Altri 11 F-35A “europei” per il Belgio

Il Ministro della Difesa belga, Theo Francken, ha confermato il 16 febbraio che durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco il Belgio ha confermato l’opzione per ulteriori 11 aerei da combattimento F-35A.
L’ordine e il relativo contratto verranno firmati quest’anno portando così da 34 a 45 il numero complessivo di velivoli di 5a generazione in dotazione alle forze aeree belghe che valutano di assemblare i velivoli presso la base aerea italiana di Cameri che ospita lo stabilimento FACO gestito da Leonardo e Lockheed Martin.
Un escamotage che porterebbe vantaggi anche all’Italia ma che soprattutto permetterebbe paradossalmente al Belgio di accedere ai fondi della UE per ampliare il Programma F-35 con l’acquisto di altri aerei statunitensi.
Come evidenzia Jérôme Brahy su Army Recognition, al Programma F-35A le aziende belghe forniscono componenti strutturali, raccordi in titanio, elementi di coda orizzontali, longheroni della fusoliera, componenti del motore e software logistico.

Francken ha sottolineato che gli F-35A aggiuntivi dovrebbero essere il più possibile “di produzione europea” grazie all’assemblaggio finale a Cameri che già assembla e collauda gli F-35 italiani e olandesi ma è davvero impresa ardua anche per un ministro definire i caccia stealth di Lockheed Martin “prodotto europeo” solo perché vengono assemblati in Europa dove nelle diverse nazioni viene realizzato quasi il 30% dei componenti strutturali dell’F-35A.
In Belgio sono coinvolte nel programma SABCA, Asco Industries, Sonaca e ILIAS Solutions mentre BMT Aerospace e Safran Aero Boosters hanno firmato accordi con Pratt & Whitney per la produzione di componenti del motore.
Ciò detto l’F-35 rimane un sistema d’arma interamente statunitense, dipendente da Washington per l’aggiornamenti del software, l’intera catena di approvvigionamento e l’integrazione di armamenti specifici. Assemblare gli F-35 o produrre cassoni alari, fusoliere, carrelli e altre componenti strutturali in Europa non riduce la dipendenza strategica da Washington né rafforza la “sovranità europea”.
Il contratto di fornitura per i primi 34 F-35A belgi, preferiti nel 2018 a Dassault Rafale ed Eurofighter Typhoon, è stato firmato nell’aprile 2020 tramite il meccanismo statunitense Foreign Military Sales (FMS), con un valore stimato tra 3,6 e 4 miliardi di euro, incluso il supporto fino al 2030. I nuovi 11 aerei comporteranno almeno un miliardo di euro in più di costi per l’acquisto e gonfieranno i costi previsti per la gestione della flotta.
Le spese più ampie del programma, che includono infrastrutture, simulatori, addestramento e supporto a lungo termine, sono state stimate fino a 6,5 miliardi di euro per l’intero ciclo di vita. Il costo di acquisizione per unità è stato stimato in circa 76 milioni di euro al momento della firma.
Il ministero della Difesa belga sta investendo 275 milioni di euro nell’ammodernamento delle infrastrutture di Florennes e Kleine Brogel a supporto delle operazioni degli F-35. La modernizzazione include nuovi hangar, rifugi rinforzati per gli aerei, strutture di manutenzione per sei F-35, sedici piazzole di sosta coperte, zone di allerta rapida, centri di pianificazione delle missioni, installazioni di collegamento dati sicuro, edifici per simulatori avanzati e alloggi ristrutturati per piloti e tecnici.
Gli F-35A belgi hanno anche compiti di strike nucleare in ambito NATO imbarcando le bombe nucleari statunitensi B61-12 dislocate sulla base di Kleine Brigel in un numero che Army Recognition stima tra 10 e 15 ordigni.
I primi tre F-35A belgi sono arrivati alla base aerea di Florennes il 13 ottobre 2025, dopo un volo transatlantico da Fort Worth, in Texas, che includeva diverse operazioni di rifornimento in volo supportate da un tanker Airbus A330. Un quarto velivolo è rimasto temporaneamente alla base aerea di Lajes, nelle Azzorre, a causa di un guasto ma ha raggiunto Florennes il 24 ottobre scorso.
Altri 8 F-35A belgi sono di stanza nella base aerea di Luke, in Arizona, per la conversione dei piloti e l’addestramento avanzato, nell’ambito di un programma congiunto con personale statunitense e delle nazioni partner del Programma F-35.
L’Aeronautica Belga prevede di trasferire 30 dei sui 45 vecchi F-16 all’Ucraina a partire da quest’anno anche se la transizione dagli F-16 agli F-35 durerà diversi anni e gli ultimi 11 velivoli potrebbero non entrare in servizio prima del 2031.

Gli F-35A belgi sono nella configurazione Technology Refresh 3 (TR-3), che aumenta la potenza di elaborazione, le prestazioni del display e la memoria di bordo per consentire futuri aggiornamenti del Block 4. Il velivolo dispone del radar AESA AN/APG-81, la suite di guerra elettronica AN/ASQ-239 e di un motore Pratt & Whitney F135-PW-100 che genera fino a 43.000 libbre di spinta.
L’F-35A raggiunge la velocità di Mach 1,6 e trasporta fino a 2.600 chilogrammi di munizioni internamente in configurazione stealth, con un carico utile esterno totale superiore a 8.100 chilogrammi quando necessario. Il raggio di combattimento supera i 1.000 chilometri e il velivolo è equipaggiato per il rifornimento in volo.
Il Belgio ha ordinato negli Stati Uniti diversi armamenti per equipaggiare gli F-35A: missili aria-aria AIM-9X, bombe GBU-53/B, bombe di piccolo diametro GBU-39 e il missile da crociera Joint Strike Missile.
Foto: Aeronautica Belga
Leggi anche:
Alla base di Florennes i primi F-35A delle forze aeree del Belgio
RedazioneVedi tutti gli articoli
La redazione di Analisi Difesa cura la selezione di notizie provenienti da agenzie, media e uffici stampa.







