Gli anglo-americani sospendono gli aiuti ai ribelli siriani

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Washington e Londra hanno sospeso gli aiuti ai ribelli nel nord della Siria dopo l’offensiva dei gruppi jihadisti contro l’Esercito Siriano Libero nella regione. Gli anglo-americani fornivano ufficialmente aiuti logistici ed equipaggiamenti non letali all’opposizione che combatte il regime di Bashar al Assad e, sotto la gestione della CIA, anche armi dirette alle milizie dell’Esercito Siriano Libero (ESL), ritenuto filo-occidentale e composto in buona parte da disertori sunniti delle forze di Damasco.La decisione di sospendere gli aiuti è stata determinata dalla conquista della grande base logistica di Bab al-Hawa , vicino al confine turco, che i jihadisti hanno strappato con le armi all’ESL impossessandosi di ingenti quantitativi di armi e munizioni. La sospensione degli aiuti non riguarda (per ora) il fronte sud dove i miliziani dell’ESL vengono addestrati ed equipaggiati da consiglieri militari statunitensi nei campi istituiti in Giordania.

La sospensione degli aiuti militari evidenzia come ormai la rivoltra contro il regime abbia assunto una matrice completamente islamista in mano alle brigate legate ai Fratelli Musulmani, alle milizie salafite e ai gruppi qaedisti del Fronte al-Nusra e dello Stato Islamico di Iraq e Siria. In novembre è stato  istituito un nuovo organismo militare, il Fronte islamico, che ha riunito sei movimenti jihadisti con l’obiettivo di istituire il Califfato in Siria e che ha raccolto anche numerose brigate staccatesi dall’ESL. Consapevole di essere condannato all’estinzione senza gli aiuti occidentali, l‘ESL ha criticato la decisone definendola frettolosa e sbagliata: “Speriamo che i nostri amici ci ripensino e aspettino alcuni giorni perché le cose si chiariscano”, ha osservato il portavoce, Louay Meqdad.

Foto: Syrian Observatory for Human Rights via AP video e Reuters/Raed Al-Fares/Shaam News Network

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