Ka-226T nella gara indiana per gli elicotteri imbarcati

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Russian Helicopters, Rosoboronexport e la società indiana Hindustan Aeronautics Limited (HAL) firmeranno entro la fine del primo trimestre di quest’anno il contratto definitivo sulla joint-venture russo-indiana relativa alla realizzazione dell’elicottero Kamov Ka-226T di cui al precedente accordo stipulato nell’ottobre del 2016 e frutto di colloqui intercorsi tra i leader dei due paesi già dall’anno precedente.

Ricapitolando i dettagli dell’intesa si tratta dell’acquisto di 200 esemplari di Ka-226T per un valore superiore ad 1 miliardo di dollari. I primi 60 elicotteri dovranno essere realizzati in Russia dalla Kumertau Aviation Production Enterprise (KumAPP) controllata di Russian Helicopters, mentre i successivi 140 verranno costruiti su licenza in India dalla società HAL.

Scopo di Russian Helicopters non è ovviamente solo quello di consolidare un affare che sulla carta esiste già da qualche anno, ma anche quello di ottenere un vantaggio notevole per la gara d’appalto approvata lo scorso ottobre dal Consiglio della Difesa indiana relativa ad una maxi commessa di 111 elicotteri leggeri imbarcati per la Marina Indiana.

Secondo Andrey Boginsky CEO di Russian Helicopters infatti, Nuova Delhi potrebbe maggiormente beneficiare in caso di scelta del Ka-226T della potente sinergia con i 200 velivoli di cui al suddetto accordo senza contare inoltre che la holding russa avrebbe già sviluppato per l’occasione una modifica navalizzata del Ka-226T dotata di pale pieghevoli (già certificate in patria) e trattamento anti corrosione.

Evidente inoltre che una flotta composta da un solo tipo di elicottero significherebbe costi più bassi per la manutenzione e per la formazione dei suoi equipaggi e dei tecnici specialisti.

Poiché tuttavia le Forze Armate indiane sono inclini a diversificare gli acquisti in materia di armamenti provenienti non solo dalla Russia, ma anche dagli Stati Uniti e dall’Europa e poiché i dettagli della gara d’appalto prevedono l’acquisto di 11 esemplari realizzati dal costruttore e i rimanenti 95 da un partner indiano che fruirà anche dei trasferimenti di tecnologia, non è affatto detto che la scelta indiana possa ricadere ancora sul Ka-226T quanto piuttosto su un velivolo differente specie se lo scopo finale è quello di accrescere il know-how indiano, tutto sommato ancora distante rispetto a quello dei grandi costruttori mondiali russi, europei o americani.

Foto Oleg Chaplin/Jetphotos.net

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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