La diga di Mosul, presidiata dagli italiani, passa dal controllo curdo a quello di Baghdad

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La diga di Mosul, nel Nord dell’Iraq è passata sotto il controllo dell’esercito iracheno dopo che si sono ritirate dalle grande struttura le forze dei Peshmerga della regione autonoma del Kurdistan. Lo hanno annunciato il 19 ottobre fonti militari di Baghdad.

“Le forze dei Peshmerga (nella foto sotto -ndr) si sono ritirate dalla diga di Mosul e dal distretto di Rabie a ovest della provincia di Ninive ed hanno passato completamente all’esercito iracheno le competenze della sicurezza”.

Nella struttura opera l’azienda italiana Trevi che si occupa di lavori di manutenzione e consolidamento della diga e un contingente di circa 500 militari italiani.

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Nei giorni scorsi a seguito del referendum per l’indipendenza del Kurdistan da Baghdad, l’esercito iracheno e le milizie scite che lo affiancano hanno assunto il controllo di gran parte delle zone contese tra le autorità centrali e quelle della regione autonoma, riprendendo anche il controllo della  provincia petrolifera di Kirkuk.

Le forze Peshmerga che avevano il controllo dell’area, da dove avevano cacciato nel settembre 2014 i miliziani dello Stato Islamico con l’aiuto delle forze aeree statunitensi, l’hanno ceduto all’esercito di Baghdad con “un ordinato trasferimento di poteri” che non ha comportato alcun combattimento, ha detto all’ANSA una fonte diplomatica.

Intorno alla diga di Mosul, 35 chilometri a nord di questa città, i miliziani curdi hanno consegnato alle forze federali l’anello esterno di sicurezza dove sono state schierate tre brigate dell’esercito di Baghdad.

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L’anello interno di sicurezza è invece controllato da 500 militari italiani.

Al consolidamento della diga di Mosul lavorano diverse decine di tecnici italiani, insieme con operai locali e di altri Paesi.

I lavori, previsti in base ad un contratto da 273 milioni di euro firmato nel marzo del 2016, si sarebbero dovuti concludere il prossimo mese, ma sono stati prorogati fino al marzo 2018, quando presumibilmente terminerà anche la missione italiamo che schiera presso la diga circa un terzo dei 1.400 militari del contingente nazionale assegnato alla Coalizione dislocato anche a Erbil, Baghdad e in Kuwait, dove opera un reparto dell’Aeronautica con 7 velivoli.

(con fonti AFP e ANSA)

Foto: Fausto BIloslavo/Gli occhi della guerra e AP

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