Droni sul 38° Parallelo. Verso il ripristino della no-fly zone al confine coreano?

La Corea del Sud si adopererà affinché venga ripristinata la no-fly zone lungo il confine con la Corea del Nord per una parziale ripresa dell’accordo militare intercoreano del 2018, e sospeso nel 2024. Il 18 febbraio scorso il Ministro dell’Unificazione, Chung Dong-young (nella foto sotto), ha dichiarato che l’obiettivo è quello di impedire i voli di droni civili verso la Corea del Nord, mentre il Ministero della Difesa Nazionale sta valutando il ripristino parziale dell’accordo militare in consultazione con le agenzie governative competenti e gli Stati Uniti.
L’annuncio è arrivato cinque giorni dopo l’esortazione di Kim Yo-jong, influente sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, ad adottare misure per prevenire ulteriori incursioni da parte sudcoreana.

Il ministro dell’Unificazione ha inoltre reso noto che un’indagine congiunta tra autorità militari e polizia ha finora confermato quattro distinte incursioni di droni da parte di tre civili sospetti. Un team investigativo è stato istituito in seguito alle accuse di Pyongyang secondo cui droni sudcoreani avrebbero violato lo spazio aereo nordcoreano nel settembre dello scorso anno e nuovamente il 4 gennaio.
Secondo quanto riferito dal ministro, il primo incidente si sarebbe verificato il 27 settembre 2025 nella contea di Ganghwa, a Incheon; e altri casi sarebbero avvenuti il 16 e il 22 novembre, con un quarto lancio il 4 gennaio di quest’anno. Dui dei quattro droni – quelli inviati nel settembre e a gennaio – si sarebbero schiantati in territorio nordcoreano.
L’indagine congiunta si è estesa anche al possibile coinvolgimento di funzionari del governo sudcoreano. Il 10 febbraio, gli investigatori avrebbero perquisito il Servizio di Intelligence Nazionale e il Comando di Intelligence della Difesa.

Kim Yo-jong ha definito “sensata” l’espressione di rammarico di Chung per le presunte incursioni dei droni e ha esortato Seul a garantire che “un atto così sciocco non si ripeta mai più”.
L’episodio ha complicato gli sforzi del governo di Lee Jae Myung per rilanciare il dialogo con Pyongyang, finora rimasto in stallo. Alcuni analisti sostengono che le accuse della Corea del Nord possano alimentare il sentimento anti-Seul in vista dell’importante congresso del Partito dei Lavoratori previsto per la fine del mese.
Secondo quanto riportato dal Korea Times, il ministro dell’Unificazione sudcoreano ha dichiarato che “in coordinamento con le autorità militari, il governo esaminerà e perseguirà in modo proattivo il ripristino dell’accordo militare intercoreano del 19 settembre 2018 noto come Comprehensive Military Agreement (CMA), incluso il possibile ripristino delle no-fly zone, al fine di prevenire scontri accidentali e ricostruire la fiducia militare“.

Chung ha aggiunto che il governo intende inasprire le sanzioni per i voli non autorizzati nello spazio aereo limitato, rivedendo la legge sulla sicurezza aerea, e ha formalmente espresso rammarico alla Corea del Nord.
L’accordo militare del 19 settembre 2018, firmato a Pyongyang dall’ex presidente Moon Jae-in e il leader nordcoreano, Kim Jong-un, prevedeva la creazione di zone cuscinetto e restrizioni ai voli per ridurre il rischio di scontri accidentali. Tuttavia, era stato completamente sospeso nel 2024 a causa del deterioramento delle relazioni intercoreane.
Secondo il sito 38 North, il CMA era stato presentato come uno strumento per allentare le tensioni tra le due Coree, ma in realtà molte delle sue disposizioni coincidevano con misure già esistenti, rendendone l’impatto più simbolico che pratico.

Le accuse di Seul secondo cui i lanci satellitari nordcoreani violavano l’accordo avevano scatenato un complesso dilemma politico e militare. Alcuni funzionari della difesa sudcoreani sostenevano che le no-fly zone, inizialmente concepite come misure per mantenere la pace, avessero finito per limitare le capacità di ricognizione aerea del Paese, esponendo così le vulnerabilità della sua sicurezza nazionale. Dopo l’ultimo lancio del satellite nordcoreano, questa posizione avevano guadagnato consensi tra ambienti militari e i leader politici del governo favorevoli alla sospensione delle restrizioni per recuperare capacità di sorveglianza ritenute cruciali.
Attualmente, il presidente sudcoreano, Lee Jae-myung, entrato in carica nel giugno 2025 in seguito all’impeachment di Yoon Suk Yeol, avrebbe adottato un approccio più morbido e orientato al dialogo nei confronti della Corea del Nord rispetto alla precedente amministrazione.

Nel frattempo, in vista del Nono Congresso del Partito dei Lavoratori, previsto per la fine del mese, la Corea del Nord ha organizzato una dimostrazione per evidenziare le proprie capacità militari. Secondo l’agenzia di stampa statale KCNA, Kim Jong-un ha partecipato a una cerimonia a Pyongyang per la consegna di lanciarazzi multipli da 600 millimetri alle unità dell’esercito (cui si riferiscono molte immagini che illustrano questo articolo).
Nel suo discorso, ha descritto il sistema come «un lanciarazzi multiplo di grosso calibro e ad altissima precisione» che avrebbe «completamente trasformato il ruolo e la concezione dell’artiglieria nella guerra moderna».
Foto Yonhap e KCNA
Elvio RotondoVedi tutti gli articoli
Nato a Cassino nel 1961, militare in congedo, laureato in Scienze Organizzative e Gestionali. Si occupa di Country Analysis. Autore del Blog 38esimoparallelo.com, collabora con il Think Tank internazionale “Il Nodo di Gordio”. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su “Il Giornale.it", “Affari Internazionali”, “Geopolitical Review”, “L’Opinione”, “Geopolitica.info”.








