“Pasdaran Navy”: la seconda Marina Iraniana

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La Repubblica Islamica dell’Iran possiede una Marina Militare tradizionale, erede di quella imperiale fondata nel lontano 1923 ed oggi forte di circa 18.000 uomini, una decina tra corvette e fregate, unità leggere missilistiche (FAC) e alcuni sommergibili, tra cui tre ottimi “Kilo” di costruzione russa.

Le sue unità basate soprattutto nel Golfo di Oman esercitano missioni di sea control-sea denial negli accessi orientali del Golfo Persico rappresentando una minaccia non trascurabile in caso di contestazioni locali o crisi internazionali. A questa Marina è anche affidata una importante missione di presenza navale nel Mar Caspio con unità moderne ed efficienti.

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Accanto a questa marina classica l’Iran ha però una seconda organizzazione navale appartenente alle Guardie Rivoluzionarie Islamiche con particolari responsabilità nella difesa delle coste nazionali e delle isole nel Golfo Persico. Pur se la sua attività è logicamente coordinata con quella della Marina regolare, questa forza navale è totalmente indipendente per struttura, organizzazione, addestramento ed impiego.

La strategia marittima che la guida potrebbe assimilarsi alle idee ottocentesche del francese ammiraglio Teofilo Aube (foto sopra), considerato il fondatore della cosiddetta Jeune Ecole, che nel lontano 1874 propose una teoria strategica in cui le grandi navi erano considerate inutili, costose ed insicure, mentre una forza navale costituita da moltissime “torpediniere” poteva rendere impossibile il blocco delle proprie coste ed attaccare l’avversario nei porti o nei passaggi ristretti.

La IRGCN (Islamic Revolutionary Guard Corps Navy) sembra oggi rispondere proprio ai criteri della Jeune Ecole modernizzati dai sistemi tecnologici oggi disponibili.

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Questa “seconda” Marina Iraniana opera con circa 20.000 uomini, che armano oltre un migliaio di piccole imbarcazioni di limitato dislocamento ed autonomia, ma fortemente dotate di missili superficie-superficie di indiscussa pericolosità.

Specializzata nella cosiddetta guerra asimmetrica questa marina impiega dieci moto-missilistiche di costruzione cinese tipo “Houdong” dotate del pericoloso missile “C802”, a cui si aggiungono circa 46 unità di progetto nordcoreano o cinese dotate sia di siluri che di missili e velocità tra i 40 ed i 50 nodi.

Ancora più interessanti sono le centinaia di piccole imbarcazioni armate di mitragliatrici e di razzi, che utilizzate in massa possono rendere di fatto impercorribile il Golfo Persico al traffico mercantile, soprattutto quello delle petroliere, e creare situazioni di una certa pericolosità anche ad unità militari ben armate.

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La IRGCN è inoltre in grado di minare vaste zone di mare utilizzando sia unità di medie dimensioni appositamente attrezzate che le più piccole imbarcazioni minori in dotazione. Il possesso di alcune batterie costiere missilistiche incrementa notevolmente la capacità difensiva di questa organizzazione utilizzando sistemi d’arma basati su progetti cinesi (“C-802”, “C-701”. “HY-2” ed altri) ed anche sul nuovo missile antinave di progettazione nazionale “Qader”.

Alcuni elicotteri e mezzi speciali ad effetto superficie completano le dotazioni di questa forza navale. Reparti di Commandos fanno parte integrante della IRGCN fornendo una discreta capacità per operazioni d’incursione e di difesa delle piccole isole del Golfo.

La Marina delle Guardie rivoluzionarie ha una propria organizzazione indipendente da quella della Marina regolare con un suo quartier generale a Bandar Abbas, da cui dipendono cinque “distretti navali” (Shahid Bahonar, Bushehr, Bandar Mahshahr, Asaluyeh e Bandar Lengeh) con aree di responsabilità ben definite e che coordinano le operazioni delle unità assegnate coprendo in modo uniforme tutta la costa nazionale nel Golfo Persico.

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Logicamente anche il sistema per l’acquisizione delle armi e dei mezzi è totalmente indipendente anche se, forse, coordinato da Teheran per tutte e due le Marine.

L’addestramento del personale di questa seconda Marina è piuttosto curato sia attraverso l’Accademia Navale “Iman Khamenei” situata sul Mar Caspio e fondata nel 2015 sia mediante alcuni centri addestramento ed aree di esercitazione dotati anche di simulatori per addestrare al meglio gli equipaggi delle piccole unità. Uniformi e distintivi di grado sono totalmente diversi da quelli della Marina Militare quasi a testimoniare una voluta dimostrazione di indipendenza.

La recente pubblicazione dell’Office of Naval Intelligence (ONI) della Marina Statunitense, da cui sono tratte gran parte delle notizie da noi utilizzate, indica che la IRGCN dopo la riorganizzazione delle forze iraniane del 2007 “ha continuato a dotarsi di piccole, veloci piattaforme dotate di armamenti sofisticati, particolarmente adatte alla sua dottrina asimmetrica” dimostrando quindi come l’Iran abbia una sua interessante visione della strategia marittima.

Foto: Press TV e US Navy

Pier Paolo RamoinoVedi tutti gli articoli

L'ammiraglio Ramoino è Vice Presidente del Centro Universitario di Studi Strategici e Internazionali dell'Università di Firenze, Docente di Studi Strategici presso l'Accademia Navale di Livorno e cultore della materia presso la Cattedra di Storia delle Relazioni Internazionali dell'Università Cattolica del S. Cuore a Milano. Dal 1982 a tutto il 1996 ha ricoperto le cattedre di Strategia e di Storia Militare dell'Istituto di Guerra Marittima di Livorno, di cui è stato per dieci anni anche Direttore dei Corsi di Stato Maggiore. Nella sua carriera in Marina ha comandato diverse unità incluso il caccia Ardito e l'Istituto di Guerra Marittima.

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