Lavrov: Trump ha tradito gli accordi con Putin. Il Contesto intervista Gaiani

Lo scorso gennaio, il Center for Strategic and International Studies (Csis), think-tank statunitense con base a Washington collegato all’Università di Georgetown, ha pubblicato uno studio basato sui dati raccolti dai governi statunitense e britannico in cui si cerca di quantificare le vittime prodotte dal conflitto russo-ucraino.
Secondo il documento, il numero complessivo di truppe russe e ucraine uccise, ferite o disperse durante quasi quattro anni di guerra dovrebbe raggiungere entro questa primavera quota due milioni. Nello specifico, il Csis stima che circa 1,2 milioni di soldati russi e quasi 600.000 soldati ucraini siano caduti in combattimento, o abbiano riportato ferite di vari gradi di gravità o risultino dispersi. Solo nel 2025, secondo le stime, si sarebbero aggiunte circa 415.000 nuove vittime.
Numeri che, sottolinea il Csis, superano complessivamente le perdite complessive statunitensi subite in Corea, Vietnam, Iraq (1 e 2) e Afghanistan, e risultano cinque volte superiori a quelle subite dalla Russia e dall’Unione Sovietica in tutti i conflitti successivi alla Seconda Guerra Mondiale. «Nessuna grande potenza ha subito numeri di perdite o fatalità anche lontanamente simili a questi dalla Seconda guerra mondiale», si legge nel documento.
Il ritmo dell’avanzata russa viene descritto dal Csis come estremamente lento, persino inferiore a quello delle offensive britanniche sulla Somme o statunitensi a Belleau Wood durante la Prima Guerra Mondiale. Secondo il Csis, sul piano puramente militare le forze ucraine avrebbero finora retto meglio l’impatto del conflitto.
Il rapporto parla di un rapporto di perdite tra due a uno e due e mezzo a uno a sfavore della Russia, il che significherebbe che, finora, sarebbero morti circa cinque soldati russi ogni due ucraini. Una stima che, pur evidenziando la durezza dei combattimenti per entrambe le parti, contrasta con le cifre fornite da Kiev. Il presidente Volodymyr Zelensky ha infatti sostenuto in passato che le perdite russe sarebbero quasi otto volte superiori a quelle ucraine.
Lo scorso ottobre, l’ex funzionario del Dipartimento di Stato James Carden ha invece dichiarato ai microfoni della divisione australiana di «Sky News» che «dalle mie fonti risulta che il rapporto di perdite tra ucraini e russi è di 36 a 1. Sono le perdite ucraine ad essere vicine a un milione.
La guerra d’attrito attuata fin dall’inizio dai russi è stata un successo, sono gli ucraini ad essere sull’orlo del disastro». Ne parliamo assieme a Gianandrea Gaiani, giornalista, saggista e direttore della rivista «Analisi Difesa».
Intervista realizzata la mattina del 9 febbraio.
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