nel mese di agosto 2015 prese il volo per la prima volta nel dicembre dello stesso anno.

I voli di prova sono andati bene e nell’estate del 2016 la VKS (Forza Aerospaziale russa) ha deciso di sostenere finanziariamente il progetto SR-10 e di sottoporre i prototipi alle prove di Stato presso la base aerea di Kubinka. A diverse aziende russe pertanto sono state demandate collaborazioni dedite alla creazione dei velivoli di serie (alla Tactical Missile Corporation di Smolensk, che aveva una sufficiente esperienza nella realizzazione di strutture composite, è stato ordinato di iniziare i preparativi per la produzione in serie delle cellule dell’SR-10, mentre altre società specializzate sono state incaricate di sviluppare il cockpit per l’aereo).

Nelle intenzioni della Difesa russa l’SR-10 si pone come sostituto diretto dei vecchi Aero L-39 al fine di seguire il pilota nella fase intermedia (tra il basico Yak-152, col pilota alle primissime esperienze di volo, e lo Yak-130, nella fase finale combat ready idonea al volo su velivoli di ultima generazione).

Dopo l’annessione della Crimea e la crisi nei rapporti tra Ucraina e Russia, la SAT ha deciso di utilizzare il motore di produzione nazionale NPO Saturn AL-55 al posto dell’ucraino Ivchenko AI-25 (benché l’esemplare che ha volato al MAKS 2017 fosse spinto da quest’ultimo).

Nonostante sia più costoso, tutti gli SR-10 di nuova realizzazione adotteranno il propulsore russo NPO Saturn AL-55, che resta comunque nettamente più avanzato e performante e di conseguenza promette un sensibile aumento delle prestazioni di volo del velivolo.

Al MAKS 2017 infine, SAT ha annunciato l’intenzione di utilizzare il telaio SR-10 per sviluppare la variante senza pilota UCAV, denominata nello specifico AR-10 Argument.

 

Gli elicotteri

Ne abbiamo parlato qualche giorno fa, e il nuovissimo progetto basato sull’intramontabile famiglia dei Mil Mi-8/17 “Hip” ha fatto la sua prima comparsa proprio al MAKS 2017. Ricordiamo che il Mi-171Sh-VN è stato progettato sulla base delle esperienze belliche in Siria per il trasporto e lo sbarco di truppe delle forze speciali antiterrorismo (fino a 37 militari completamente equipaggiati e armati), per il supporto di fuoco alle truppe di terra, il trasporto di carichi fino a 4.000 kg all’interno della cabina di carico o al gancio baricentrico esterno, finanche al trasporto sanitario MedEvac permettendo il trasporto fino a 12 barelle accompagnate dal personale medico.

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Tra i nuovi armamenti di cui disporrà, si è parlato dell’installazione di una coppia di mitragliatrici laterali da 12,7 mm poste in corrispondenza delle aperture laterali delle porte di evacuazione, il che, sommato a sei punti di attacco posti sotto le semiali, significa aumentare il già corposo volume di fuoco ed estenderlo anche ai fianchi del velivolo.

Tra le dotazioni di protezione citiamo il sistema di contromisura verso i manpads President-S realizzato dalla KRET Corporation e di vari pannelli in kevlar amovibili che saranno installati attorno alla cabina d’equipaggio, a quella di carico, nel pavimento e lungo la linea di finestre laterali a protezione delle truppe trasportate. La velocità massima del nuovo Mi-171Sh-VN è stata portata inoltre a 280 Km/h.

Presente al MAKS anche la recente versione Mi-8AMTSh-VA realizzata specificatamente per l’impiego nella regione artica e ampiamente trattata su questi spazi.

La certificazione del Mi-171A2 (vedi AD dello scorso mese) prevista per essere annunciata in questa edizione del MAKS è stata rinviata “entro la fine dell’anno”, benché l’operatore UT Air ha accettato di essere il primo operatore commerciale di questo modello.

Russian Helicopters ha presentato inoltre presso il proprio stand i due nuovi progetti VRT300 e il VRT500. Il primo, un drone VTOL sviluppato dal reparto di progettazione della società VR-Technologies che utilizza un rotore coassiale e che viene commercializzato principalmente per la ricognizione del ghiaccio sulla rotta del Mare del Nord e sulla zona artica. Secondo il costruttore, il sistema VRT300 è stato progettato in due distinte versioni: Supervisione Arctic, dotata di un radar laterale per l’osservazione e l’operazione del ghiaccio nelle condizioni artiche e Opticvision, per il monitoraggio e il telerilevamento unita alla valutazione diagnostica, prevenzione e liquidazione di situazioni di emergenza. Entro la fine del 2017 il VRT300 entrerà nella sua seconda fase di prove, durante la quale sarà testato in varie modalità di volo, nelle condizioni meteorologiche e con vari elementi di carico. Si stima che entrerà nella produzione in serie circa alla fine del 2018 e che fornirà la base per lo sviluppo di un velivolo più grande con un peso lordo fino a due tonnellate.

Il VRT500 è invece un elicottero leggero multiruolo, anch’esso senza pilota, che utilizza un sistema di rotore coassiale ma con un peso massimo al decollo di 1600 Kg.

Una nuova versione dell’elicottero di attacco Mil Mi-28NE è stata esposta nella presente edizione del MAKS. L’elicottero giunge al salone nella versione da esportazione simile a quella prevista per l’Iraq, ovvero dotata di un radar montato sul mozzo del rotore e di controlli doppi per entrambi i membri dell’equipaggio.

Russian Helicopters può vantare tuttavia la firma di numerosi accordi e contratti di forniture di velivoli.

La compagnia russa State Transport Leasing Company ha concluso un accordo per la fornitura di 30 elicotteri tra cui 12 Mil Mi-8AMT realizzati dalla Ulan-Ude Aviation Plant, 6 Mil Mi-8MTV-1 e 12 Ansat realizzati dalla Kazan Helicopter Plant con la consegna prevista entro la fine del 2018.

Un altro accordo riguarda l’azienda russa Helisystems che ha firmato un contratto per la fornitura di 12 elicotteri Ansat in configurazione MedEvac.

Ancora al terzo giorno del salone, uno stock di ordini è giunto dalla cinese United Helicopters International Group che ha scelto ben 5 elicotteri Ansat, 3 Mil Mi-171 in configurazione da trasporto e due Kamov Ka-32A11BC per operazioni SAR.

Un ulteriore accordo per l’adempimento dei suoi obblighi contrattuali è stato stipulato tra Russian Helicopters e la United Engine-Building Corporation per la fornitura nei prossimi cinque anni di motori per elicotteri TV7-117V, VK-2500, incluso le più recenti modifiche di VK-2500P/PS per un ordine totale del valore superiore ai 75 miliardi di rubli.

Il quarto giorno del MAKS Russian Helicopters ha stipulato infine un accordo con la Cina per la fornitura di 2 Ansat e 1 Mil Mi-171 che saranno gestiti dalla locale 999 Emergency Response and Rescue Center.

Infine, un memorandum d’intesa (MoU) è stato firmato con Gazprombank per la promozione congiunta di prodotti sul mercato russo e lo sviluppo di proposte per azioni di governo con l’obiettivo di aumentare le vendite di elicotteri destinati all’uso off-shore.

 

TVS-2-DTS

Settant’anni dopo il primo volo del modello originale, si è esibita in volo la prima versione realizzata totalmente in compositi dello storico biplano da trasporto Antonov An-2. Anche questa è stata una première del MAKS 2017; il primo volo in pubblico al salone russo si può definire realmenterealizzato a tempo di record poiché effettuato a meno di una settimana dal suo primo volo ufficiale.

Il TVS-2-DTS sviluppato dall’Istituto per la Ricerca Aeronautica siberiana (SibNIA) e destinato a sostituire il leggendario An-2, ha mostrato al grande pubblico caratteristiche eccezionali di decollo e di atterraggio, di gran lunga superiori a quelle del suo predecessore, senza contare inoltre che la velocità e l’autonomia sono nettamente migliori garantendo in cambio un costo di volo/ora decisamente inferiore. Oltre alla nuova struttura in compositi il TVS-2-DTS presenta motori a turbopropulsione Honeywell TPE331-12.

Stante alle dichiarazioni rese dal Consulente societario della SibNIA, Oleg Parfentyev, è in programma la certificazione di questo nuovo velivolo entro due anni e successivamente si prevede di iniziare la promozione del TVS-2-DTS agli operatori civili di trasporto merci e passeggeri.

A proposito di aerei per compiti speciali citiamo, infine, la presentazione del velivolo per uso agricolo T-500 realizzato da Rostech aggiudicatasi la fase di realizzazione in serie per via del contratto per lo sviluppo del sistema nazionale russo di gestione della distribuzione aerea di prodotti chimici agricoli stipulato tra la stessa società e il territorio russo di Perm.

 

UAV

Rispetto all’edizione passata, la presenza degli UAV si è chiaramente rafforzata ed è presumibile pensare che al prossimo MAKS 2019 lo spazio dedicato a questa categoria sarà certamente raddoppiato; la Russia conta ben 22 produttori di velivoli a pilotaggio remoto e di questi solo sei sono i grandi bureau di progettazione aeronautica russa.

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Quello che è apparso dal MAKS 2017 è il fatto che Mosca stia cercando di recuperare terreno nella categoria MALE (medium altitude, long endurance – media quota, lunga autonomia).

Oltre ai piccoli droni bersaglio E17M della ENICS o al drone S350 della Supercam, tra le novità poste in risalto dagli analisti è stato dato risalto all’Orion-E classe MALE da 1 tonnellata sviluppato dalla russa Kronshtadt.

Si tratta di un UAV (o UAS se vogliamo usare l’acronimo preferito dalla Federal Aviation Administration) da sorveglianza dotato di un’ala di 16 metri in grado di decollare e atterrare automaticamente e volare continuamente per 24 ore con un carico di sorveglianza fino a 200 kg. La fusoliera è lunga 8 m e presenta ali alte rettilinee con una coda a V. Può raggiungere una altitudine massima di 7.500 m e avere una portata di 250 km.

L’Orion-E può essere configurato per trasportare vari carichi di sorveglianza tra cui una torretta a infrarossi (FLIR), un radar ad apertura sintetica e fotocamere ad alta risoluzione.

Kronstadt lavorerà con Rosonboronexport per commercializzare l’Orion-E all’estero, con particolare interesse alle vendite verso il Sud-Est Asiatico, l’America Latina e l’Africa.

Secondo il portavoce della Kronstadt questo UAS è destinato al mercato delle esportazioni e dovrebbe essere pronto entro il 2020. Una versione più pesante della classe di peso pari a 5-7 tonnellate e dotata di capacità di combattimento è in corso di sviluppo.

 

Le pattuglie acrobatiche

Numerose le esibizioni in volo degli aerei e degli elicotteri di fabbricazione russa tanto che risulterebbe lungo e noioso elencarli tutti.

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Tuttavia, citando le esibizioni delle pattuglie acrobatiche al MAKS 2017, tra le grandi novità di quest’anno è stata estremamente apprezzata dal pubblico russo l’esibizione degli emiratini Al-Fursan su MB-339, ovvero gli stessi velivoli delle Frecce Tricolori; immancabili i Russkiye Vityazi (Cavalieri russi) su Su-30SM, gli Strizhi (Rondoni) su MiG-29, i Russian Falcons della base aerea di Lipetsk su Su-30, la pattuglia civile russa dei Rus’ su L-39 e, con lo stesso velivolo, la pattuglia lettone civile Baltic bees; i Chelavia Team su Tecnam Sierra P2002.

Degna di nota, infine, è stata l’esibizione avvenuta il terzo giorno di un bellissimo esemplare restaurato di Ilyushin Il-2 Šturmovik che durante il Secondo conflitto mondiale giocò un ruolo rilevante nella lotta ai nazisti durante la Grande Guerra Patriottica.

 

Roscosmos

In occasione del MAKS 2017 l’Agenzia Spaziale Europea, nelle parole del Direttore Generale dell’ESA Yang Werner, ha annunciato di voler approfondire la cooperazione con la Russia per nuove missioni sulla Luna e su Marte, in particolare per lavorare nella bassa orbita terrestre e nel campo dell’esplorazione dello spazio profondo.

“Consideriamo la Russia e Roscosmos dei partner estremamente affidabili – ha dichiarato Werner – con i quali pianifichiamo di cooperare nei prossimi 10 anni. Stiamo elaborando un nuovo piano di lavoro a lungo termine.”

Positivo il commento di Igor Komarov, capo di Roscosmos il cui stand era presente al MAKS di Zhukovsky: – “Risale a due anni fa l’ultimo accordo di cooperazione con l’ESA nell’ambito del quale abbiamo avviato i lavori per il progetto ExoMars-2020. Oltre ai progetti già esistenti esiste la volontà di ampliare la cooperazione con l’ESA.”

 

MS-21-300 e Sukhoi Superjet 100

Non è un settore di nostra competenza e pertanto non sarà oggetto di analisi approfondite, ma è bene ribadire che con questi due modelli il settore aerospaziale civile russo ha confermato al MAKS 2017 la vivacità necessaria d’idee e intenzioni, e i contratti segnati dai due velivoli durante tale evento mostrano che, almeno nell’ambito dei biturbina regionali, la Russia è presente e non fa fatica ad affermarsi.

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Non a caso i più grandi contratti siglati al MAKS 2017 sono quasi tutti relativi al comparto civile. Nel dettaglio a titolo di esempio:

Aeroflot ha firmato un contratto per la consegna di 20 Sukhoi Superjet 100; Ilyushin Finance acquisterà e fornirà il leasing per 16 MS-21 destinati alla compagnia aerea Red Wings. Previo accordo, ulteriori 27 aerei MS-21 saranno consegnati inoltre a VIM-Avia, Alrosa e Saratov Airlines. I piani delle compagnie aeree Azimuth e Angara Airline prevedono di acquisire rispettivamente quattro Sukhoi Superjet 100 e tre MS-21.

Ancora lontano appare, invece, la ripresa nel settore dei wide-body a lungo raggio malgrado il desiderio espresso dal Presidente Putin di apertura alle collaborazioni straniere al fine di proporre un prodotto nuovo in un mercato assolutamente dominato da Boeing e Airbus. A proposito di Airbus, è in occasione del MAKS che l’azienda europea ha mostrato il suo nuovo A-350-900 da 325 passeggeri.

 

Il bilancio

I numeri di questa edizione del MAKS 2017 riportano dati positivi superando gli indicatori dell’edizione 2015 in termini di programmi di esposizione e di business, di volume delle transazioni e di numero di visitatori, e questi sono dati estremamente positivi non solo per tutto il settore aerospaziale russo, ma anche per le aziende estere che hanno deciso di lavorare assieme alle aziende russe.

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Il volume dei contratti e delle lettere d’intenti ha raggiunto l’importo di 400 miliardi di RUB (pari a 6,74 miliardi di dollari USA), e il potenziale d’impresa di MAKS-2017 ha superato i 600 miliardi di RUB. Durante i sei giorni del MAKS 2017, ben 452.300 partecipanti e ospiti hanno visitato l’evento, e sono stati in grado di osservare i voli di otto squadre acrobatiche e di ben 90 tipi diversi di velivoli con oltre 170 tra aerei ed elicotteri esposti a terra.

Oltre 880 aziende hanno partecipato al Salone, di cui circa 180 relativi ai produttori stranieri provenienti da 36 paesi. Erano presenti i padiglioni nazionali di Germania, Italia, Francia, Svizzera, Cina, Repubblica Ceca, Canada, Bielorussia, India e Iran, e l’area espositiva di questa edizione del MAKS ha superato i 26.000 mq. Per la prima volta era presente lo stand collettivo “Made in Moscow” che comprendeva tutte le imprese tecnologiche provenienti dall’Oblast di Mosca.

Sono state oltre 50 le delegazioni ufficiali che hanno visitato l’evento nel salone aerospaziale russo, e più di 70.000 visitatori specialisti hanno partecipato al MAKS 2017 nei primi tre giorni ad essi dedicati.

Ancora altri dati: sono state organizzate più di 150 tra conferenze, tavole rotonde, briefing, seminari e presentazioni; i mass media russi e stranieri hanno dato un’ampia copertura al salone aerospaziale russo MAKS-2017. Il numero totale di giornalisti accreditati è stato di 3.070 rappresentando nel complesso 570 media nazionali e 197 stranieri, tra cui 32 canali russi e 23 canali stranieri. 151 migliaia di abbonati hanno seguito le notizie dall’account ufficiale del MAKS-2017 sui vari network messi a disposizione fornendo una stima di un pubblico da 1,6 milioni di utenti.

 

Conclusioni

Nonostante le sanzioni di Usa e Ue che hanno colpito la Russia, il volume di affari del MAKS è stato significativo. Il direttore generale di Rosoboronexport, Alexander Mikheev ha dichiarato alla stampa senza mezzi termini che: “le sanzioni sono spiacevoli e non possiamo dire che non abbiano provocato alcun effetto, ma in generale tutti i nostri contratti sono stati eseguiti nei termini concordati e non ci sono state violazioni da parte di Rosoboronexport e dell’industria nazionale”.

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Nonostante le sanzioni, il settore aerospaziale è tra gli elementi trainanti dell’intera economia russa, e che i progetti e le idee non rimangono più sulla carta o immobili su mock-up da esposizione.

Il fervore del settore aerospaziale russo è evidente nonostante le sanzioni occidentali o le rotture col vecchio partner ucraino.

Al MAKS mancava ovviamente il bureau Antonov (per la seconda volta dopo la scorsa edizione del 2015) che recentemente ha chiesto a gran voce collaborazioni con numerosi partner occidentali; i sauditi hanno risposto positivamente mentre da altre nazioni le risposte sembrano finora timide se non assenti. Quello che è certo è che il processo di autosufficienza russo è sempre più saldo sia nel settore dei propulsori che in parte della componentistica prima demandati alle aziende di Kiev rendendo la Russia autonoma in queste specifiche realizzazioni e con accresciuto know-how per futuri progetti o upgrade.

Alcune fonti russe dicono che questa sarà l’ultima edizione del MAKS a Zhukovsky, e che dalla prossima edizione del 2019 il salone verrà ospitato presso la base aerea di Kubinka, ma a prescindere dalla destinazione finale sembra chiaro che il MAKS si sia affermato come un’importantissima vetrina e piattaforma di business per le aziende aerospaziali russe.

Come ha dichiarato il Ministro russo dell’Industria e del Commercio, Denis Manturov: “la partecipazione al MAKS non è più solo questione di prestigio ma soprattutto uno strumento efficace per stabilire relazioni di partenariato”.

Dal 1993 al 2017, insomma, il MAKS ha fatto enormi passi in termini di qualità e visibilità internazionale e le prime edizioni che ricordavano più un Air Show sono un lontano ricordo di un paese che usciva tormentato economicamente ed emotivamente dal crollo dell’impero sovietico.

Foto MAKS e LENTA

 

 

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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