“Noccioline” e altri ordigni per la rappresaglia di Mosca contro Kiev

La Russia risponde all’attacco dei droni ucraini alla residenza di Vladimir Putin nella regione di Novgorod (attacco negato da Kiev) ma forse anche ai recenti attacchi ucraini e sequestri statunitensi di alcune navi della sua “flotta ombra” e alla decisione dei “volenterosi” europei di inviare truppe in Ucraina dopo un eventuale (oggi improbabile) accordo di pace.
Sul mare i russi hanno colpito due navi dirette in porti ucraini. Durante il viaggio verso il porto di Chornomorsk” sul Mar Nero, “un drone d’attacco russo ha colpito una nave civile battente bandiera straniera di Saint Kitts e Nevis, che stava navigando per caricare grano all’interno del corridoio marittimo ucraino. Secondo le prime informazioni, ci sono dei feriti”, ha scritto su Telegram Oleksiy Kuleba, vice primo ministro per la Ricostruzione dell’Ucraina. “La navigabilità della nave non è compromessa, è in movimento e si sta dirigendo verso il porto più vicino”.
“Anche nei pressi del porto di Odessa è stata colpita una nave battente bandiera delle Isole Comore, che trasportava soia. A seguito dell’attacco, purtroppo, è deceduto un membro dell’equipaggio, cittadino siriano”.
Per Kuleba si tratta di un terribile crimine di guerra, ma sembra costituire la risposta ai recenti attacchi di droni ucraini contro navi mercantili nel Mar Nero e nel Mar Egeo.
La rappresaglia russa più potente ed efficace, anche dal punto di vista della deterrenza, ha visto però il lancio di un missile balistico ipersonico a medio raggio Oreshnik nell’ambito dell’ennesima offensiva notturna con missili e droni contro infrastrutture strategiche civili e militari ucraine.
Una serie di esplosioni è stata udita la sera dell’8 gennaio a Leopoli, dopo l’attivazione di un allarme aereo. Il capo dell’amministrazione militare regionale Maksym Kozytskyi ha poi confermato che un’infrastruttura critica era stata colpita nella regione di Leopoli.
La seconda volta dell’Oreshnik
La Russia ha colpito “obiettivi strategici” in Ucraina nella notte utilizzando il missile ipersonico Oreshnik (nocciolina), ha annunciato il Ministero della Difesa russo in una nota. Gli attacchi, il cui numero esatto e i cui obiettivi non sono stati specificati, sono stati effettuati “in risposta all’attacco terroristico perpetrato dal regime di Kiev” contro la residenza di Vladimir Putin a fine dicembre.
Secondo la ricostruzione dell’Institute for the Study of the War statunitense (ISW), l’’Aeronautica ucraina aveva emesso un’allerta missilistica in tutta l’Ucraina intorno alle 23:30 a causa della minaccia di un lancio di un missile balistico russo da Kapustin Yar (dove la Russia avrebbe immagazzinato i missili Oreshnik e presunto sito di lancio del primo attacco russo Oreshnik contro l’Ucraina nel novembre 2024) e ha rilevato esplosioni nell’Oblast’ di Leopoli.

Il servizio ucraino della BBC ha dichiarato che canali di monitoraggio non ufficiali hanno segnalato attività di lancio presso il sito di lancio missilistico di Kapustin Yar nell’Oblast’ di Astrakhan. I canali ucraini e gli account X hanno segnalato che i canali Telegram di monitoraggio ucraini suggerivano che le forze russe avrebbero condotto un attacco cOn missili Oreshnik.
Una fonte ucraina di Telegram ha pubblicato un filmato che mostra diverse esplosioni in rapida successione che potrebbe indicare l’impatto delle 6 testate del missile.
Mosca non ha specificato dove abbia colpito l’Oreshnik, ma media russi e blogger militari hanno affermato che il bersaglio era un impianto sotterraneo di stoccaggio di gas naturale nella regione di Leopoli, vicino a Stryi.
il deposito sotterraneo di gas di Bilche-Volitsko-Uhersky, che ha una capacità di 17,05 miliardi di metri cubi, ovvero oltre il 50% della capacità totale di tutti i depositi in Ucraina (nella mappa sotto) ed è il secondo più grande sito di stoccaggio sotterraneo di gas naturale in Europa.
L’infrastruttura, gestita da Ukrtransgaz, costituisce (o forse costituiva) un elemento strategico per la sicurezza energetica dell’Ucraina e dell’Europa, facilitando l’accumulo di riserve di gas durante l’estate per l’uso invernale e supportando il transito del gas verso i mercati europei.

Le autorità ucraine hanno affermato che le strutture civili e gli edifici residenziali non hanno subito danni ma sono state registrate interruzioni della distribuzione di gas nella regione di Leopoli.
L’Oreshnik, missile balistico ipersonico con capacità nucleare, si ritiene possa raggiungere bersagli fino a 5.500 chilometri di distanza e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha confermato che diversi missili di questo tipo sono stati schierati anche in Bielorussia.
Il Comando Ovest dell’Aeronautica ucraina ha rivelato che il missile ha colpito il bersaglio a una velocità di 13.000 chilometri orarti (Mach 10), cioè 3,6 chilometri al secondo: di fatto non è intercettabile da nessun sistema di difesa aerea oggi in servizio.
Le reazioni
La massiccia campagna di bombardamenti notturni in Ucraina, incluso l’attacco con il missile ipersonico Oreshnik, ha lo scopo di “mettere alla prova” gli alleati dell’Ucraina, secondo il ministro degli Esteri ucraino. “Un simile attacco vicino al confine tra l’Unione europea e la Nato rappresenta una seria minaccia per la sicurezza del continente europeo e un test per l’alleanza transatlantica“, ha commentato Andrii Sybiha sui social.

“Gli attacchi russi costituiscono un’escalation inaccettabile” hanno detto il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ieri hanno avuto un colloquio telefonico a seguito della riunione della “coalizione dei volenterosi” del 6 gennaio a Parigi.

La portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo Maria Zakharova ha risposto l’8 gennaio al piano per il dispiegamento di una forza multinazionale in Ucraina al fine di garantire un futuro cessate il fuoco.
Zakharova ha ribadito che la Russia considererà gli schieramenti militari occidentali in Ucraina come un “intervento straniero” che rappresenterà una “minaccia diretta” alla sicurezza della Russia e come “legittimi obiettivi di combattimento” per l’esercito russo.
L’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Kaja Kallas, condannando il lancio di un missile Oreshnik, ha detto che “i Paesi dell’Ue devono attingere maggiormente alle loro scorte di difesa aerea e fornire immediatamente gli aiuti necessari” all’Ucraina.
“Kaja non è molto brillante né bene informata, ma anche lei dovrebbe sapere che non ci sono difese aeree contro il missile ipersonico Oreshnik, con una velocità di Mach 10”, ha scritto su X Kirill Dmitriev, consigliere presidenziale russo per gli investimenti stranieri e negoziatore con gli Stati Uniti.
Bombardamenti in profondità
Circa la più ampia offensiva condotta la notte tra l’8 e il 9 gennaio con missili balistici, da crociera e droni, il ministero della Difesa russo ha reso noto che “sono stati colpiti gli impianti di produzione di droni utilizzati durante l’attacco terroristico” contro una residenza del presidente russo Vladimir Putin, “nonché le infrastrutture energetiche che garantiscono il funzionamento del complesso militare-industriale ucraino. Qualsiasi azione terroristica da parte del regime criminale ucraino non resterà impunita”.
Il ministero ha annunciato inoltre che “è stato inflitto un attacco massiccio con armi di precisione a lungo raggio, sia terrestri che navali, incluso il complesso missilistico terrestre mobile a medio raggio Oreshnik, nonché con droni d’attacco, contro obiettivi di importanza critica sul territorio dell’Ucraina. Tutti gli obiettivi dell’attacco sono stati raggiunti”.

L’Aeronautica Ucraina ha riferito che i russi hanno lanciato 36 missili e 242 droni, rivendicando di aver abbattuto 226 droni e 18 missili.
I blogger militari russi di AMK Mapping hanno reso nota la lista dei missili lanciati:
~10 missili balistici Iskander-M lanciati da installazioni OTRK a nord-ovest di Klintsy, Oblast’ di Bryansk.
~2 missili balistici Iskander-M lanciati da un’installazione OTRK nelle vicinanze della città di Bryansk, Oblast’ di Bryansk.
~8 missili da crociera Kalibr lanciati dalla fregata “Admiral Makarov” nella baia di Novorossiysk, Territorio di Krasnodar.
~8 missili da crociera Kalibr lanciati dalla fregata “Admiral Essen” nella baia di Novorossiysk, Territorio di Krasnodar.
~6 missili da crociera Kalibr lanciati dal sottomarino “Varshavyanka” nelle acque del Mar Nero, al largo di Capo Myshkako, Territorio di Krasnodar.
~1 missile balistico a corto raggio Oreshnik lanciato dal poligono di prova di Kapustin Yar, nell’oblast’ di Astrakhan.

Tra i principali obiettivi colpiti vi sono:
- Centrale termoelettrica CHP-5, Oblast’ di Kiev (50.39403, 30.56928) da ~6 Kalibr e ~4 Iskander-M.
- Centrale termoelettrica CHP-4, Oblast’ di Kiev (50.44693, 30.64255) da ~2 Kalibr.
- Centrale termoelettrica CHP-6, Oblast’ di Kiev (50.53188, 30.66309) da ~5 Kalibr e ~6 Iskander-M.
- Infrastruttura sotterranea per il gas nell’Oblast’ di Leopoli da 1 missile balistico a raggio intermedio Oreshnik.
- Obiettivo sconosciuto vicino al confine regionale Kherson-Nikolaev da circa 6 Kalibr.
- Obiettivo sconosciuto a sud-ovest di Kiev da circa 2 missili Iskander-M.
Le ultime dal fronte
Sui campi di battaglia l’Esercito Russo ha annunciato ieri di aver assunto il controllo del villaggio di Zelenoe nella regione di Zaporizhia.
“Unità del 394° Reggimento Fucilieri Motociclisti della 127ª Divisione Fucilieri Motociclisti della 5ª Armata e della Brigata Fucilieri Motociclisti Vostok, avanzando in direzione nord-ovest, hanno continuato a bonificare l’area fortificata di Gulyaypole delle Forze Armate Ucraine e, durante le operazioni d’assalto, hanno liberato l’area popolata di Zelenoe. L’area di difesa nemica di oltre 8 chilometri quadrati è stata presa sotto controllo”, si legge nel comunicato.

“Il nemico, con le forze dei gruppi d’assalto separati del 425° e 225° reggimento, ha lanciato 5 contrattacchi con l’obiettivo di riconquistare le posizioni perse, ma senza successo. Secondo i dati disponibili, le perdite delle forze ucraine ammontarono a una compagnia di personale e 3 veicoli corazzati da combattimento”.
La conquista di Zelenoe contribuisce all’espansione della testa di ponte sulla riva occidentale del fiume Gaychur, creando le condizioni per un’ulteriore offensiva in direzione ovest.

Nella regione di Donetsk, secondo quanto riferito da fonti citate da blogger militari russi, l’esercito di Mosca sta lanciando un assalto a Svyatogorsk, posizione chiave per raggiungere le roccaforti ucraine di Slovyansk-Kramatorsk.
La conquista di Svyatogorsk aprirebbe la porta a una manovra aggirante alle spalle di Slovyansk con l’obiettivo di tagliare le linee logistiche, secondo quanto rivela il canale Telegram Rybar.
Riflessioni politiche
Sul versante politico il presidente del consiglio italiano Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno, ha affermato che “credo sia arrivato il momento che l’Ue parli con la Russia altrimenti il contributo positivo che può portare è limitato. Il problema è decidere chi deve farlo. Non bisogna andare in ordine sparso, altrimenti si farebbe un favore a Putin. Sono molte le voci che parlano e per questo sono stata sempre favorevole a un inviato speciale dell’Europa”, ha aggiunto.

Immediata la risposta di Mosca. Kiril Dmitriev su X ha scritto che “un dialogo rispettoso è sempre positivo” mentre soddisfazione è stata espressa da un comunicato della Lega, alleato di governo che ha sempre sostenuto la necessità di negoziare con la Russia.
“Bene invitare l’Unione Europea a parlare con la Russia come auspicato da sempre dalla Lega: la pace si sigla con il dialogo e non con bombe e sanzioni”.
Da Forza Italia il portavoce Raffaele Nevi ha dichiarato che “per arrivare alla pace bisogna parlare con tutti”.
Se è forse presto per parlare di una svolta dell’Italia nella crisi con la Russia, vale però la pena registrare le ultime sensazionali dichiarazioni rilasciate da Donald Trump.
A un giornalista che gli ha chiesto se considerasse un raid per sequestrare il presidente russo Vladimir Putin, sul tipo di quello che ha portato all’arresto del leader venezuelano Nicolas Maduro, Trump ha risposto allontanando l’ipotesi: “Non penso sarà necessario, ho da sempre una buona relazione con Putin”.
Circa i negoziati per la pace il presidente degli Stati Uniti ha detto che il conflitto tra Russia e Ucraina “verrà risolto“, ma nel frattempo “gli Stati Uniti stanno facendo molti soldi, vendendo armi agli alleati della NATO”.
Foto: Anadolu, Ukrtransgaz, Casa Bianca RvVoenkor, Governo Italiano e TASS
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Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli
Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane", “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” e "L'ultima guerra contro l’Europa". Presso il Ministero dell’Interno ha ricoperto dal 2018 l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza di due ministri e un sottosegretario.







