L’Isis uccide lo “sceicco dei cecchini”

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Le milizie dell’Isis hanno ucciso il 20 settembre lo “sceicco dei cecchini”, come era conosciuto Abu Tahsin al-Salhi, 63 anni, iracheno, veterano della Guerra dello Yom Kippur del 1973 contro Israele.

Al-Salhi, cui è attribuita l’eliminazione di 320 uomini di Abu Bakr al-Baghdadi, è stato ucciso nella battaglia per strappare a da Isis il controllo della città irachena di Hawija, nel nord-ovest iracheno al confine con la Siria, uno degli ultimi bastioni dei jiahdisti sunniti.

A dare la notizia Ahmad al-Assadi, portavoce della milizia irachena Hashed al-Shaabi, che riunisce diversi gruppi sciiti nella lotta contro Isis inclusa la Brgata Ali al-Akbar di cui il tiratore scelto faceva parte come volontario.

Era “il migliore dei nostri cecchini”, ha detto il portavoce della milizia che non ha fornito dettagli circa la sua morte limitandosi ad affermare che,

Lo “sceicco dei cecchini”, vero nome Ali Jabbar al Salahi, era soprannominato dai compagni anche “occhio di falco” o “”cacciatore di Daesh: è stato sepolto a Bassora con il suo inseparabile compagno, il fucile di precisione austriaco Steyr.

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Al Salhi aveva iniziato la sua attività’ di tiratore scelto nel 1973 quale membro della brigata irachena che combatté al fianco dell’esercito siriano sulle Alture del Golan contro gli israeliani. Poi ha proseguito contro le truppe iraniane nella guerra scatenata da Saddam Hussein contro Teheran nel 1980 e conclusa nel 1988. Nel 1990 ha partecipato all’invasione del Kuwait e poi ha combattuto anche contro le truppe Usa nel 1991 e nel 2003.

In un recente video diffuso dalla milizia, Abu Tahsin affermava riferendosi alle battaglie contro l‘Isis “Oggi ne ho uccisi due, una cifra ridicola, il minimo per me è quattro”. Nelle battaglie del 2015 “ne ho uccisi 173 e ora sono a 320”.

(con fonte AFP)

Foto Hashed al-Shaabi

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