Berlino proroga le missioni e aumenta i militari all’estero

Germania Afgh foto Isaf

Il governo tedesco uscente ha deciso di estendere le missioni militari in cui il paese è impegnato, dal Mali all’Afghanistan a quelle in Iraq e Siria contro lo Stato Islamico, che vedono coinvolti 2.600 soldati della Bundeswehr  (meno della metà dei 6.200 militari italiani schierati oltremare) destinati a salire a circa 3.000 effettivi.

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La decisione è stata presa ieri nel corso dell”ultimo incontro programmato del governo uscente.

Il numero dei soldati impegnati in Afghanistan dovrebbe salire da 980 a 1300, in linea con le deteriorate condizioni di sicurezza del paese asiatico e con gli impegni assunti in ambito Nato e con gli Stati Uniti.

Nel rapporto annuale sulla situazione afghana non viene menzionata alcuna data di ritiro.

L’Afghanistan ha bisogno di “una presenza coerente e adeguata” della Nato per il prossimo futuro per rafforzare le forze di sicurezza locali, si legge nel rapporto.

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Pochi sono i progressi  fin qui riscontrati. Ad esempio, nelle forze di polizia ci sono ben 24 mila “agenti fantasma”, per i quali viene pagato uno stipendio grazie ai 4,1 miliardi di dollari annui donati per lo più dall’Occidernte a Kabul per sosteere le sue forze di sicurezza (120 milioni la quota finanziata ogni anno dall’Italia) ma che non lavorano effettivamente nelle forze di polizia.

Inoltre il rapporto afferma che la Nato ha ridotto la sua presenza troppo rapidamente negli anni scorsi.

Anche in Mali i militari tedeschi impegnati presso la missione dell’ONU MINUSMA aumenteranno, passando da mille a 1100 dopo la decisione di Berlino di sostenere la forza congiunta anti jihadisti dei Paesi africani del G5 Sahel.

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Le operazioni contro lo Stato Islamico verrà invece ridotta ma riguarderà un’area estesa all’intero Iraq e non più confinata al nord del paese.

Proseguiranno anche i voli di ricognizione su Iraq e Siria a partire da una base in Giordania dopo il ritiro, l’anno scorso, dei Tornado della Luftwaffe dalla base turca di Incirlik.

Passeranno da 190 a 650 i militari impegnati nella missione della Nato ”Sea Guardian” nel Mediterraneo e da 20 a 50 quelli schierati nella missione dell’Onu (UNMISS) in Sudan e Sud Sudan.

Foto:  Bundeswehr

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