Si rafforza nei cieli la cooperazione tra sauditi e Sudan

Military personnel walk past the flags of Saudi Arabia and Sudan as Sudan's President Omar Ahmed al-Bashir attends the final training exercise between the Saudi Air Force and Sudanese Air Forces at Merowe Airport in Merowe, Northern State, Sudan April 9, 2017. REUTERS/Mohamed Nureldin Abdallah - RTX34SBQ

Il Sudan, fino a due anni or sono alleato dell’Iran, è oggi un partner africano di prima importanza per l’Arabia Saudita che sostiene sia nel conflitto siriano contro Bashar Assad sia nella guerra in Yemen contro i ribelli sciti Houthi.

Nelle operazioni della coalizione a guida saudita in Yemen operano tre battaglioni meccanizzati sudanesi (2mila militari trasferiti ad Aden dal porto eritreo di Assab a bordo di navi da trasporto degli Emirati Arabi Uniti) e, a rotazione, una coppia dei 12 Sukhoi Su-24M acquistati nel 2013 dalle forze aeree della Bielorussia.

Ryad ha schierato nella base aerea di Meroe, 350 chilometri a nord di Khartoum, caccia F-15 e Typhoon per effettuare 12 giorni di esercitazioni congiunte denominate “Blue Shield” con le forze aeree sudanesi che hanno messo in campo uno squadron di Mig 29 e uno di Sukhoi Su-25.

Nei giorni scorsi l’agenzia di stampa russa Sputnik ha reso noto che il Sudan acquisterà un numero imprecisato (ma almeno una quindicina per equipaggiare uno squadrone) di nuovi caccia Sukhoi Su-35 Mosca.

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L’esercitazione “Blue Shield” ha confermato la volontà di operare congiuntamente e gli stretti rapporti tra i due Paesi bagnati dal Mar Rosso e che riguardano non solo la sfera militare ma anche quella economica con importanti investimenti sauditi nel Paese africano.

Nel gennaio scorso l’esercitazione “Falak 2” ha visto le forze navali saudite e sudanesi operare insieme nel Mar Rosso simulando operazioni anfibie e di controllo del traffico mercantile per prevenire e intercettare il contrabbando di armi, tematica che si inserisce nel conflitto yemenita in cui l’Iran è accusato da Ryad di fornire armi alle milizie Houthi.

Nel febbraio 2016 aerei sudanese avevano partecipato alla grande esercitazione dei Paesi del Gulf Cooperation Council (le monarchie sunnite del Golfo) “North Thunder” cui avevano aderito anche le aeronautica giordana, pakistana ed egiziana.

Per le Reali Forze Aeree Saudite il rischieramento in Sudan di reparti aerei da combattimento rappresenta un test rilevante e un importante passo in termini addestrativi considerate le ambizioni di potenza regionale di Ryad.

Il Rapporto israeliano IPS/Herzlya sull’alleanza tra Arabia Sadita e Sudan

Foto Reuters

 

 

 

 

 

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