L’aeronautica indiana radia gli elicotteri Mil Mi8

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Si è conclusa lo scorso 17 dicembre dopo 45 anni di onorato servizio la carriera operativa degli elicotteri Mil Mi-8 in servizio con l’Indian Air Force.

Una grande cerimonia d’addio tenutasi presso la Yelhanka Air Force Station, ultima unità indiana a gestire questa piattaforma, ha visto una commossa partecipazione da parte dei veterani capeggiati dall’Air Chief Marshall, ex Comandante della IAF Fali Homi Major cresciuto professionalmente con l’Hip (nome in codice NATO del Mi-8) dal lontano 1972 e che ha effettuato un sorvolo, l’ultima missione del Mi-8, insieme ad altri ufficiali veterani della IAF.

Ospite principale per l’occasione l’Air Marshal Sreedhara Radha Krishnan Nair a capo del Comando di Addestramento della IAF e l’Air Marshal Jasjit Singh Kler, comandante della National Defense Academy della IAF nonché il più anziano pilota del Mi-8.

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Vera e propria spina dorsale dell’Aeronautica Militare Indiana, il “Pratap” (nome locale con cui è sempre stato chiamato in India il Mil Mi-8) ha costituito la punta di diamante nelle operazioni più disparate e a ricordarlo è stato lo stesso Air Marshal Nair durante il suo intervento.

“Sin da quando i rotori del Mi-8 hanno iniziato a volteggiare per la prima volta, il Pratap ha avuto un ruolo molto significativo in ogni angolo del nostro paese; dalla famosa Operazione Meghdoot per la conquista del ghiacciaio Siachen nella regione del Kashmir, passando per le isole Andamane e Nicobar e su tutte le isole litorali fino all’operazione “Pawan” di Peace Keeping in Sri Lanka. Che si tratti dei deserti dell’ovest o dell’estremo oriente, questo elicottero ha giocato un ruolo fondamentale nella vita quotidiana del paese pur operando nelle condizioni climatiche più disparate; non dimentichiamo l’aiuto fondamentale e i soccorsi alla popolazione colpita dall’inondazione di Chennai nel 2015. Inoltre – ha proseguito Nair – è l’unico velivolo che può vantare una presenza operativa in una missione indiana in Antartide”.

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Il Mil Mi-8 giunse in India nel 1971 ma fu formalmente inserito in dieci unità operative dal 1972 in poi. Da allora e fino al 1988 furono introdotti ben 107 esemplari che operarono persino in ruoli inconsueti come cannoniere volanti o posto di comando aviotrasportato.

Tecnicamente interessanti sono state le dichiarazioni rese alla stampa nazionale in occasione della cerimonia d’addio dall’Air Marshal PP Rajkumar che sul Mi-8 ha volato per più di 3000 ore.

“Probabilmente è stato il velivolo più efficiente della storia della nostra Aeronautica e non ho alcuna esitazione nel dire che l’elicottero più prodotto al mondo è stato un colosso in ogni senso. Il Mi-8 si è coperto di gloria e di ferite da proiettile nel Siachen, durante le operazioni di peacekeeping in Sri Lanka e in una missione delle Nazioni Unite in Congo, oltre a essere stato preso di mira anche dagli insorti nel Nord Est.

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Il legame emotivo che abbiamo forgiato col Pratap è molto forte – ha proseguito Rajkumar – perché molti di noi hanno iniziato a volare tanti anni fa, all’età di 20 ann,i e per questo motivo si sono indissolubilmente legati con questa macchina tanto che, per fare un esempio, conosco ingegneri che ricordano le matricole degli elicotteri su cui hanno lavorato per molto tempo dimenticando paradossalmente i nomi dei loro colleghi”.

“I Mi-8 furono introdotti nella IAF nel lontano 1972 e ci giunsero in container dall’ex URSS a Mumbai dove furono assemblati e testati da squadre miste russe e indiane prima di essere inviati alla loro prima unità di base ad Assam. Avere i russi a servizio del Mi-8 era un affare costoso e presto il nostro personale ne assunse la piena responsabilità sulla manutenzione completa.”

Ricorda a tal proposito l’Air Vice Marshal R. Somnath, un ingegnere che coi Mi-8 ha lavorato per decenni.

“I nostri ingegneri non erano secondi a nessuno. Hanno assemblato e configurato il Mi-8 per qualsiasi tipo di sortita: disastri ambientali, operazioni militari o trasporto VIP. Nel 1972 ad esempio furono modificati e preparati due Mi-8 per l’accordo di Shimla: uno doveva far volare il Presidente Zulfikar Ali Bhutto del Pakistan e sua figlia Benazir Bhutto e l’altro il Primo Ministro Indira Ghandi.

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I sedili originali furono sostituiti con delle comode poltrone prelevate dai Lockheed L-1049 Super Constellation che erano in via di dismissione. Otto sedili furono installati nei Mi-8 dopo accurate modifiche che resero quel volo VIP di 20 minuti da Chandigarh a Shimla un trasferimento decisamente più comodo e adatto alle autorità che trasportavamo”.

A proposito di voli VIP, l’Air Commodore RM Sridharan, che ha fatto volare molte prestigiose autorità tra cui Papa Giovanni Paolo II (che gli ha regalato un rosario dopo averlo personalmente benedetto) e Margaret Thatcher durante il ritiro CHOGM a Goa, ricorda il suo ultimo viaggio con Indira Gandhi.

Gli elicotteri decollati dalla base aerea saranno consegnati ad alcune istituzioni nazionali per la visualizzazione statica al fine di motivare i giovani indiani ad arruolarsi presso le Forze Armate del paese o per il posizionamento in appositi “gate guardian” presso alcune basi aeree.

Foto: Vedant Agarwil, Jimmy Vadia e Hindustan Times

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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