Strage di soldati a Kandahar, il Pakistan erige un “muro” al confine afghano

Smoke rises from police headquarters while Afghan security forces keep watch after a suicide car bomber and gunmen attacked the provincial police headquarters in Gardez, the capital of Paktia province, Afghanistan October 17, 2017.  REUTERS/Stringer  FOR EDITORIAL USE ONLY. NO RESALES. NO ARCHIVES     TPX IMAGES OF THE DAY

Confermando il bilancio definitivo dell’attacco portato il 19 ottobre dai talebani ad una base dell’esercito nella provincia meridionale di Kandahar, il ministero della Difesa afghano ha ammesso che di fatto il reparto presente nell’avamposto è stato annientato.

In un comunicato ha precisato infatti che nella Base avanzata (FOB) del distretto di Maiwand c’erano 60 soldati, di cui 43 sono stati uccisi, 9 sono rimasti feriti e 6 risultano ufficialmente dispersi. Solo due militari, ha sottolineato infine il ministero, risultano illesi.

In base alla ricostruzione, due attentatori suicidi a bordo di due Humvee (sottratte all’esercito afghano) si sono fatti saltare in aria, mentre altri Talebani hanno fatto irruzione nella base. Le forze di sicurezza hanno risposto al fuoco.

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”La base non è caduta nelle mani dei Talebani, ma mentre gli scontri erano in corso le forze alleate (USA/NATO) hanno lanciato un raid aereo che ha ucciso 10 Talebani”, ha detto una fonte citata da Tolo News.

L’emittente TvNews ha ricordato che questo è il terzo importante attacco sferrato questa settimana dai talebani. Due altri attacchi precedenti contro strutture militari nelle province di Paktia e Ghazni avevano prodotto un bilancio complessivo di oltre 80 morti, fra civili e militari, e quasi 200 feriti.

Solo l’attacco contro il centro di addestramento della Polizia afghana nella città di Gardez (provincia orientale di Paktia) ha causato la morte di 45 persone tra civili e uomini delle forze di sicurezza afghane. Nell’attacco aveva perso la vita anche il capo della Polizia afghana della provincia, Toryalai Abdyani.  Anche in quel caso l’attacco era stato messo a segno con un Humvee imbottito di esplosivo.

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La recrudescenza della guerra afghana ha indotto il Pakistan a realizzare un “muro” lungo “Linea Durand”, confine riconosciuto dalla comunità internazionale di oltre 2.600 chilometri tracciato nel 1896 dai britannici e contestato da Kabul. L’area è abitata da tribù Pashtun ed è spesso teatro di frequenti scontri e attentati.

Sono già pronti i primi 43 chilometri di una barriera di filo spinato  (video) alto 3 metri che verrà completata “entro la fine del 2018”, ha dichiarato un responsabile dell’esercito pakistano che ha voluto mantenere l’anonimato ad alcuni giornalisti accompagnati appositamente per verificare i progressi nella costruzione.

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L’area in cui il muro finora stato costruito è quella tra il nord e il sud Waziristan, la regione montagnosa del nord-ovest del Pakistan che fanno parte delle cosiddette Aree Tribali dove sono attivi talebani afghani e pakistani.

L’annuncio della costruzione del muro, definito dalla fonte “un cambiamento storico” ma criticato duramente da Kabul, risale al marzo scorso con inizio dei lavori in giugno.

“Non ci sarà nemmeno un metro della frontiera internazionale non controllato – ha aggiunto – nessuno potrà più attraversarla”. L’esercito pakistano sta già sorvegliando il confine con militari appostati sulle colline e la barriera verrà illuminata di notte grazie all’energia fornita da pannelli solari.

Foto Reuters

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