Il Rapporto FlightGlobal 2026: aeronautiche e velivoli militari nel mondo

 

Come di consueto, anche quest’anno è stato pubblicato il rapporto emesso dal FlightGlobal International nell’ambito del dossier World Air Forces 2026.

Nella tabella complessiva della cosiddetta “Global military fleet” gli aerei da combattimento statunitensi, russi e cinesi rappresentano nell’insieme ben il 40% dell’intera flotta globale militare che registra tuttavia un decremento complessivo dei velivoli militari di tutte le tipologie pari a 52.231, con 411 velivoli in meno rispetto allo scorso anno (che ricordiamo aveva toccato quota 52.642 unità), per un valore negativo dello 0,78%.

Anche quest’anno, come lo scorso anno, la classifica delle prime 10 Forze Aeree al mondo per numero di “aerei da combattimento” in servizio non riporta nessuna nazione europea ed è saldamente guidata da Stati Uniti (2.718) seguita da Cina e Russia rispettivamente con 1.814 (231 velivoli in più rispetto allo scorso anno) e 1.559 velivoli; a seguire India (600), Corea del Nord (455), Pakistan (421), Arabia Saudita (364), Corea del Sud (340), Egitto (332) e Israele (che subentra a Taiwan) con 284 aerei.

Nel dettaglio, la top ten della tipologia di velivoli più attivi nella suddetta categoria degli aerei da combattimento (dunque caccia, cacciabombardieri, intercettori e aerei d’attacco), vede sul posto più alto del podio, ancora stabile, l’F-16 con 2.102 esemplari pari al 15%; anche il secondo posto della classifica è ancora saldamente in mano alla famiglia dei caccia multiruolo russi Sukhoi Su-27/30/34/35 con 1.299 “Flanker” presenti nelle varie Forze Aeree (pari al 9% della flotta globale), seguìto anche quest’anno, sempre al terzo posto, dall’F-15 con 897 unità (6%).

Subentra quarto in classifica salendo di ben due posti rispetto allo scorso anno l’F-35 con 883 esemplari, seguito dall’F/A-18 con 874 esemplari e dal MiG-29 con 728 esemplari (comprensibilmente 50 esemplari in meno dello scorso anno visto l’oneroso impegno nella guerra in Ucraina che ha visto la richiesta di “Fulcrum” da parte di Kiev diretta ad altri Paesi).

Chiude la top ten nello stesso ordine dello scorso anno, dal 7° al 10° posto, il cinese J-7/F-7 (649), l’Eurofighter Typhoon (528) e a concludere il duetto di produzione sovietico-russa Sukhoi Su-24 (383) e Sukhoi Su-25 (371) già da quasi quatto anni entrambi assiduamente impegnati nell’attuale conflitto tra Mosca e Kiev.

Esce dalla categoria “Aerei da impiego speciale” l’Ilyushin Il-18 che da diversi anni compariva decimo nella top ten, quest’anno scalzato dal Dornier 228 e nuovo vertice toccato dai Boeing 737 con 195 velivoli che scalzano i King Air con 166 unità.

Alla voce “Aerotanker” l’Ilyushin Il-78 “Midas” conferma il quinto posto con 34 esemplari nella classifica sempre guidata dagli americani KC-135 con ben 385 velivoli.

Nella categoria “Aerei da trasporto” comandata dai C-130 Hercules con 824 velivoli, confermano quinto, sesto e settimo posto rispettivamente l’Ilyushin Il-76 con 231 esemplari seguìto da Antonov An-24/26 (213) e An-30/32 (136 esemplari in servizio).

La categoria elicotteri da combattimento, infine, capeggiata dagli americani S-70/SH-UH-60 con 3.962 esemplari, vede al secondo posto l’immancabile Mil Mi-8/17 “Hip” con 2.740 velivoli e il Mil Mi-24/35 “Hind” al sesto posto con 892 unità, anch’essi severamente impegnati nel conflitto tra Mosca e Kiev dal 2022.

I prodotti russi si collocano ancora sul podio per tutte le specifiche categorie di flotte aeree militari comunque tutte capeggiate dagli Stati Uniti; nel dettaglio, oltre al già citato terzo posto nella categoria “aerei da combattimento”, abbiamo:

  • – secondo posto nella categoria “Special mission”” (7% del totale globale);
  • – terzo posto con 18 velivoli nella categoria “Aerotanker” (2% del totale globale), come lo scorso anno alle spalle dell’Arabia Saudita e con una differenza di soli quattro velivoli;
  • – secondo posto nella categoria “Aerei da trasporto” con 458 mezzi (11% del totale globale);
  • – secondo posto nella categoria “Elicotteri da combattimento” con 1.535 velivoli totali (8% del totale);
  • – scende al terzo posto scalzata dal Pakistan (563 unità) nella categoria “Aerei da addestramento” con 530 aerei (5% del totale globale).

In conclusione il confronto tra le Forze aeree del mondo per numero complessivo di velivoli di tutte le categorie vede gli Stati Uniti saldamente al primo posto con 13.033 velivoli (25%), seguita dalla Russia con 4.237 (8%) e dalla Cina con 3.259 (7%); a seguire India (2.183), Corea del Sud (1.540), Giappone (1.429), Pakistan (1.397), Turchia (1.101), Egitto (1.088) e infine – unica potenza europea – la Francia con 973 aerei.

Foto Flight Global, Forze Armate Russe e US Dept .of War

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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