Hystrix: l’artiglieria navale di Leonardo diventa terrestre con il Michelangelo Dome

La necessità di assicurare una difesa aerea e missilistica integrata dei confini nazionali e delle Forze Armate impegnate in operazioni nazionali ed internazionali fuori-area, contro una sempre più variegata gamma di minacce, dai missili balistici, ipersonici e da crociera ai mini- e micro-droni, ha portato il gruppo Leonardo a lanciare il progetto “Michelangelo Dome” nel dicembre 2025.
Incentrato su un’estesa suite di comando, controllo, comunicazioni, computer, cyber-defence (C5), sensori ed effettori, che copre lo spazio aereo dalle bassissime alle più alte quote, il progetto comprende una prima barriera difensiva modulare sul campo di battaglia o a protezione di infrastrutture critiche definita quale “Dead Zone”, che incorpora sistemi C5, sensori e sistemi d’arma per la difesa ravvicinata. In occasione di una recente visita al sito di Brescia, un team di ingegneri e specialisti di Leonardo ha presentato ad un ristrettissimo gruppo di media, il progetto di come il gruppo intenda sfruttare gli sviluppi e successi nel settore dell’artiglieria navale, per l’impiego di quest’ultima anche in ambito terrestre.
Leonardo sta sviluppando una famiglia di sistemi antiaerei su diverse piattaforme, dal veicolo da combattimento, al sistema su piattaforma/semirimorchio carrato oppure in postazione statica, a cui è stato dato il nome di Hystrix o Istrice in latino, che comprende derivati dei sistemi d’arma imbarcati 76 SovraPonte (SP), Marlin 40 e Lionfish 30/Hitfist 30. Questi sistemi in via di sviluppo sono destinati ad essere disponibili in una versione iniziale che sarà sottoposta a prove di fuoco entro l’anno.
Negli ultimi anni, Leonardo ha rivoluzionato la propria gamma di sistemi d’arma basati su cannoni di diverso calibro, di cui in particolare quelli terrestri e navali sono stati presi in considerazione dal gruppo per realizzare la prima barriera per la difesa aerea modulare sul campo di battaglia o a protezione di infrastrutture critiche definita “Dead Zone”, nell’ambito del progetto “Michelangelo Dome”.

Unitamente ad effettori missilistici (ma anche di altra natura), sensori e sistemi di comando controllo, comunicazioni, computer, cyber-defence (C5), Leonardo ha sviluppato un concetto di difesa integrata multistrato per la “Dead Zone”, che comprende versioni dedicate dei sistemi d’arma da 30, 40 e 76 mm, a cui s’aggiungono sistemi soft-kill come sistemi elettronici di varia natura ( capaci di jamming, GNSS spoofing e cyber) contro-drone o C-UAS (Counter Unmanned Air System), ma per quanto noto ad AD anche di tipo EMP (ElectroMagnetic Pulse), a cui Leonardo sta guardando.
Il gruppo italiano ha una lunga tradizione di sistemi d’artiglieria navale multiruolo, come nel caso del noto cannone di medio calibro Super Rapido (SR) da 76/62 mm, il più diffuso fra le Marine nel mondo, che ha continuato ad essere mantenuto allo stato dell’arte ed ampliare la propria gamma di munizionamento per potenziare le capacità del sistema come la famiglia 76 Vulcano, nonché dei calibri da 127, 40 e più recentemente da 30 mm.
In particolare, offre la più recente versione del 127 mm, il modello 127/64 LW (LightWeight) Vulcano, ed ha introdotto il sistema Marlin 40 così come le famiglie di torrette Lionfish ed in particolare la versione da 30 mm con il cannone di sviluppo interamente del gruppo “X-Gun” in calibro 30×173 mm ed Hitrole per calibri da 12,7 mm e 30, in particolare il sistema “Blaze” in calibro 30×113 mm.

Queste famiglie di sistemi a controllo remotizzato in loco o attraverso il sistema di comando e controllo (CMS) e con sensori coassiali o per sorveglianza e ingaggio bersagli con computer balistico ma montati sulla medesima torretta, comprende anche cannoni da 20 mm non prodotti da Leonardo.
Sistemi di vario calibro che alla luce delle più recenti operazioni navali, in particolare il Super Rapido ma anche il predecessore Compatto da 76/62 mm, si sono distinti nella lotta contro i droni di varia natura lanciati dagli Houthi, offrendo prestazioni particolarmente interessanti come la versione Strales con sistema di guida per munizionamento guidato DART (Driven Ammunition Reduced Time of flight) per l’ingaggio di missili e minacce asimmetriche e più recente la versione 76 SovraPonte (SP), la cui torretta è stata concepita per inglobare il magazzino munizionamento e tutta gli asservimenti e l’elettronica sopra il ponte di coperta o sovrastrutture su cui viene installato.
Nel settore terrestre, Leonardo ha più recentemente sviluppato sistemi in calibro 30 mm, ed in particolare l’X-Gun per munizionamento 30×173 mm ed il Blaze da 30×113 mm per l’ingaggio di minacce terrestri ed aeree in particolare contro-drone grazie allo sviluppo nazionale in parallelo dell’Air Burst Munition (ABM) da parte di KDNS Ammo Italy, per equipaggiare veicoli da combattimento sia ruotati che cingolati ed un occhio in particolare per il secondo sistema d’arma, al segmento delle piattaforme aeree ad ala rotante oltre quelle terrestri.
La famiglia di sistemi per la difesa antiaerea, missilistica e contro-droni Hystrix
Per soddisfare le esigenze della prima barriera difensiva del progetto Michelangelo Dome, Leonardo ha elaborato un concetto d’impiego terrestre per i sistemi in calibro da 76, 40 e 30 mm che comprende diverse tipi di installazioni da quella statica in postazione fissa o shelter, a quella dispiegabile trainata su semirimorchio o piattaforma con sistemi di livellamento, alimentazione ed elettronica comprese comunicazioni e direzione del tiro locale su informazioni fornite da livelli superiori come C2 di diversa complessità, nonché montata su veicolo da combattimento in versione completamente integrata.

Queste nuove versioni terrestri rappresentate dai sistemi Hystrix da 76, 40 e 30 Air Defence System (ADS) sono destinate alla difesa di installazioni fisse ed alla difesa dei reparti sul campo di battaglia, e come vedremo oltre almeno nel caso dell’Hystrix 40 è già stata venduta all’estero.
Nell’ambito della “Dead Zone”, il sistema a maggiore portata è rappresenta dall’Hystrix 76 ADS (Air Defence System), che è basato sulla versione più recente e compatta del cannone da 76/62 mm, la versione 76 SovraPonte (SP), che non richiedendo installazioni sottocoperta risulta facilmente installabile su un rimorchio. Si tratta della soluzione prescelta per l’Hystrix 76 ADS, che viene sviluppata da Leonardo con finanziamento interno, ed il cui prototipo sarà disponibile entro la fine dell’anno.
I rendering mostrati presentano una soluzione su rimorchio a pianale ribassato con due assi, dotato di quattro stabilizzatori, con una piattaforma sopra la struttura di collegamento alla motrice. Mentre il cannone è posizionato sul pianale, leggermente davanti all’asse anteriore, la piattaforma ospita un container che alloggia l’elettronica di controllo del cannone, i sistemi di comunicazione che garantiscono il collegamento dati con i sistemi C2, un generatore elettrico che alimenta l’intero sistema e un radar di tracking e di guida per il munizionamento DART.
Attualmente il sistema utilizza un container standard da 10 piedi, ma gli ingegneri di Leonardo puntano a ridurne dimensioni, volume e massa. Capace di sparare continuativamente su 360°, con un arco di elevazione da −5° a +85°, il sistema dispone di doppia alimentazione con 36 colpi per caricatore per un totale di 72 munizioni.

Con una massa a secco di 7.000 kg a cui si devono aggiungere circa 900 kg – che corrispondono alla massa del totale dei colpi per un peso medio di ciascuno pari a 12,5 kg -, l’Hystrix 76 ADS ha la stessa cadenza di tiro del 76 SP (120 colpi al minuto) con eiezione dei bossoli frontale.
Grazie alla suite per le comunicazioni dati bidirezionali, il sistema cannone riceve le informazioni sulla missione di fuoco dal sistema C2 sovraordinato, mentre quest’ultimo riceve tutte le informazioni sullo stato del sistema, consentendo allo stesso di assegnare le missioni di fuoco tenendo conto, ad esempio, delle munizioni rimanenti sulla torre. Ciò significa che il controllo dei medesimi è da postazione remota e la motrice può essere utilizzata per dispiegare più sistemi nel corso della medesima missione.
Il cannone da 76/62 mm può impiegare un’ampia varietà di munizioni, fra cui quelle ritenute più adatte alla difesa aerea figurano:
- il HE-PF-IM6-OES con spoletta multifunzione programmabile 3AP e modalità d’impiego: prossimità, impatto, impatto ritardato, tempo;
- il HE-MOMA1 (MOM = Multirole OTO Munition) con spoletta 4AP e modalità d’impiego: prossimità, impatto, impatto ritardato, tempo, altezza di scoppio;
- il Vulcano 76 BER (Ballistic Extended Range) caratterizzato da velocità alla bocca molto elevate (nell’ordine di 960 m/s), bassa resistenza aerodinamica e spoletta MFF BER con modalità d’impiego: prossimità, impatto, impatto ritardato, tempo, altimetrica;
- la munizione guidata DART con spoletta multifunzione programmabile in volo MFF DART e modalità d’impiego: prossimità, impatto, impatto ritardato, tempo.
Per l’impiego di quest’ultima munizione sul 76 SovraPonte imbarcato sulle unità PPA/MPCS (Pattugliatori Polivalenti d’Altura/Multi-Purpose Combat Ship) della Marina Militare e di quella indonesiana, il sistema dispone di un kit di guida Davide incentrato su di un’antenna in banda Ka installata all’interno della torre sotto il cannone in posizione frontale, con due pannelli laterali di protezione e mantenimento della sezione radar della torre che scorrono indietro una volta che sia necessario impiegare il sistema di guida.
Quest’ultima è stata sviluppata per l’impiego del munizionamento guidato DART destinato a contrastare minacce manovriere a bassissima quota come i missili antinave ed asimmetriche di vario tipo.

L’installazione del 76 SovraPonte sul cielo dell’hangar del PPA/MPCS facilita l’impiego del kit di guida, che risulta lo stesso del Super Rapido 76/62 mm in versione Strales. Il 76 SP viene offerto in due configurazioni: una con l’antenna di guida installata sulla torre come sopra descritta e l’altra con una direzione del tiro indipendente che comprende il kit di guida in banda Ka, come nel caso del sistema di ultima generazione NA-30S Mk2 sviluppato da Leonardo.
Quest’ultimo ha la capacità intrinseca di guidare il munizionamento DART in quanto dispone di un sistema radar bi-banda X/Ka ed un sistema elettro-ottico per la scoperta, l’identificazione, riconoscimento e l’inseguimento in modalità passiva. Leonardo sta conducendo un’apposita campagna di test e valutazione in bianco ed a fuoco, destinata a concludersi nel prossimo mese di marzo per il 76 SP con l’NA-30S Mk2, in pratica un ulteriore step di integrazione per affinare alcune funzionalità che consentiranno di completare lo sviluppo ed adottare i più recenti accorgimenti, alla luce della richiesta che viene dal mercato internazionale di tale soluzione.
Nel caso dell’Hystrix 76 ADS, accanto a quest’ultima soluzione che vedrebbe l’installazione di un derivato dell’NA-30 Mk2 sul tetto del container per i sistemi di alimentazione, gestione arma e comunicazioni, Leonardo sta lavorando ad un ulteriore sviluppo basato su di una direzione del tiro in banda Ka che garantisca non soltanto la guida dei proiettili DART ma anche il tracciamento del bersaglio, rendendo il cannone un sistema autonomo, una volta ricevuti i dati di tiro dal centro di comando.
Quest’ultima soluzione che è ancora allo stato di studio avanzato e denominata Davide Plus, consentirà di condurre tali missioni con un’unica antenna di dimensioni e pesi più contenuti, rendendo la sua installazione meno impegnativa e realizzabile su strutture elevate.
Due ulteriori munizionamenti saranno presto disponibili, essendo il loro sviluppo in fase avanzata: il Vulcano 76 GLR IR e il Vulcano 76 GLR SAL, rispettivamente con seeker ad infrarossi (IR) e con laser semi-attivo (SAL).
E’ importante sottolineare che Leonardo ha dichiarato che le munizioni esistenti hanno dimostrato di essere pienamente efficaci contro i droni. In particolare sulla base delle simulazioni, campagne di tiro ed informazioni ottenute sul campo, per le munizioni da 76 mm DART e MOMA1 sono state forniti:
1) i dati di portata in termini di distanza dei bersagli al momento dell’inizio dell’ingaggio,
2) distanza d’intercetto con la prima munizione della raffica e 3) numero di munizioni necessarie per ottenere una “cumulative kill probability del 90%”.
Questi dati hanno evidenziato che le munizioni DART equipaggiate con la spoletta multifunzionale programmabile in volo MFF DART avrebbero una portata rispettivamente di 9,1 – 6,5 – 6 km nei confronti di missili subsonici e 7,5 – 7 – 6,9 km nei confronti di bersagli tipo droni ad ala fissa nonché di 9,2 – 4,5 – 2,7 km nei confronti di missili supersonici con una velocità massima di 900 m/sec.
Nel caso delle munizioni MOMA1 equipaggiate con la spoletta multifunzionale programmabile 4AP, avrebbero una portata rispettivamente di 3,1 – 3 – 2,87 km nei confronti di un Micro UAV Classe 1. Leonardo ha dimostrato che la spoletta 4AP è in grado di detonare in prossimità di un mini e micro drone a valle di una sperimentazione eseguita presso il Balipedio Cottrau della Marina Militare di La Spezia nel dicembre 2024. In tale campagna, la spoletta 4AP, impostata in modalità di prossimità, ha avviato la catena di distruzione passando a 2–3 metri da un Micro UAV di Classe 1 rappresentato da un DJI Phantom 4 posto ad una distanza di 900 metri ed in volo stazionario sul mare ad una quota di 50 metri.
Secondo gli ingegneri e specialisti di Leonardo, la difficoltà principale non è tanto distruggere questi droni quanto individuarli. Le recenti operazioni sia in contesti terrestri che navali come le operazioni nel Mar Rosso, hanno evidenziato come i sistemi radar ed elettro-ottici installati a bordo di veicoli ed unità navali concepite in passato, non siano più adatti per in contrasto anti-drone o C-UAS (Counter-Unmanned Air System) (per cui non erano stati progettati) e necessitano di miglioramenti ove possibile oppure il rimpiazzo con sistemi di nuova generazione.
A tal riguardo, i medesimi hanno evidenziato come il radar tattico multi-missione completamene digitale di nuova generazione con antenna AESA (Active Electronically Scanned Array) in banda ‘C’ di piccole dimensioni TMMR (Tactical Multi Mission Radar), sviluppato dall’azienda principalmente per missioni C-UAS e C-RAM (Counter-Rockets, Artillery, Mortars), ha avuto prestazioni eccellenti durante diverse campagne. L’esplosione di un colpo da 76 mm può distruggere più droni nel caso di uno sciame, secondo i rappresentanti di Leonardo.

Questi ultimi hanno sottolineato, rispondendo a specifiche domande dei media sull’impiego del cannone da 127/64 LW (LightWeight) Vulcano per il contrasto dei droni, che nel corso di prove a fuoco condotte nel Mediterraneo contro droni ad ala fissa ed utilizzando munizionamento BER (Ballistic Extended Range) e la direzione del tiro NA-30S Mk2, la minaccia è stata abbattuta con un singolo colpo.
L’Hystrix 76 ADS è considerato sia per installazioni fisse sia come sistema riposizionabile, montato su pianale di autocarro o su rimorchio. In passato, Leonardo ha proposto il cannone da 76 mm inizialmente nella configurazione Otomatic, con la torretta installata sul carro armato di produzione OtoMelara OF-40 e caratterizzata da un doppio sistema radar per la ricerca, il tracking e la guida e successivamente nella configurazione Draco su piattaforma blindo 8×8 Centauro del consorzio CIO per impiego multifunzionale sia antiaereo che di superficie.
Sulla base dell’esperienza acquisita con tali configurazioni, affinchè lo stesso calibro potesse essere installato a bordo di piattaforme 8×8 o cingolate sfruttando i più recenti sviluppi, Leonardo ha quindi deciso di sviluppare un sistema completamente nuovo, pur riutilizzando numerosi sottosistemi già disponibili. Gli ingegneri hanno sfruttato al massimo componenti esistenti: la cucchiaia di caricamento, l’otturatore, i gruppi della cucchiaia di trasferimento e le interfacce della culla provengono dal 76/62 Compact; il gruppo canna e i freni di rinculo dal 76/62 SP; l’architettura del sistema di movimentazione delle munizioni deriva da quella del 76/62 SR (Super Rapido) DF/MF (Dual Feeding/Multi Feeding); mentre l’organo di brandeggio è ripreso dalla torretta terrestre HITFACT MkII, armata con cannone da 105/120 mm.
Il risultato è un sistema con massa inferiore a 4.000 kg, denominato Hystrix 76 ADS Light, che mantiene lo stesso arco di elevazione del cannone più pesante, ma con una cadenza di tiro leggermente ridotta, pari a 100 colpi al minuto, e un numero inferiore di munizioni: poco più di 40 colpi per una massa complessiva di circa 500 kg (indicazioni precise non sono ancora state rese note).
Quale piattaforma 8×8 è stata scelta la medesima in via di sviluppo da parte di IDV (Iveco Defence Vehicles) per la soluzione del sistema d’artiglieria di Leonardo (anch’esso uno sviluppo con fondi interni) Hitfire da 155 mm con scafo allungato del VBM NG, ma vengono valutate anche altre soluzioni.
L’Hystrix 76 ADS Light è in grado di impiegare tutta la gamma di munizionamento del 76, compreso il DART in via opzionale con l’impiego dello specifico kit di guida. Quale sistema standard per la direzione del tiro, il nuovo sistema d’arma sarà equipaggiato con una suite elettro-ottica (con camera TV diurna, canale termico, telemetro laser e capacità di detezione, identificazione e tracking) ma viene offerta anche la futura integrazione del kit di guida Davide Plus in via di sviluppo quale potenziale sistema futuro, che consenta sia il tracking che la guida del munizionamento DART.
Mentre le prime prove dell’Hystrix 76 ADS verranno portate a termine entro la fine dell’anno, un prototipo dell’Hystrix 76 ADS Light sarà disponibile in una fase successiva, per cui l’azienda non ha dichiarato una tempistica precisa.
Hystrix 40
L’ex Oto Melara ha cominciato la produzione di affusti in calibro 40 mm negli anni ’50, realizzando una serie di prodotti diffusi a livello mondiale, fra cui il Dardo 40/70, ed oggi ancora in servizio in oltre 850 sistemi con oltre 30 Marine, di cui il più recente sviluppo è rappresentato dal sistema Marlin 40 disponibile in due versioni: ILOS (Independent Line of Sight), dotato di una torretta elettro-ottica sul lato destro superiore della torre e capace di svolgere attività di sorveglianza indipendente e tracking, e il Marlin 40 RC (Remotely Controlled), per cui le operazioni del cannone sono gestite da sensori esterni di acquisizione e tracciamento del bersaglio.

Il calibro 40 è sempre stato impiegato in ambito terrestre come sistema per la difesa aerea e recentemente prima ancora che Leonardo lo proponesse nell’ambito del progetto “Michelangelo Dome”, il gruppo italiano ha partecipato ad una gara in ambito internazionale con la Marlin 40 ILOS montata su rimorchio per soddisfare il requisito di un’arma antiaerea destinato ad un’Aeronautica Militare dell’Estremo Oriente.
Il gruppo italiano ha vinto la gara per un significativo numero di torrette e secondo quanto è emerso sta partecipando ad un tender per l’Esercito del medesimo Paese, anche in questo caso per un importante numero di sistemi. Leonardo ha consegnato i primi sistemi direttamente dall’Italia e ora fornisce le componenti principali, mentre il partner locale nonché assemblatore locale reperisce altre parti dalla filiera nazionale.
Sulla base del successo del calibro 40 e dell’ultima applicazione in questo caso nel settore terrestre, Leonardo sta sviluppando la soluzione Hystrix 40 ADS per la “Dead Zone” della “Michelangelo Dome”.
Quest’ultima vede lo sviluppo di una configurazione rilocabile, in cui la torretta sarà montata su un pianale stabilizzato, che all’occorrenza può essere scarrato rapidamente e in modo autonomo dai camion ad alta mobilità. Leonardo prevede di utilizzare gli stessi autocarri IDV/Astra 8×8 impiegati per il sistema missilistico di difesa aerea SAMP/T e versione migliorata SAMP/T NG, al fine di ridurre l’impatto logistico e addestrativo.
Il sistema può anche essere montato sullo stesso semirimorchio utilizzato per l’Hystrix 76 ADS, qualora un’altra forza armata dello stesso Paese intenda mantenere la stessa tipologia di configurazione. Sebbene non visibile nei rendering, anche in questo caso sulle piattaforme verrà installato un container che ospita elettronica, comunicazioni e sistema di generazione elettrica.
L’affusto Marlin 40 può ruotare su 360°, con un campo di elevazione da –20° a +85°. Per rispondere alle esigenze della difesa aerea a corto raggio, la velocità angolare e l’accelerazione sono elevate, rispettivamente pari 120°/s e 200°/s² per il brandeggio e 75°/s e 200°/s² per l’elevazione. Il ritmo di fuoco può essere selezionato tra colpo singolo, raffica a 100 o 300 colpi al minuto.

Nella torretta sono alloggiati 72 colpi pronti al fuoco ed il caricamento del relativo magazzino può avvenire rapidamente aprendo un portello nella parte superiore e posteriore della torretta, con un rifornimento che richiede meno di cinque minuti per essere completato. Leonardo dichiara per la versione terrestre una massa a secco di 2.100 kg, 100 kg in meno rispetto all’affusto navale, a cui vanno aggiunti circa 180 kg di munizioni, considerando che un colpo da 40 mm pesa circa 2,5 kg.
L’Hystrix 40 ADS che è stato presentato nel corso della visita adotta la configurazione ILOS, una suite per la gestione del tiro indipendente, capace di svolgere in modo completamente autonomo la scoperta, il tracciamento, il calcolo balistico, l’ingaggio del bersaglio e la cessazione del fuoco. I sensori del sistema EO/IR comprendono un telemetro laser con portata di 6,5 chilometri, una camera IR che assicura distanze di scoperta/riconoscimento/identificazione (Detection/Recognition/Indentification, DRI) rispettivamente di 15, 6,8 e 3,5 km, e una camera diurna che fornisce distanze DRI di 20, 9 e 4,5 km.
Nella configurazione finale dell’Hystrix 40 ADS, secondo quanto emerso, quest’ultima sarà equipaggiata con il Janus D-L, l’ultima evoluzione del sistema Janus di Leonardo, ora completamente digitale e ottimizzata anche per il ruolo C-UAS.
Oltre alle munizioni da addestramento con o senza tracciante (TP/TP-T), il cannone da 40 mm può impiegare munizioni ad alto esplosivo, o alto esplosivo incendiario, entrambi con o senza traccianti e spoletta di prossimità programmabile (HE/HEI-T/HE-T), munizioni ad alto esplosivo a frammenti preformati con spoletta di prossimità programmabile (HE-PFF) e munizioni multifunzione programmabili (MPA), ovverosia munizioni ad alto esplosivo con carica rappresentata da cubetti pre-frammentati di tungsteno, dotate di spoletta programmabile con cinque diverse modalità: prossimità, prossimità selettiva, scoppio in aria (airburst), detonazione all’impatto e prossimità selettiva più airburst.
Durante la presentazione sono stati forniti i dati di portata per le munizioni 40 mm HE-PFF MPA contro vari tipi di bersagli, con le stesse modalità indicate per il munizionamento da 76 mm. In particolare, per quanto riguarda i missili subsonici sono riportate portate pari a 2,7 – 2 – 1,6 km mentre per quanto riguarda Mini e Micro UAV Classe I, sono stati indicati portate di 1,6 – 1,5 – 1,4 e 1,1 – 1,2 – 0,9 km. Queste sono naturalmente inferiori a quelle del 76 mm, ma i rappresentanti di Leonardo hanno sottolineato quanto tali portate risultino notevolmente superiori a quelle dei calibri 30/35 mm, mentre il costo di una munizione da 40 mm corrisponda al 35-50% (a secondo della tipologia) di quello di una da 35 mm.
Leonardo sta già collaborando con MBDA Italia per una possibile integrazione del missile per la difesa aerea a cortissimo raggio o VSHORAD Fulgur, attualmente in sviluppo, al fine di aumentare la portata dell’Hystrix 40 ADS, rendendolo potenzialmente una soluzione autonoma per determinati scenari operativi.
Leonardo prevede di avere un prototipo pronto per la fine dell’anno, al fine di integrare sia i sistemi da 76 mm sia quelli da 40 mm con gli elementi del commando e controllo della famiglia Axios con l’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) sviluppati e forniti dallo stesso gruppo, al fine di assicurare un sistema per la difesa aerea multistrato, dove le informazioni raccolte dalla sensoristica di varia natura viene fusa insieme per il migliore ingaggio e scelta dell’effettore che meglio sia in grado di portare a termine la missione, indifferentemente che si tratti di cannoni, missili, ed elettronica di varia natura.
L’Hystrix 30
Leonardo ha recentemente sviluppato due soluzioni di sistemi d’arma da 30 mm che vanno a coprire l’intera gamma di questo calibro: si tratta dell’”X-Gun” per il munizionamento 30×173 mm, nato per ingaggi a lunga portata, ed il “Blaze”, noto anche come “mini X-Gun” per il 30×113 mm, caratterizzato da un impulso di rinculo molto inferiore e sviluppato inizialmente per applicazioni aria-aria ed aria-terra.
Nell’ambito della “Dead Zone”, Leonardo ha sviluppato l’Hystrix 30, basato sul sistema d’arma a controllo remotizzato di nuovo sviluppo in ambito navale Lionfish 30 con il cannone X-Gun.

Attualmente in sviluppo solo nelle configurazioni statiche e riposizionabili, il sistema viene offerto su piattaforma destinata ad essere trasportata da camion ad alta mobilità 6×6 in considerazione delle dimensioni del sistema e della necessità di installare uno shelter per alimentazione, gestione arma e supporti comunicazione per la designazione remota.
In occasione dell’edizione 2025 della fiera MSPO che si tiene annualmente a Kielce in Polonia, è stato possibile osservare una torre Lionfish 30 installato sul pianale di un veicolo 4×4 di Zakłady Mechaniczne Tarnów (ZMT), parte del Polish Armaments Group (PGZ). ZMT ha presentato il Lionfish 30 montato su un camion Jelcz 442.32, precedentemente impiegato con un cannone contraereo sovietico ZSU-23-2 SP a doppia canna da 23 mm.
L’X-Gun è diventato il nuovo cannone da 30×173 mm per applicazioni terrestri e navali delle Forze Armate italiane e non solo, essendo stato scelto per equipaggiare la nuova torretta di Leonardo HITFIST 30 NG (New Generation) che è stata recentemente presentata per la prima volta in occasione della consegna dei primi veicoli da combattimento per il trasporto truppa corazzati (AIFV) KF41 Lynx da parte della JV Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV) all’Esercito Italiano nell’ambito del programma A2CS (Army Armoured Combat System).
Destinata ad essere installata sui primi Lynx della versione italianizzata ad interim in fase di consegna a partire da dopo l’estate, la nuova torretta biposto con capacità d’installazione di missili controcarro e dotata di sistemi di comando, controllo e direzione del tiro di ultima generazione, è destinata ad essere installata a partire dai VBM 8X8 30 NG e sugli AIFV cingolati Lynx, nel secondo caso in attesa che venga sviluppata da Leonardo la torretta senza equipaggio per l’impiego sulla versione Combat, mentre potrebbe a trovare applicazione su alcune versioni speciali e di supporto degli stessi Lynx.

Il prototipo del sistema d’arma a controllo remotizzato (Remote Controlled Weapon System, RCWS) Lionfish 30 destinato ad essere impiegato quale base dell’Hystrix 30 ADS, è stato presentato lo scorso fine settembre alla fiera navale, difesa e sicurezza di Seafuture che si tiene a La Spezia ogni due anni.
L’arco di brandeggio della torretta è di ±155°, mentre l’arco di elevazione è −20°/+70°, che consente un impiego antiaereo senza restrizioni. La cadenza di tiro è di 200 colpi al minuto, con oltre 220 colpi pronti al fuoco alloggiati nella torretta.
La massa a secco, senza munizioni, è inferiore a 1.400 kg, a cui vanno aggiunti circa 150 kg per il carico completo di munizioni. Il sistema optronico Janus D (N per Navy), adottato su entrambe le torrette (D-L e D-N), è come già evidenziato un sistema completamente digitale con ottiche nuove o migliorate che offrono prestazioni potenziate rispetto al precedente Janus analogico, fra cui integra un telemetro laser a impulsi ad alta frequenza di ripetizione che consente funzioni di tracciamento e puntamento in particolare dei droni.
Nell’ambito del potenziamento delle capacità del munizionamento, sensoristica e direzione del tiro per la lotta C-UAS, Leonardo ha testato le capacità del Janus-D in una serie di prove condotte con una torretta HITFIST 30 NG, armata tuttavia con il cannone Northrop Grumman Mk44 Bushmaster da 30 mm che impiegava munizioni Mk 310 programmabili air burst (PABM), non specificamente progettate per il ruolo C-UAS poiché i frammenti vengono espulsi lateralmente, per colpire principalmente bersagli a terra dietro a ripari naturali o realizzati appositamente.
Leonardo prevede di testare le proprie torrette armate con l’X-Gun a metà del 2026, utilizzando il munizionamento 30×173 HE ABM in fase di sviluppo avanzato e qualifica da parte di KNDS Ammo Italy (ex Simmel Difesa).

Sviluppata per massimizzare la sua efficacia contro bersagli aerei come gli UAS, la nuova frammentazione preformata frontale delle munizioni è costituita da sfere di acciaio di alta qualità, integrate dalla frammentazione laterale naturale del bicchiere del proietto in acciaio. Con l’inizializzazione della carica ad alto esplosivo (HE), le sfere formano un cono con un angolo ridotto, mentre il corpo genera frammenti che viaggiano anch’essi in avanti a forma di cono, creando un angolo ancora più ampio, incrementando ulteriormente la PK o Probability of Kill su un’area ancora più estesa.
Il cannone adotta elementi induttivi e passivi nel freno di bocca che consentono di misurare la velocità reale alla volata di ogni colpo, affinando i dati di tempo di volo inseriti dal programmatore della spoletta a livello dell’otturatore, aumentando in questo modo ulteriormente la letalità.
Durante la presentazione, Leonardo ha fornito una tabella con le distanze di tiro di munizioni standard e ABM da 30×173 mm contro diversi tipi di bersagli. In particolare, secondo le distanze già indicate per i precedenti sistemi della famiglia Hystrix, la portata con munizionamento ABM contro Mini UAV Classe I e Micro UAV Classe I è rispettivamente pari a 1,4 -1,2-1,0 e 1,4-1,2-1,0 km.
Nel caso del munizionamento standard, le portate per l’ingaggio di elicotteri e UAV Classe 2 sono rispettivamente di 1,9-1,7-1,6 e 1,8-1,6-1,2 km.
Come anticipato, Leonardo sta sviluppando anche un cannone di tipo X camerato per munizioni 30×113 mm, noto come “Blaze”. Sebbene questo sistema esuli dalla discussione generale sul riutilizzo dell’artiglieria navale nel contesto terrestre, Leonardo lo ha comunque trattato in quanto, unitamente agli sviluppi nel munizionamento, presenta interessanti caratteristiche ed applicazioni nel campo C-UAS. Per assicurare tale capacità, in particolare per veicoli leggeri e quale arma di soluzione “torretta su torretta”, Leonardo ha abbinato il Blaze alla propria torretta stabilizzata a controllo remotizzato (RWCS) HITROLE, che disporrà di un nuovo sistema elettro-ottico.
Il sistema d’arma è disponibile in versioni a singola o doppia alimentazione, non richiede penetrazione dello scafo, dispone di brandeggio continuo a 360° e di un arco di elevazione −20°/+85°. Con una cadenza di tiro pari a 250 colpi al minuto, il sistema ospiterà oltre 150 colpi pronti al fuoco e avrà una massa a secco inferiore a 300 kg comprensiva dell’arma, con circa 71 kg aggiuntivi per le munizioni.
Per garantire distanze di rilevamento/riconoscimento/identificazione (D/R/I) compatibili con le portate effettive del 30×113 mm, nettamente superiori a quelle del 12,7×99 mm, Leonardo sta potenziando le capacità dell’elettro-ottico Mini Colibri-D, con la sostituzione del canale termico LWIR (Long-Wave IR) non raffreddato con un sensore MWIR (Mid-Wave IR) raffreddato, migliorando al contempo le prestazioni diurne e del telemetro laser. AD ha appreso nel corso della presentazione che Leonardo ha proposto questo RCWS all’Esercito Italiano per l’installazione sopra la torretta del futuro MBT Nazionale. Va inoltre evidenziato che tutte le torrette HITFIST 30 NG destinate al contratto A2CS adotteranno una configurazione “torretta su torretta”, anche se è improbabile che a queste venga aggiunto un cannone da 30×113 mm accanto al principale 30×173 mm.
Tuttavia, la RCWS leggera armata con il Blaze potrebbe risultare interessante per fornire capacità di autodifesa C-UAS alle versioni specialistiche dell’A2CS non equipaggiate con la torretta HITFIST.

Analizzando il contrasto contro gli UAS, i rappresentanti di Leonardo hanno chiarito che per quanto riguarda le caratteristiche del munizionamento contano sia l’onda d’urto che i frammenti. Le munizioni ABM saranno presto disponibili nel calibro 30×173 mm, ma anche i proiettili HE-FRAG (High Explosive – FRAGmentation) dotati di spolette di prossimità potrebbero rivelarsi utili.
Per quanto noto, non esistono né sono in sviluppo ABM da 30×113 mm. Pertanto, le armi camerate per questo munizionamento, come il Blaze, impiegheranno sicuramente proiettili a spoletta di prossimità nel ruolo C-UAS. Leonardo sta quindi sviluppando una spoletta di prossimità programmabile multiruolo, adatta sia per l’impiego con il munizionamento 30×173 mm sia 30×113 mm. Saranno selezionabili tre modalità operative: prossimità con finestra temporale e autodistruzione; modalità tempo/airburst; impatto istantaneo.
La soluzione per la Dead Zone che impiega derivati dell’artiglieria navale di Leonardo non avrà soltanto uno sbocco sul mercato nazionale ma come si è già verificato nel primo caso di vendita sul mercato dell’export, avrà importanti riflessi sulle vendite all’estero, nonostante una forte concorrenza sia europea che mondiale.
Foto Leonardo
Luca PeruzziVedi tutti gli articoli
Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).








