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di Gianandrea Gaiani
2 febbraio - Pur senza raggiungere le dimensioni delle forze
(una portaerei nucleari, dodici navi, un centinaio di aerei ed
elicotteri e 13.000 soldati) messe in campo da Washington
l’Italia, è il Paese europeo maggiormente impegnato a fornire
aiuti alle popolazioni haitiane. La decisione del governo di
inviare nelle acque caraibiche la portaerei Cavour, con a bordo
truppe, medici e mezzi di soccorso, costituisce una risposta in
grande stile che ha scatenato polemiche spesso pretestuose .A
raggiungere Port-au-.Prince a bordo dell’ammiraglia della Marina
Militare italiana vi sono 200 alpini del 2° reggimento Genio,
specialisti delle trasmissioni, team sanitari italiani e
brasiliani, fanti addetti ai compiti di scorta e sicurezza,
carabinieri e tecnici per il coordinamento delle attività aeree.
Sbarcati i jet Harrier e buona parte degli elicotteri, la Cavour
ospiterà nel suo grande hangar 40 mezzi pesanti quali gru,
autocarri, bulldozer e 6 elicotteri che consentiranno di
evacuare feriti e profughi oltre a trasferire materiale e team
di soccorso fin nell’interno dell’isola. La decisione di dare il
via all’operazione “White Crane” offre alla nuovissima
portaerei, la prima nella storia navale italiana, l’occasione di
evidenziare la versatilità con la quale è stata progettata e
costruita da Fincantieri per far fronte a missioni diversificate
incluse quella di nave comando e di soccorso in risposta a
eventi naturali catastrofici. Un ruolo leader per l’Italia nella
gestione dell’emergenza offuscato dalla gaffe del
sottosegretario Guido Bertolaso che ad Haiti ha lanciato un
attacco alla macchina dei soccorsi Usa che non ha molto senso,
ha messo in imbarazzo l’Italia e creato un’inutile e un po’
ridicola contrapposizione con Washington. Inutile perché
l’obiettivo è soccorrere la popolazione in ginocchio per un
cataclisma senza precedenti che pone enormi problemi logistici
anche all’imponente sforzo militare statunitense. Ridicola
perché per criticare l’intervento degli Usa bisognerebbe saper
fare di più e meglio di Washington. La missione della nave più
potente (e costosa) della nostra Marina Militare ha poi ridato
fiato a quanti ritengono superflua la portaerei italiana.
....continua
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