Il sud libico è nel caos tra Isis, mercenari ciadiani e Janjaweed sudanesi

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In Libia non è solo Isis a minacciare la sicurezza della popolazione e a preoccupare la comunità internazionale. Ma, soprattutto a sud, ci sono anche altre formazioni. Il sindaco esecutivo di Sabha Abu Saif, citato dai media locali, ha chiesto un intervento delle forze di sicurezza in città per eliminare organizzazioni di criminali straniere che operano nella zona. E non faceva riferimento al Daesh, ma ad altri, In particolare a mercenari facenti capo all’opposizione chadiana, che controllano alcuni edifici in città.

Incluso l’hotel Jabal. Tanto che hanno issato la bandiera nazionale sul tetto dell’albergo. Inoltre, i ribelli sudanesi Janjaweed dilagano tra Sabha e Ghadwa. A proposito Saif ha chiesto aiuto a tutti per cacciare le “forze di occupazione”. Non importa se a intervenire saranno le forze del Governo di Accordo Nazionale (GNA) o quelle dell’operazione Dignity del generale Khalifa Haftar.

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A peggiorare la situazione nel sud della Libia ci sono anche gli scontri interni tra fazioni e tribù. L’ultimo è avvenuto nelle scorse ore proprio a Sabha. Nella zona c’è grande tensione e nessuno dei leader locali è disposto a cedere su principi o territori mentre la criminalità dilaga tra traffici di esseri umani e droga.

Le autorità di Tripoli hanno sequestrato nei giorni scorsi 11 milioni di pillole di Tramadol (un oppiaceo sintetico, soprannominato la droga del combattente) nel porto di Misurata.

Non si sa a chi appartenessero, ma si sospetta Isis o gruppi criminali locali. Daesh non è nuovo all’impiego del farmaco per distribuirlo tra i jihadisti o venderlo al mercato nero, come i “concorrenti”. La differenza è che lo Stato Islamico usa i ricavati per finanziarsi, gli altri per profitto. Peraltro, sembra che il carico fosse destinato al sud della Libia. (Difesa&Sicurezza)

Foto AFP

 

Francesco BussolettiVedi tutti gli articoli

Nato a Roma nel 1974, lavora all'agenzia di stampa Il Velino. E' inviato di guerra embedded dal 2003, quando partecipò alla missione Antica Babilonia con l'Esercito Italiano in Iraq. Ha coperto sul campo anche i conflitti in Afghanistan (Enduring Freedom e Isaf) e Libano (Unifil), nonché quelli in Corno d'Africa (Eritrea, Etiopia e Somalia) e le principali attività della Nato al fianco delle forze armate di diversi paesi. E' ufficiale della Riserva Selezionata dell'Esercito, specialista Psy-Ops, e tra il 2012 e il 2013 ha prestato servizio a Herat nell'RPSE. Attualmente si occupa in particolare di cybersecurity.

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