Steadfast Dart 2026: l’Allied Reaction Force nella più imponente esercitazione NATO dell’anno

 

Lo scorso 15 gennaio, con l’afflusso di truppe e mezzi nel porto di Emden, in Germania, ha preso avvio il primo dispiegamento su larga scala in tempo di pace della Allied Reaction Force (ARF) nell’area operativa di riferimento del Joint Force Command Brunssum.

Posta sotto il comando del NRDC-ITA, l’ARF ha testato la propria capacità di rischieramento operativo multinazionale nell’ambito della Steadfast Dart 2026, la più rilevante esercitazione dell’Alleanza per l’anno in corso. Le capacità espresse si inseriscono nel quadro della nuova generazione di piani di difesa NATO, concepiti per rafforzare la postura di deterrenza e difesa collettiva.

 

Un banco di prova multi-dominio

Steadfast Dart 2026 ha rappresentato un test cruciale per le nuove architetture di comando e controllo (C2), per le procedure di dispiegamento rapido e per l’integrazione di tecnologie innovative, con particolare attenzione all’interoperabilità tra le nazioni contributrici. In questo contesto, la Germania ha operato quale Host Nation, assicurando supporto logistico e infrastrutturale.

L’esercitazione ha dimostrato la capacità dell’Alleanza di schierare e sostenere in tempi rapidi un consistente pacchetto di forze multi-dominio terrestri, aeree, navali, spaziali, cibernetiche e per operazioni speciali coordinate in maniera integrata e capaci di generare effetti strategici anche a significativa distanza dalle rispettive sedi stanziali.

Determinanti sono risultate le fasi di Reception, Staging, Onward Movement and Integration (RSOM), attraverso le quali la componente logistica ha garantito il conseguimento della piena prontezza operativa e l’integrazione funzionale tra le unità schierate nei diversi domini.

Sul piano operativo, l’attività addestrativa ha compreso operazioni navali combinate incluse azioni anfibie e proiezione di potenza dal mare, tiri coordinati di unità sniper, infiltrazioni di team di ricognizione e osservazione con l’impiego di assetti unmanned, superamento ostacoli ed esercitazioni a fuoco con mezzi pesanti.

Il coordinamento in tempo reale è stato assicurato da sistemi capaci di fondere dati provenienti da sensori, droni e unità sul terreno, incrementando la situational awareness e ottimizzando il processo decisionale.

 

I numeri dell’esercitazione

Steadfast Dart 2026 ha visto la partecipazione di 17 unità navali, tra cui navi anfibie, fregate, cacciamine, cacciatorpediniere e sottomarini. Tra le principali piattaforme in particolare hanno operato la nave da sbarco anfibia ESPS Castilla e la TCG Anadolu; le fregate ESPS Cristóbal Colón, ESPS Almirante Juan de Borbón, TCG Oruçreis, TCG Istanbul, FGS Brandenburg e FGS Sachsen; i cacciamine FGS Fulda e HNLMS Schiedam; nonché la nave comando MCM ORP Kontradmirał Xawery Czernicki.

Alla componente marittima si sono affiancati oltre 20 velivoli tra cui Eurofighter EF2000, F-16 e A400M impiegati a supporto di circa 1.500 veicoli militari, comprendenti carri armati, lanciarazzi multipli, artiglieria semovente, veicoli da combattimento per la fanteria (IFV) e veicoli trasporto truppe (APC).

Le operazioni hanno integrato assetti ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance), inclusi sistemi aerei senza pilota (UAS) e veicoli terrestri unmanned (UGV) equipaggiati con sensori elettro-ottici e termici.

Complessivamente, l’esercitazione ha coinvolto circa 10.000 militari provenienti da 13 Paesi, gli attuali contributori su base rotazionale dell’ARF: Italia, Grecia, Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Lituania, Bulgaria, Turchia, Francia, Belgio, Olanda, Polonia e Regno Unito.

 

Il valore strategico dell’ARF

La Allied Reaction Force si configura come forza strategica ad altissima prontezza, strutturata su base multi-dominio. È concepita per garantire all’Alleanza uno strumento flessibile e scalabile, in grado di operare nei domini terrestre, aereo, marittimo, spaziale, cibernetico e delle operazioni speciali, assicurando tempi di reazione sensibilmente ridotti rispetto al passato.

L’ARF può essere impiegata lungo l’intero spettro delle missioni NATO, sia all’interno sia al di fuori dell’Area di Responsabilità del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), contribuendo ai tre core task dell’Alleanza: deterrenza e difesa, prevenzione e gestione delle crisi, sicurezza cooperativa.

Oltre alla dimensione operativa, l’ARF rappresenta anche un hub strategico per l’innovazione, fungendo da laboratorio avanzato per la sperimentazione e l’integrazione di nuove tecnologie, procedure, dottrine e concetti operativi a beneficio delle grandi unità alleate.

La composizione della forza è basata su contributi nazionali a rotazione. Attualmente include: il Land Component Command della Multinational Division South (MND-S) di Firenze; il Maritime Component Command di ESPMARFOR (Spagna); la componente aerea del TUR JFAC (Turchia); il Joint Logistic Support Group (JLSG) del NRDC-ITA; e la componente SOF a guida spagnola.

La guida della componente terrestre è affidata alla Multinational Division South (MND-S), grande unità dell’Esercito Italiano con sede a Firenze, erede della Divisione “Vittorio Veneto”. Costituita nel 2019, la MND-S è in grado di pianificare e condurre operazioni multinazionali e interforze, garantendo elevati livelli di flessibilità e interoperabilità. Nel quadro ARF coordina le forze terrestri fornite dai Paesi alleati.

Particolarmente significativo lo sforzo espresso dalla Difesa italiana: per la prima volta in oltre 70 anni e’ stato rischierato simultaneamente un Comando di Corpo d’Armata e un Comando di Divisione, completati dalla Brigata Alpina “Julia”, unità di punta dell’Esercito Italiano specializzata nelle operazioni in ambiente montano e già pienamente integrata nei dispositivi NATO di risposta rapida.

Foto NATO

 

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