Si conclude l’esercitazione NATO Trident Javelin 2017

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Si conclude oggi l’esercitazione NATO ”Trident Javelin 2017” che coinvolge i comandi NATO in Europa con l’obiettivo di testarne e migliorarne le componenti di comando e controllo in caso di attivazione di operazioni difensive.

L’esercitazione, che riguarda esclusivamente i posti comando, simula la condotta di un’operazione congiunta, in risposta a un’aggressione nei confronti di un Paese membro dell’Alleanza.

Per le sue caratteristiche non prevede ”lo schieramento di truppe” e si colloca in un contesto di operazioni previste dall’articolo 5 del Trattato NATO del 1949 (difesa collettiva dei territori e delle popolazioni degli Stati membri). Sono state simulate anche minacce cyber e ibride/terroristiche.

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L’esercitazione ha coinvolto tutti e tre i livelli della struttura militare NATO: il Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) in Belgio a livello strategico, il Joint Force Comand (JFC) di Brunssum nei Paesi Bassi, comandato dal generale italiano Salvatore Farina, a livello operativo, il NATO Land Command (LANDCOM) – Comando delle componenti terrestri, con sede a Izmir, in Turchia, che è schierato a Stavanger in Norvegia; il NATO Maritime Command (MARCOM) – Comando delle Forze Marittime, a Northwood, nel Regno Unito; il NATO Air Command (AIRCOM) – Comando delle Forze Aeree, con sede a Ramstein in Germania e il NATO Special Operations Headquarters (NSHQ) – Comando delle Forze Speciali con sede a Mons in Belgio.

All’esercitazione ha partecipato personale di staff di tutti i Paesi membri dell’Alleanza. In particolare per l’Italia sono presenti ”Command Responce Cell” del NATO Rapid Deployable Corp (NRDC) di Solbiate Olona, elementi del CIMIC Group di Motta di Livenza e del 2° Reggimento Psy Ops (operazioni Psicologiche) “Pavia” di Pesaro.

Un ruolo rilevante è stato svolto dal Joint Warfare Center (JWC) di Stavanger, Norvegia, che ha ideato lo scenario fittizio dell’esercitazione, denominato ”Skolkan 3”, che comprende una campagna militare per ripristinare l’integrità territoriale di un Paese Alleato invaso da forze nemiche.

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Il Comando responsabile dello svolgimento dell’esercitazione è il JFC di Brunssum, che oltre ad avere il compito della conduzione complessiva dell’attività, ha simulato il conseguimento degli obiettivi coordinando gli sforzi di tutte le componenti subordinate.

Intensa anche l’interazione con le nazioni ospitanti, Norvegia e Paesi Baltici, e le organizzazioni internazionali, governative e non governative, per addestrarsi il più realisticamente possibile, al fine di sostenere il compito fondamentale della NATO di difesa collettiva. La ”Trident Javelin”, dopo la serie di esercitazioni ”Brilliant”, conclude il processo di certificazione per gli elementi di comando e di controllo della ”Forza di risposta rapida” della NATO (NRF), che nel 2018 vedrà passare la responsabilità della fase di stand-by, dal comando JFC di Napoli a quello di Brunssum. Anche se non dichiarata ufficialmente, l’esercitazione era volta a simulare le risposta a un’aggressione russa contro i membri Orientali e Settentrionali dell’Alleanza Atlantica.

(con fonte comunicato SMD)

Foto NATO

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