Carenza di missili: gli USA stanno trasferendo in Medio Oriente i Patriot schierati in Corea?

 

 

Il conflitto in Medio Oriente sta assumendo sempre più i contorni di una guerra di missili e raid aerei. L’Iran ha colpito diversi Stati del Golfo con attacchi di rappresaglia, rendendo cruciale per gli Stati Uniti e per i loro alleati della regione mantenere un flusso costante di sistemi di difesa aerea e missili intercettori. In questo contesto, fonti stampa riferiscono che le forze armate statunitensi in Corea (USFK) potrebbero essere in procinto di trasferire alcune delle loro batterie Patriot in Medio Oriente.

Le USFK avrebbero recentemente trasferito diversi lanciatori e intercettori Patriot da altre basi statunitensi in Corea del Sud alla base aerea di Osan a Pyeongtaek, nella provincia di Gyeonggi. Oltre alle batterie già presenti, il 5 marzo scorso sarebbero state dispiegate ulteriori attrezzature, aumentando notevolmente il numero di lanciatori nella base. Lo stesso giorno sarebbero stati avvistati anche aerei da trasporto militari statunitensi, tra cui aerei cargo C-17 e C-5.

Il C-17 era già stato utilizzato per trasportare due batterie Patriot dell’USFK in Medio Oriente tra marzo e aprile dello scorso anno, pochi mesi prima che Washington effettuasse attacchi aerei contro l’Iran nell’ambito dell’operazione Midnight Hammer. Le due unità Patriot sarebbero poi rientrate in Corea nel mese di ottobre dello scorso anno.

Secondo il Korea Times, un funzionario dell’USFK ha dichiarato che «per ragioni di sicurezza operativa non commentiamo lo spostamento, il trasferimento o il potenziale riposizionamento di specifiche capacità o risorse militari. L’USFK rimane concentrato sul mantenimento di una postura di forza solida, pronta e credibile nella penisola coreana. Gli Stati Uniti restano fermamente impegnati nella difesa della Repubblica di Corea», ha aggiunto.

Il ministro degli Esteri sudcoreano, Cho Hyun, ha affermato che le discussioni sulla questione sono in corso tra le autorità militari dei due Paesi. “In generale, le autorità militari di entrambi i Paesi mantengono strette consultazioni in merito al dispiegamento di risorse strategiche“, ha dichiarato Cho durante una sessione parlamentare, rifiutandosi di commentare direttamente il possibile trasferimento dei sistemi Patriot.

Fonti militari affermano che l’USFK in genere non fornisce a Seul un preavviso dettagliato sul trasferimento di specifiche risorse militari, poiché tali decisioni vengono prese a Washington. Sebbene lo stazionamento di circa 28.500 soldati statunitensi nella penisola coreana sia previsto da accordi bilaterali, il ridispiegamento dei sistemi d’arma e la rotazione delle unità sono considerati questioni operative di competenza degli Stati Uniti.

Tra le altre armi statunitensi dislocate in Corea del Sud che potrebbero essere schierate a supporto delle operazioni in Medio Oriente figurano il sistema missilistico tattico dell’esercito (ATACMS) e il sistema missilistico Terminal High Altitude Area Defense (THAAD).

Tuttavia, il ridispiegamento di risorse chiave dell’USFK potrebbe destare preoccupazione a Seul, poiché potrebbe creare lacune nella difesa aerea nella penisola coreana, dove i sistemi Patriot svolgono un ruolo cruciale nella difesa del Paese dalle minacce nucleari e missilistiche provenienti da Pyongyang.

Park Won-gon, professore di studi nordcoreani presso l’Università Ewha Womans, ha affermato che la questione riflette le più ampie discussioni tra gli alleati sulla “modernizzazione dell’alleanza”, un concetto che mira a espandere il ruolo dell’USFK oltre la funzione di deterrente nei confronti di Pyongyang, per far fronte a potenziali contingenze militari nella regione più ampia. “In tale contesto, è probabile che gli Stati Uniti consolidino ulteriormente la loro strategia di dispiegamento delle risorse dell’USFK oltre la penisola coreana, ovunque sia necessario”, ha affermato Park.

Le notizie di un possibile trasferimento di risorse militari statunitensi dalla Corea del Sud al Medio Oriente potrebbero comunque aver suscitato malcontento a Seul, alimentando i timori che una crisi in un’altra regione possa indebolire la deterrenza nella penisola coreana.

Dal punto di vista commerciale, invece, il sistema di difesa aerea Cheongung-II (M-SAM- nella foto qui sopra), sviluppato internamente dalla Corea del Sud e recentemente impiegato in combattimento negli Emirati Arabi Uniti intercettando diversi missili iraniani, potrebbe aprire nuove opportunità per le aziende sudcoreane nella regione e attirare nuovi clienti.

Foto RTX e Ministero Difesa della Corea del Sud

 

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Nato a Cassino nel 1961, militare in congedo, laureato in Scienze Organizzative e Gestionali. Si occupa di Country Analysis. Autore del Blog 38esimoparallelo.com, collabora con il Think Tank internazionale “Il Nodo di Gordio”. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su “Il Giornale.it", “Affari Internazionali”, “Geopolitical Review”, “L’Opinione”, “Geopolitica.info”.

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