Le perdite delle milizie sciite irachene nella guerra all’Isis

Iraqi government forces advance near al-Sejar village, north-east of Fallujah, on May 26, 2016, as they take part in a major assault to retake the city from the Islamic State (IS) group.
Tens of thousands of security forces are deployed in the Fallujah area for an assault aimed at retaking the city from the Islamic State group.
Fallujah, which lies only 50 kilometres (30 miles) west of Baghdad, has been out of government control since January 2014 and is one of only two remaining major Iraqi cities still in IS hands, the other being Mosul. / AFP PHOTO / AHMAD AL-RUBAYE

Le Unità di mobilitazione popolare, le milizie sciite irachene Hashd al-Shaabi che hanno affiancato l’esercito di Baghdad nella guerra al Califfato, hanno perso oltre settemila uomini e più di 21mila sono stati feriti nella guerra in corso dal 2014 contro il sedicente Stato Islamico (Is) in Iraq.

Lo ha dichiarato Qais al-Khazali, capo della milizia Asa’ib Ahl al-Haq, spiegando che 7.637 combattenti di Hashd al-Shaabi sono stati uccisi e 21.300 gravemente feriti. Solo Asa’ib Ahl al-Haq ha perso 956 dei suoi uomini e 2.743 sono stati feriti.

L’esercito iracheno non ha ancora fornito i dati sui militari che hanno perso la vita nella lotta all’Is, mentre i Peshmerga curdi hanno fatto sapere di aver perso oltre 1.800 soldati, mentre più di diecimila sono rimasti feriti.

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