Quattro idee per supportare la cyber security nazionale ed europea

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La inarrestabile sequenza di compromissioni e attacchi da parte degli hacker è una chiara dimostrazione di come le strategie nazionali ed europee di cyber security debbano essere profondamente ed immediatamente riviste.

Anche a fronte di massicci investimenti per aumentarne la sicurezza, i sistemi informatici sono (e resteranno sempre) “in parte insicuri”. Il peccato originale che ci condanna a questo status va ricercato nella natura stessa dei computer: si tratta di sistemi chiaramente vulnerabili.

Tutto ciò non sarebbe problematico se non avessimo già apprezzato ed adottato un futuro digitale.

È dunque convinta opinione di chi scrive che serva imprimere un ulteriore impulso alle numerose e meritevoli iniziative già attive a sostegno della cyber security.

Serve un segnale forte e immediato visto che, come ha recentemente sostenuto il ministro degli Interni Marco Minniti, “in questo settore l’Italia deve correre”.

Per recuperare rapidamente terreno servono azioni concrete, facili da implementare e soprattutto finalizzate a una strategia di medio lungo termine.

In questo senso, in una tavola rotonda nell’ambito del Festival della Diplomazia “Prìncipi e Princìpi” che si è svolto a Roma dal 19 al 27 Ottobre scorso, abbiamo presentato una proposta articolata in quattro punti principali.

  1. Detassazione degli investimenti in cybersecurity effettuati dalle piccole e medie imprese, se erogati da fornitori europei L’obiettivo è duplice: aumentare la sicurezza delle aziende più deboli e favorire il consolidamento di un comparto produttivo europeo della cybersecurity.
  2. Introduzione di un programma obbligatorio di educazione sulla protezione cibernetica, a partire dalle scuole elementari. Ogni giovane cittadino (che fin dall’infanzia è utente di strumenti digitali interconnessi con la Rete) deve possedere competenze in ambito di cyber security, almeno ad un livello base.
  3. Sostegno alla creazione di laboratori per i test di sicurezza degli apparati Internet of Things (IoT). Sempre più indosseremo, lavoreremo, vivremo con miliardi di dispositivi IoT, per cui diventa obbligatorio confidare sul fatto che siano conformi a criteri di sicurezza minimali.
  4. Implementazione di efficaci modelli di condivisione della conoscenza del settore cyber. Non si intende promuovere ancora una volta il solito mantra ma di stabilire norme precise che prevedano un interscambio obbligatorio tra personale del Governo, degli Istituti Accademici e delle aziende. Steve Jobs la chiamava “impollinazione incrociata”.

Il dibattito è aperto…

 

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Eugenio Santagata, Andrea MelegariVedi tutti gli articoli

Eugenio Santagata: Laureato in giurisprudenza presso l'Università di Napoli e in Scienze Politiche all'Università di Torino, ha conseguito un MBA alla London Business School e una LL.M alla Hamline University Law School. Da ufficiale ha ricoperto ruoli militari operativi per poi entrare nel settore privato dando vita a diverse iniziative nel campo dell'hi-tech. E' CEO di CY4Gate e Vice Direttore Generale di Elettronica. --- Andrea Melegari: Laureato in Informatica all'Università di Modena, è specializzato in tecnologia semantica a supporto dell'intelligence. Ha insegnato per oltre 10 anni all'Accademia Militare di Modena ed è Senior Executive Vice President, Defense, Intelligence & Security di Expert System. E' Chief Marketing & Innovation Officer di CY4Gate e membro del CdA di Expert System, CY4Gate e Expert System USA.

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