Tre numeri che sfidano l’intelligence mondiale

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Un milione, 50 miliardi e 137. Tre numeri per comprendere meglio la principale sfida tecnologica che i servizi di intelligence di tutto il mondo dovranno affrontare nei prossimi anni.

Se fino a qualche anno fa gli investimenti tecnologici delle agencies erano principalmente finalizzati all’acquisizione di sensori per massimizzare la raccolta dei dati (la cosiddetta collection): il prossimo scenario sarà invece orientato a garantire un’effettiva e sostenibile capacità di trattare questi enormi silos di dati, ovvero elaborarli (processing) ed analizzarli (analysis), anche in ottica predittiva.

Secondo Robert Cardillo (nella foto sotto), direttore dell’americana National Geospatial Agency (NGA), entro i prossimi cinque anni il volume di dati che la sua organizzazione dovrà analizzare sarà di 1 milione di volte superiore a quello attuale. In pratica, per ogni dato che la NGA analizza oggi, ne avrà ogni anno 15-16 volte di più.

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Il trend di lungo termine viene tradotto da Cardillo con un altro numero, otto milioni, ovvero il numero di analisti di cui la sola NGA dovrebbe – in teoria – dotarsi da qui a vent’anni per “trattare manualmente” le sole immagini provenienti dalle dozzine di satelliti commerciali, ora in grado di fornire immagini di qualità paragonabile ai satelliti spia governativi.

L’analisi delle immagini, però, rappresenta in valore assoluto solo una quota parziale del gigantesco mare dei dati di interesse della intelligence.

L’attenzione è rivolta ai social media che non hanno attualmente rivali in termini di velocità e volume di crescita; basti pensare che il solo Facebook registra cinquecentomila nuovi post ogni minuto.  Sono numeri incredibili ma che rappresentano ancora solo una piccola parte di quelli che produrrà il cosiddetto Internet of Things.

Entro il 2020 avremo oltre 50 miliardi di apparati (computer, autovetture, televisori, frigoriferi, cellulari, …) collegati alla rete. Mediamente, ogni abitante del mondo avrà sette sensori, che scambieranno dati (talvolta molto preziosi ai fini dell’attività di intelligence) con altri sensori, generando un volume d’informazioni di alcune migliaia di volte superiore a quello attuale.

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Inopportuno ignorare i vantaggi derivanti dall’avere a disposizione questi dati. Impossibile trattare tutti questi dati manualmente. Insostenibile reclutare, formare e retribuire decine di milioni di analisti d’intelligence. Pericoloso ignorare la tendenza.

E sulla base di queste convinzioni che, finalmente, si arriva all’ultimo numero della premessa: 137.  Dawn Meyerriecks, il vice direttore dello sviluppo tecnologico della Central Intelligence Agency (CIA), ha detto che al momento la sua organizzazione sta portando avanti 137 differenti progetti di impiego delle tecnologie di intelligenza artificiale – la maggioranza dei quali con aziende IT della Silicon Valley.

È partita, in altre parole, la costruzione di un completo ecosistema di università e imprese, fondamentale per garantire agli Stati Uniti il dominio economico, ma soprattutto la supremazia militare. Un’iniziativa che, purtroppo, non trova uguale riscontro nelle politiche strategiche nazionali e comunitarie.

Foto: NGA, NASA e Nautilus Institute

 

Eugenio Santagata, Andrea MelegariVedi tutti gli articoli

Eugenio Santagata: Laureato in giurisprudenza presso l'Università di Napoli e in Scienze Politiche all'Università di Torino, ha conseguito un MBA alla London Business School e una LL.M alla Hamline University Law School. Da ufficiale ha ricoperto ruoli militari operativi per poi entrare nel settore privato dando vita a diverse iniziative nel campo dell'hi-tech. E' CEO di CY4Gate e Vice Direttore Generale di Elettronica. --- Andrea Melegari: Laureato in Informatica all'Università di Modena, è specializzato in tecnologia semantica a supporto dell'intelligence. Ha insegnato per oltre 10 anni all'Accademia Militare di Modena ed è Senior Executive Vice President, Defense, Intelligence & Security di Expert System. E' Chief Marketing & Innovation Officer di CY4Gate e membro del CdA di Expert System, CY4Gate e Expert System USA.

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