Venezuela: gli Usa giocano con il fuoco alle porte di casa. Gaiani a “Il Contesto”

Dall’aula di tribunale di New York in cui è stato trascinato in seguito al rapimento a suo danno da parte delle forze armate statunitensi, l’ex presidente venezuelano Maduro si è dichiarato “non colpevole”. In Venezuela, nel frattempo, la vicepresidente Delcy Rodriguez è stata investita dalla Corte Suprema di Caracas del ruolo di presidente ad interim.
«Se Delcy Rodriguez non fa quello che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro», ha dichiarato il presidente Trump in un’intervista a «The Atlantic».
Qualche giorno prima, aveva spiegato che l’azione militare contro il Venezuela rappresenta un avvertimento per chiunque intenda minacciare la sovranità degli Stati Uniti, i quali si impegneranno a garantire che il loro dominio nell’emisfero occidentale non venga mai più messo in discussione. Secondo Trump, gli Stati Uniti «governeranno il Paese finché non saranno nelle condizioni di realizzare una transizione sicura e giusta.
Non possiamo correre il rischio che qualcun altro prenda il potere in Venezuela senza avere a cuore gli interessi dei venezuelani». Un punto risulta cruciale: «tutte le figure politiche e militari in Venezuela dovrebbero capire che quello che è successo a Maduro può succedere anche a loro, e succederà anche a loro se non saranno giuste e corrette anche con il loro popolo».
Trump ha quindi minacciato apertamente sia Cuba che la Colombia, affermando che «se vivessi a L’Havana e fossi al governo, sarei preoccupato», e che il presidente colombiano Gustavo Petro dovrebbe «guardarsi il culo». Anche il Messico è stato preso di mira da Trump, il quale ha affermato che il Paese è governato dai cartelli della droga anziché dalla presidente Claudia Sheinbaum, a cui egli stesso avrebbe proposto più volte un’operazione militare statunitense per risolvere la questione.
Nemmeno l’Iran è stato risparmiato. Trump ha minacciato un intervento armato contro la Repubblica Islamica qualora le autorità di Teheran reprimessero le manifestazioni di piazza attualmente in corso. L’inquilino della Casa Bianca è infine tornato sul delicato tema della Groenlandia, di cui ha invocato l’annessione in quanto vitale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Ne parliamo assieme a Gianandrea Gaiani, giornalista, saggista e direttore della rivista «Analisi Difesa».
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